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Clima e CO2

Durante la loro crescita, gli alberi nei boschi assorbono enormi quantità di anidride carbonica. Pertanto il bosco fornisce un contributo essenziale alla tutela del clima. In un'epoca di sempre maggiori emissioni di CO2, le aree boschive, così come se ne trovano in ampie zone dell'Europa, rappresentano un'importante risorsa per il futuro.

Costruire con il legno significa proteggere attivamente il clima

Vivo o morto: l'albero, un sistema bio-climatico

Durante la sua crescita, l'albero, in quanto organismo vivente, assorbe dall'atmosfera anidride carbonica (CO2). In questo modo sottrae una sostanza estremamente nociva per il clima, la trasforma in innocuo carbonio e rilascia nell'ambiente l'ossigeno liberato (O). Quest'ultimo si miscela con l'azoto contenuto nell'atmosfera in un rapporto del 78:21%, generando l'aria che respiriamo. Il carbonio (C) invece rimane imprigionato nell'albero. Esso costituisce, per così dire, l'impalcatura del processo di crescita organica e continua ad essere disponibile fintanto che l'albero si preserva nel bosco o sotto forma di materiale da costruzione. Per effetto del processo di fotosintesi degli alberi, in un metro cubo di legno rimane imprigionata una tonnellata di CO2. Questa quantità di CO2 viene sottratta all'atmosfera fino a quando il legno marcisce o viene bruciato, tornando poi nell’atmosfera.

Pertanto non solo i boschi, ma anche le opere edili, i mobili o addirittura i giocattoli in legno rappresentano una preziosa riserva di carbonio che offre un contributo essenziale alla riduzione del contenuto di CO2 dell'atmosfera. Non importa quale sia l'impiego previsto: l'albero preserva il suo contenuto di carbonio per tutto il ciclo di vita del prodotto. L’aumento dell’impiego del legno, materia prima a bilancio neutro di CO2, svolge un ruolo di primo piano nella riduzione globale delle emissioni di CO2 e rappresenta pertanto un fattore essenziale ed efficace per la tutela del clima. Perché il legno può contrastare attivamente l'ulteriore aumento della concentrazione di CO2 nell'atmosfera terrestre e la conseguente intensificazione dell'effetto serra, all'origine del riscaldamento globale, del cambiamento climatico e di tutte le sue conseguenze.

Utilizzo "a cascata" per un assorbimento duraturo di CO2
Il concetto dell'utilizzo "a cascata" prevede l'impiego del legno in più fasi, come materia prima o materiale da costruzione. Il legno sarà destinato alla produzione di energia solo quando si rivelerà inadatto a qualsiasi tipo di utilizzo strutturale. Ne consegue che la riserva di carbonio offerta dal bosco e preservata dai prodotti in legno rimane disponibile il più a lungo possibile. Quando il legno diventa inservibile come materiale di costruzione, può essere destinato ad altri impieghi, ad esempio una vecchia capriata può trasformarsi in mobili. La strategia migliore è prolungare quanto più possibile il ciclo di utilizzo del legno, e non solo per considerazioni di tipo ecologico in una logica di tutela del clima. Ne conseguono vantaggi anche dal punto di vista economico, perché in ogni fase di lavorazione aumenta il valore del materiale.

Sia come materia prima sia come materiale da costruzione, il legno è doppiamente efficace nel bilancio di CO2
Qualsiasi prodotto in legno, che si tratti di una casa, un ponte, un mobile o un pavimento in parquet, una scala o il manico di un martello, – immagazzina il carbonio che l'albero di provenienza ha sottratto all'atmosfera. Si parla di quantitativi non indifferenti: 1 tonnellata per metro cubo di legno! Questo carbonio rimane imprigionato (quindi sottratto all'atmosfera) per tutto il ciclo di vita del prodotto in legno e spesso anche oltre. Nel bosco, ogni albero utilizzato lascia posto a nuovi alberi. Mentre i prodotti in legno trattengono CO2, nel bosco la quantità di legno trasformata in prodotti ricresce e sottrae attivamente CO2 all'aria ambiente. Sia come materia prima sia come materiale edile, il legno è doppiamente efficace in termini di bilancio di CO2.

Riserva di CO2nei secoli
I prodotti in legno sono quindi una riserva di CO2 e, a seconda dell'uso previsto, possono rimanerlo per molti secoli. Incoraggiando l'uso dei prodotti in legno in alternativa ad altri materiali da costruzione che sono fonte di CO2, sarà possibile limitare progressivamente le emissioni di CO2nell'atmosfera: si tratta del cosiddetto "effetto di sostituzione".

Cosa significa in concreto? Si parla di "sostituzione materiale" quando il legno o i prodotti del legno vengono impiegati in alternativa ad altri materiali (ad es. cemento, piastrelle, acciaio, alluminio) come materia prima o materiale da costruzione. 

Le conseguenze sul bilancio di CO2sono positive, in quanto gli altri prodotti sono associati a maggiori emissioni di CO2 e spesso presuppongono un consumo molto più intensivo di energia da combustibili fossili (petrolio, carbone) in fase di produzione e trasporto. A differenza degli altri prodotti, al termine del suo ciclo di vita il legno può essere riutilizzato anche per scopi energetici. Pertanto appare alquanto ragionevole sostituire quanti più prodotti possibile con il legno al fine di ridurre le emissioni di CO2.