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La struttura in legno e la normativa antincendio

Maurizio Piazza

La struttura in legno e la normativa antincendio
Maurizio Piazza, prof. ing. DICAM, Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica, Uni Trento

la resistenza al fuoco di una struttura
sottoposta ad un determinato sistema di carichi viene definita come il tempo necessario, dall'inizio della sua esposizione all'incendio, perché si raggiunga una situazione di collasso, parziale o totale, della struttura medesima.
La situazione di collasso deve essere
considerata in senso lato, potendo comprendere l'instaurazione di meccanismi di reale collasso o il raggiungimento di stati ultimi di resistenza per la sezione più sollecitata o di stati ultimi di deformazione per l'intera struttura o per una sua parte. In realtà per quanto riguarda le prestazioni richieste agli elementi costruttivi sottoposti ad azione di incendio, esse vanno oltre la capacità di conservare la stabilità meccanica ed implicano la possibilità di opporsi efficacemente alla propagazione del fuoco ed alla trasmissione del calore. Di conseguenza, la resistenza al fuoco viene definita usualmente mediante i criteri di stabilità al fuoco (R), di tenuta al fuoco (E) e di isolamento termico (I).

In tutta generalità dunque, la resistenza al fuoco può fare riferimento a livelli di protezione REI (elementi portanti e di compartimentazione), EI (elementi solo di compartimentazione) o semplicemente R (elementi solo portanti). É evidente che i simboli REI ed EI si riferiscono usualmente ad elementi di tamponamento o di partizione (eventualmente mobili, come porte e finestre); il simbolo R si riferisce unicamente ad elementi aventi funzioni portanti. Si può tuttavia notare che, ove non esistano elementi specificatamente a ciò dedicati, alle strutture portanti di solaio negli edifici civili viene normalmente richiesto un livello di protezione REI.

La resistenza al fuoco, così definita, non è quindi una caratteristica intrinseca dei materiali ma esprime la prestazione globale dell'elemento, strutturale o non strutturale, nei confronti dell'azione di incendio; dipende quindi, oltre che dalle proprietà fisiche e meccaniche del materiale, dai criteri costruttivi e dai dettagli realizzativi della struttura e quindi anche dalle scelte progettuali effettuate. Conseguentemente si dovranno adottare appropriati criteri di dimensionamento in relazione alle proprietà intrinseche dei singoli materiali utilizzati.

Maurizio Piazza

Dott. Ing. civile, professore straordinario presso il Dipartimento DICAM dell'Università di Trento. Docente dei corsi di laurea di Costruzione in Legno e di Riabilitazione Strutturale. Membro della commissione CNR per la redazione delle Istruzioni per il calcolo delle strutture in legno (DT 206). É stato membro del Comitato RILEM sulle strutture lignee ed è membro del gruppo di lavoro UNI-NORMAL GL 20 »Legno e derivati«. Ha fatto parte della commissione CNR per la revisione della nuova normativa italiana sulle costruzioni in legno. https://www.dicam.unitn.it/

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