
- carpino bianco non laccato/laccato
Carpino bianco
Altri nomi commerciali –
Tedesco Hainbuche; Weißbuche, Hagebuche, Hornbaum
Inglese Hornbeam
Nome botanico Carpinus betulus L.
Abbreviazione CB (ÖNORM: HB 1), EN: CPBT 2))
Informazioni storico-culturali
L’uomo sfrutta già dal Medio Evo la vitale capacità di ricaccio del carpino per la costituzione di siepi. Il carpino insieme al biancospino e alla rosa canina non solo teneva unito il bestiame, ma grazie alla sua impenetrabilità serviva anche da cinta di difesa per gli animali. Nei giardini del periodo barocco si amavano al contrario delimitazioni degli spazi perfettamente tagliate e boschetti. Il carpino, sempre in grado di ricacciare, costituiva per questo scopo la pianta ideale. Con questo legno pesante, duro e tenace si costruivano assi per ruote, mazzuoli, forme per scarpe, denti di ingranaggi dei mulini. Anche per i caratteri da stampa viene impiegato spesso il legno di carpino.
Informazioni generiche
Il carpino bianco si trova frequentemente nei boschi di querce e faggi. Esso non è imparentato con il faggio, sebbene il nome tedesco lo possa far supporre, bensì è più affine alle betulle. Questa pianta cresce solitamente solitaria o in piccoli gruppi e spesso partecipa alla costituzione dei margini boschivi. In quanto specie termofila, non la si rinviene praticamente oltre i 700m. La sua presenza nei boschi austriaci ammonta a circa lo 0,5 %. Il carpino si trova spesso nei parchi e grazie alla tolleranza alla potatura è un’apprezzata pianta da siepe. Tipica del carpino è la formazione di costolature, che conferiscono alla sezione del fusto una forma irregolare. La sua età naturale non oltrepassa i 150 anni.
Caratteristiche del legno
A causa delle costolature gli anelli annuali sono solitamente ondulati in sezione trasversale. Il legno grigio chiaro ingiallisce alla luce solare fino al giallobruno. I pori non sono visibili ad occhio nudo e non ne caratterizzano la figura in nessuna sezione di taglio. Le superfici radiali sembrano quasi macchiate a causa delle grandi specchiature dei raggi midollari (i raggi midollari singoli e stretti sono così appressati tra loro da dare l’impressione di un ampio raggio). Anche sulle superfici tangenziali i raggi midollari (fusi) alti più centimetri caratterizzano il disegno della superficie. Non di rado le superfici di testa mostrano macchie midollari rossobrune orientate in senso tangenziale. A causa delle costolature evidenti l’andamento della fibratura è fortemente irregolare.
Proprietà
Tra le specie locali, il carpino bianco fornisce il legno più pesante (massa volumica secca di 750 kg/m3). La durezza è poco inferiore a quella del faggio (durezza di Brinell di 12 N/mm2). Si spacca molto difficilmente a causa dell’andamento ondulato delle fibre. Il legno di carpino si tornisce, fora e fresa bene; se viene segato in direzione parallela alle fibre possono formarsi delle crepe. Nel trattamento della superficie non si riscontrano problemi. L’essiccazione è molto difficile a causa del forte ritiro. A causa della tendenza marcata alla formazione di crepe, durante l’essiccazione all’aria si consiglia di tenere le tavole al coperto. Nel caso di essiccazione artificiale si deve prestare grande attenzione, poiché con il forte ritiro si possono creare tensioni all’interno del tronco. Il carpino non è durevole (classe 5), ma ben impregnabile.
Impieghi
Per la sua elevata resistenza all’usura, il legno di carpino viene impiegato per oggetti di piccole dimensioni molto sollecitati: ceppi, puntali, suole, birilli. Nella costruzione di strumenti musicali viene impiegato nella meccanica dei pianoforti, così come per bacchette da percussione. Praticamente non viene commercializzato in forma di sfogliati, spesso invece per segati.
Il carpino bianco si presenta solitamente con fusti costolati (sezione trasversale ondulata), che raggiungono i 25 m di altezza. La corteccia è sottile, da grigio-verde a grigio scura. Le foglie hanno un margine doppiamente e finemente dentato. I piccoli frutti duri si trovano alla base di una brattea trilobata e sono riuniti in infruttescenze.


