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Trasformare, adeguare

Alberto Alessi, Andrea Bernasconi

Le ragioni, i modi

Testo: Alberto Alessi

Le ragioni

L’esistente è un regalo, è una possibilità che bisogna saper curare e far crescere. Quando l’intervento riesce pienamente, il risultato è più della somma delle parti, e non ha senso porsi la domanda su cosa abbia più valore, se l’antico o il nuovo: il tutto costituisce un nuovo concentrato, dove alla patina del tempo, ai suoi segni, alla sua atmosfera piena di aura e carattere, si aggiunge e integra la certezza tecnologica dell’oggi. Nel dialogo fra vecchio e nuovo emergono così accenti, toni, sequenze di spazi inattesi e promettenti, ricchi di contrasti, contrappunti, rimandi e referenze. Intervenire sull’esistente è il pensare l’architettura come definizione di un processo aperto, rinnovabile e stimolante, che permette di realizzare una stratificazione del vivere visibile direttamente nella fisicità e formalizzazione spaziale degli edifici, in un gioco sapiente sopra, a fianco, o dentro di essi. Intervenire sull’esistente è una operazione ecologica e responsabile: è “riciclare” consapevolmente qualcosa che ha ancora valore, o che lo può avere con uno sforzo aggiuntivo. Intervenire sull’esistente può riservare sorprese e difficoltà. Le strutture storiche hanno un loro equilibrio statico delicato, spesso sono state realizzate con una tecnologia semplice e superata. E normalmente sono poste in centri urbani con-gestionati e con spazi ridotti difficilmente accessibili. Proprio su questi punti di difficoltà il legno si dimostra un ottimo alleato per il progettista. Grazie alla sua leggerezza e alla velocità di realizzazione, il legno permette di ridurre i tempi di cantiere, e quindi di occupazione di suolo pubblico, con un conseguente sensibile risparmio economico e burocratico. “Di fatto, la maggior parte degli edifici e delle altre strutture tecnologiche devono sopportare carichi piuttosto leggeri rispetto alle loro dimensioni e sono in genere più costosi e pesanti del necessario […] La natura, praticamente senza eccezioni, ha sempre prodotto strutture soggette a carichi leggeri. Il legno può essere considerato come il materiale strutturale per eccellenza in biologia. Nelle tecnologie avanzate, il legno ha dimostrato di essere un ottimo materiale per la costruzione.” Queste affermazioni che James E. Gordon espone nel libro “Strutture sotto sforzo” (Zanichelli, 1991) indicano le grandi potenzialità che il legno, grazie ad una conoscenza sempre più approfondita e tecnologicamente consapevole, può offrire per un intervento attento sul costruito, garantendo al contempo un fare preciso al millimetro, confortevole e duraturo. Oggi disponiamo delle conoscenze e delle tecnologie necessarie per far sì che la costruzione in legno possa reagire alle più diverse situazioni in modo controllato e prevedibile. E come il legno conserva immagazzinata la CO2 evitando di disperderla nell’atmosfera, così esso contribuisce a conservare e integrare la memoria e l’identità delle cose e dei luoghi, rinnovandola.

I modi

Trasformare, adeguare, cioé modificare, mutare, cambiare, riformare, ridurre, ritoccare, rinnovare, variare, correggere, trasfigurare, assimilare, variare, divenire, ma anche eguagliare, adattare, bilanciare. Un diventare altro per essere compatibile all’oggi. La trasformazione di un edificio per renderlo adeguato a nuove necessità e standards è il più profondo e strutturale fra i diversi modi di intervento sull’esistente. Qui non ci si limita infatti a lavorare sul sopra, sul vicino o sull’adiacente: la trasformazione di un edificio lo mette completamente in questione, penetra e spesso ne altera anche le modalità costruttive e statiche, e perciò richiede una grandissima conoscenza di ciò che si va a mutare. Questa metamorfosi infatti funziona al meglio quando le modifiche e la nuova interpretazione riescono a non disperdere il senso del luogo di partenza, ma lavorano in continuità critica con esso, consapevoli che ogni intervento è solo un momento in una successione aperta di interpretazioni possibili. Anche qui la storia ci fornisce molti esempi, dal Mausoleo di Adriano trasformato in Castel Sant’Angelo, al Castello Sforzesco di Milano che Albini e Gardella adeguano a museo, fino al più recente intervento di Miller Maranta per l’Ospizio del San Gottardo. E anche qui il legno si rivela un alleato veloce, sicuro e affidabile. Spesso i motivi di trasformazione degli edifici storici sono la presenza di spazialità non più adeguate alle nuove necessità, la scarsa illuminazione naturale o il cattivo isolamento delle parti murarie. Il legno, materiale da costruzione intrinsecamente coibentante, è in grado di contribuire a realizzare una protezione ottimale nelle diverse situazioni climatiche e ambientali, aggiungendo inoltre un eccellente comfort abitativo ad ogni spazio. Perciò a Sorano, Francesca Torzo interviene proponendo un inatteso mondo ligneo dietro una facciata di pietra, un modo di vivere apparentemente arbitrario, ma che uno sguardo alla situazione ante-opera rivela come pienamente coerente con la preesistenza. Nel Birkbeck College di Londra i Surface Architects mettono invece in atto una vera e propria strategia dello straniamento e dell’ambiguità percettiva, un gioco di sorprese che costruisce un adeguamento spaziale alle nuove funzioni tematiche. Quanto detto per lo spazio interno vale anche per lo spazio urbano, e nelle città italiane e mediterranee ciò è vero forse più che altrove. Che qui lo spazio pubblico sia sempre da intendere come spazio interno perennemen-te in trasformazione è ben evidenziato dai due progetti che concludono questo numero di materialegno. Innanzitutto la Torre del Homenaje a Huéscar, vicino a Granada, dove la nuova rampa in legno inserita da Antonio Jimenez Torrecillas riscatta un edificio storico fatiscente e ne fa il centro della riconquista di un rapporto ammirevole fra città e paesaggio. E infine il Teatro Spada di Brisighella, riletto e completato da Davide Cristofani e Gabriele Lelli: in una città che poggia su una faglia gessosa e quindi friabile, un intervento delicato e leggero che rende la città stessa paesaggio pubblico condiviso.

Le tecniche

Testo: Andrea Bernasconi

L’adeguamento: le strutture esistenti vengono modificate, spesso anche rinforzate, per soddisfare le nuove esigenze strutturali e progettuali. Gli elementi strutturali nuovi diventano parte integrante dell’insieme
La struttura della parte aggiuntiva deve rispettare la struttura principale esistente; ne risultano spesso luci importanti che richiedono la formazione di sistemi di "travi­parete", per le quali i pannelli XLAM sono particolarmente adatti

Le tecniche

L’adeguamento di una costruzione esistente si presenta sotto forme diverse agli occhi del tecnico o dello strutturista. La sua realizzazione, senza intervenire sulla struttu-ra portante, rappresenta la strada più semplice anche se non sempre scontata. Non intervenendo con modifiche della struttura portante, il ricorso alla competenza strutturale potrebbe apparire superfluo. La committenza dello spazio ritrovato si aspetta, comunque, un prodotto e una costruzione che corrisponda alle esigenze e alle normative attuali. Una verifica della conformità della struttura esistente quindi si impone, e non solo per una questione di forma. Spesso le esigenze strutturali sono cambiate nel corso degli anni, e la struttura preesistente, un tempo sufficientemente resistente e rigida, richiede oggi un intervento di rinforzo o di miglioria. Le strutture di legno, come si incontrano spesso sotto forma di solai o capriate di vecchi edifici, sono le più toccate da questo aspetto: l’incidenza dell’aumento dei carichi cui esse sono sottoposte è spesso importante proprio a causa del peso ridotto della costruzione. Questa è la ragione per cui, in edifici di vecchia data con solai e capriate di legno, il ripristino delle strutture lignee esistenti è spesso necessario anche solo per mantenere in servizio la costruzione. Ancora una volta, alla base della definizione dell’intervento troviamo l’analisi e la definizione della situazione esistente. È interessante citare il caso del cambiamento di destinazione o di uso degli spazi esistenti, dove la struttura portante subisce comunque delle modifiche importanti, senza che sia stata fisicamente modificata. Spesso le modifiche possono essere riassunte in un aumento dei carichi agenti sulla struttura, ragione per cui un’accurata analisi è indispensabile. Ci limiteremo a ricordare in questa sede, che le strutture lignee esistenti spesso si prestano bene a essere ripristinate e rinforzate in modo da adempiere alle nuove esigenze. Le tecnologie applicabili in questi casi vanno dalla sostituzione del materiale esistente con materiali lignei più nuovi e performanti, alla modifica di giunti e collegamenti per aumentarne la capacità strutturale, al rinforzo strutturale tramite aggiunta di nuovi elementi di legno o di altri materiali. In caso di modifiche profonde degli spazi esistenti, è spesso necessario sostituire e integrare gli elementi della struttura portante esistente con elementi strutturali nuovi e aggiuntivi. Si tratta di interventi sempre piuttosto complessi sia dal punto di vista tecnico che da quello della realizzazione. È interessante ricordare come gli elementi costruttivi e strutturali di legno permettano di coniugare le caratteristiche meccaniche eccellenti con la semplicità e la flessibilità della lavorazione e dell’adattamento alla struttura esistente. 

Conclusioni: il legno e l’intervento sull’esistente. Gli elementi strutturali di legno sono particolarmente adatti agli interventi di rinnovamento dello spazio esistente, perché permettono di riunire le esigenze comuni a tutti i tipi di interventi in questo ambito:

  • la leggerezza della costruzione e delle strutture: la costruzione in legno è fra le più leggere in assoluto
  • l’ottima prestazione meccanica in relazione al peso degli elementi impiegati
  • la facilità della lavorazione che permette - dove necessario - l’adattamento della costruzione nuova all’esistente in modo semplice
  • l’alto grado di prefabbricazione che permette di ridurre al minimo i tempi dell’intervento e gli spazi di cantiere necessari.

Progetti

Alberto Alessi, architetto e critico, direttore editoriale di mate­ rialegno. Studia architettura presso il Politecnico di Milano, l’ETH di Zurigo, l’Ecole d’Architecture Paris­Villemin. Nel 1994 apre il proprio studio, prima a Roma e poi a Zurigo. Docente presso la Hochschule Luzern, la Hochschule Liechtenstein e l’Università di Ferrara. Ha curato numerose pubblicazioni e manifestazioni.
www.albertoalessi.com

Andrea Bernasconi, ingegnere civile ETH Zurigo (CH). Responsabile scientifico di promo_legno. Incarichi di docenza in diverse scuole universitarie europee. Contitolare di uno studio di ingegneria civile a Lugano. Professore di costruzioni in legno alla Scuola di Ingegneria di Yverdon (CH). Consulente del Politecnico di Graz (A).
www.lignum.at