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Costruire nell’esistente

La casa Green Crane è un esempio di come la cura per il dettaglio e la disciplina tettonica della costruzione possano essere conseguiti non come fine a se stessi, ma come recupero di una dimensione tattile dell’architettura dove, nella più autentica tradizione toscana, il piacere dei sensi precede il puro diletto intellettuale.

Mihail Amariei
veduta di Sorano

I racconti nascono sempre da un modo di guardare le cose. Le cose stesse non sembrano appartenere alla storia eppure la costituiscono. Quando ricostruiamo nell’esistente, lavoriamo sulla trasformazione delle cose immersi in un mondo di possibili narrazioni. Costruiamo ipotesi e immaginiamo scenari che aggiungono nuovi significati alle narrazioni precedenti. Nei casi migliori, i racconti sembrano non aver bisogno della presenza di un autore, la percezione quotidiana delle cose è sufficiente a far prendere loro forma nella nostra mente. L’architettura è allora la ’fiction’ della nostra percezione quotidiana: ricostruzione permanente della realtà.

Sorano è un pittoresco borgo della campagna grossetana. Il suo nucleo costruito nella stessa pietra di tufo della collina sottostante, con una miriade di piccole cave e gallerie scavate nella roccia, è un esempio di quell’architettura storica di stupefacente organicità che nell’immaginario contemporaneo è diventata l’icona di un paradiso perduto e l’antitesi del degrado paesaggistico recente. Vi arrivano molti turisti. Alcuni s’innamorano del luogo e tornano regolarmente. In alcuni casi cercano di comperare casa.I signori Green Crane arrivano da Londra e il ’coup de foudre’ è istantaneo, questione di affinità elettive. Comprano un rudere al margine del nucleo e sognano di trasformarlo nella loro ’casa’ in Italia: una vita metà al di là della Manica, metà in Toscana. Affidano la materializzazione del loro progetto a un architetto che condivide l’amore per questa terra e che a pochi passi sta seguendo un lavoro analogo per la sua famiglia. Le premesse sono comuni. La ricostruzione come reinterpretazione della tradizione, questione di misura ed equilibrio nella ricombinazione di ingredienti locali e ricordi personali. Il cantiere dura tre anni ed è un successo. Nel 2010 i due signori passano tre mesi d’estate nella loro nuova casa. L’architetto sta per finire il cantiere del suo terzo progetto a Sorano. Il corpo compatto della casa (6 x 8 x 9 m) si trova sul pendio occidentale del vecchio nucleo sopra il fiume Lente. All’interno dell’involucro preesistente, risanato e consolidato, un innesto strutturale in legno massello organizza i tre livelli della casa secondo una ricca sequenza spaziale. Le aperture nella muratura a sacco in conci di tufo sono state modificate là dove la disposizione interna degli spazi lo esigeva. Il vecchio tetto a due falde con la copertura a coppi è stato ricostruito com’era prima del crollo. All’esterno, la casa conserva e valorizza il carattere genuino della vecchia costruzione, mentre all’interno, la ricostruzione segue la logica di una scenografia elaborata, dove l’immediatezza sensuale degli elementi tettonici è coltivata con un equilibrio ed una raffinatezza lontana da facili forme di nostalgia.

La struttura lignea è costruita come un intricato puzzle di singoli pezzi in legno massello di larice stagionato senza viti o altri elementi metallici di congiunzione. La scala, i solai, le pareti divisorie e le porte  scorrevoli completano questo esercizio di purezza tettonica, che contrappone alla plasticità organica delle superfici intonacate, della muratura e degli scavi labirintici del pianterreno, le forme elementari e la precisione geometrica della costruzione in legno massello. Il risultato di questa disciplina tettonica autoimposta è sorprendente, perché la tensione si manifesta non solo a livello tattile ma anche spaziale. All’interno della continuità spaziale dell’involucro preesistente, con tutte le sue gallerie e nicchie, la materia strutturata da fughe e giunti della costruzione in legno introduce una spazia-lità differente, una scala più minuta, più preziosa e intima. La dimensione dei singoli elementi e la precisione dei giunti sono determinanti.

Il livello di precisione della costruzione in legno, come anche una certa idea di preziosità, è tradizionalmente associata ad una sofisticata capacità artigianale lontana dalle soluzioni ’pragmatiche’ delle costruzioni recenti. In realtà, le tecniche contemporanee di carpenteria consentono un livello di precisione che dipende meno dai tempi di lavorazione, e dunque dal costoso lavoro artigianale, e più dalla capacità progettuale di elaborare risposte intelligenti, su misura in situazio-ni specifiche. In questo caso la ricerca delle dimensioni minime per gli elementi della struttura lignea ha portato ad una soluzione dove i singoli pezzi lavorassero ad incastro e partecipassero tutti insieme alla stabilità della struttura. Se la logica degli incastri segue principi antichi, la sostenibilità economica della prefabbricazione, di elementi così complessi geometricamente, è resa possibile dalle tecniche contemporanee di assemblaggio di vari pezzi in un unico elemento strutturale con l’ottimizzazione del comportamento statico. Per esempio, i pilastri in legno di larice stagionato con una sezione quadrata di 16 x 16 cm sono assemblaggi di elementi modulari più piccoli: un elemento centrale da 8 x 8 cm, elementi di 4 x 4 cm negli angoli e di 4 x 8 cm lateralmente. Analogamente le travi principali sono composte in sezione da tre pezzi di vari spessore. Oltre alla maggiore resistenza meccanica dovuta alla combinazione delle fibre del legno ed all’eloquenza del disegno nell’incastro multiplo, invecchiando, l’assemblaggio renderà visibile anche il passare del tempo attraverso la rivelazione sempre più pronunciata della sua natura composita, aggiungendo una dimensione tattile supplementare.

Architettura

Francesca Torzo

Fotografie

Valentina Gugole

Trasformazione di un edificio residenziale a Sorano

Committente

Mr. Christopher Green e Mr. Michael Crane

Architettura

Francesca Torzo architetto, Genova
www.francescatorzo.it

Costruzione in legno

Oberrauch Gmbh, Varna (BZ)
www.oberrauch.bz

Calcoli statici

Ing. Stefano Debiasi, Padova

Realizzazione

Aprile 2006 – Luglio 2009

Superficie utile

164 m²

Costi

286.000,00 €

Sistemi costruttivi:

Statica

assemblaggio ad incastro di travi e pilastri in legno massello

Murature

muratura a sacco in conci di tufo

Tetto e solai

travi, pilastri e tavolato in larice del Trentino Alto Adige invecchiato 2 anni ca.

Isolamento/Impermeabilizzazione

risanamento muratura esistente con intonaco Vandex Super e BB75 white, ditta Harpo

Facciate

muratura di tufo a vista

Partizioni interne

listelli di abete e tavolato in larice del Trentino Alto Adige

interno dell’edificio prima e dopo l’intervento