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Oltre i cliché

Alberto Alessi

Nel ‘700 Marc-Antoine Laugier indica nell’intreccio dei rami di un bosco il modello della capanna primitiva e l’origine dell’architettura; e molto tempo prima, si narra che l’umanità si sia salvata dal diluvio universale grazie ad un’arca costruita con tronchi ed assi. Se oggi siamo qui, è forse grazie a quella prima mitica dimora galleggiante. Ma il legno ed il suo uso cambia nel tempo, e nel frattempo i tronchi e le assi tagliate a mano sono state affiancate da nuove tecnologie raffinate, verificate dallo studio scientifico delle caratteristiche della materia prima e dei materiali che ne derivano. Costruire oggi col legno significa fare riferimento ad un operare contemporaneo, dove agli aspetti “organolettici” del legno si aggiungono quelli “consapevoli” del suo utilizzo mirato.

Questo sviluppo tecnologico era già presente all’inizio del ‘900, come ben emerge dalla citazione di Wachsmann pubblicata nella pagina precedente. Tale consapevolezza non pare tuttavia essersi diffusa ovunque. Da una recente indagine commissionata da promo_legno alla GFK-Eurisko presso un pubblico di architetti, risulta come il legno in Italia sia molto valutato quale materia naturale, ma ancora poco conosciuto come materiale da costruzione.

In particolare, emerge un sapere frammentario, ricco di contraddizioni:

  • il legno è emozionante, caldo, confortevole, rinnovabile; ma un edificio in legno dà problemi di durata e manutenzione
  • l’isolamento termico è ottimo e non richiede l’uso d’altri isolanti; ma va bene nelle Alpi e col caldo non è efficace
  • una struttura lignea reagisce in modo controllabile al fuoco (più dell’acciaio); ma brucia
  • il legno è leggero e può essere utilizzato benissimo nell’esistente; ma non è solido come il mattone
  • costruire col legno permette di avere un cantiere asciutto e veloce; ma costruire in legno costa molto di più di una tecnologia “tradizionale” come il laterizio o il cemento.

I motivi per cui il legno viene tuttora raramente utilizzato in Italia come materiale da costruzione sono quindi spesso da riferire agli stessi pregiudizi e cliché elencati da Wachsmann.

I progetti presentati nelle pagine di questo n.01 della rivista illustrano come altre letture siano invece possibili. Il legno si presenta competitivo nella realizzazione di architetture alle diverse latitudini, edifici alti ed urbani, spazi domestici o di lavoro, luoghi di svago in montagna o al mare.

Alberto Alessi

Il legno nei climi caldi.
In queste  pagine: due vedute della grande Mashrabbya in legno che si affaccia sulla corte interna della casa Beit El Harrawi, Il Cairo, 1731.
(Fotografie: A. Alessi)

Queste grandi aperture tipiche della casa islamica, apparentemente solo decorative e protettive del pudore, nascono in realtà come macchine raffinate per la creazione di delicate brezze che mantengono piacevolmente fresche le stanze d‘abitazione. Perciò vengono realizzate sempre in legno: questo materiale non si arroventa anche se esposto per ore al sole del sud, e di conseguenza non riscalda l‘aria che lo attraversa.