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Un treno di legno

Dormire in vagone senza spostarsi, un’esperienza che sublima il fascino dinamico del viaggio sognato nel tepore comodo di un interno domestico

Sandy Attia

Chi avrebbe mai pensato di costruire un treno interamente in legno?  Di solito al mondo ferroviario, almeno quello storico, sono più legati il ferro, i bulloni, le scintille e lo stridore dei freni del ferro su ferro. Invece gli architetti Putzer Pardeller Scherer progettano con il legno la ristrutturazione e ampliamento dell’ex stazione della linea ferroviaria della Val di Fiemme, a San Lugano/ Trodena (BZ). La costruzione delle tre ferrovie in Val Gardena, Val Pusteria e Val di Fiemme a partire dalla dichiarazione di guerra del 1915 tra Regno d’Italia e Impero d’Austria Ungheria, ha visto San Lugano come punto di dislivello più alto (ca.1200 m.) per il rifornimento del fronte sulla linea della Val di Fassa. La stazione, dismessa nel 1960, dispone di un edificio risalente al 1917, e di una sottostazione di trasformazione per il rifornimento di energia elettrica del 1924. Questo progetto affronta una tematica difficile: la relazione con il passato, e il pericolo della nostalgia di un passato che non c’è più, ovvero la ricerca di una trascrizione letterale del momento nativo storico che può compromettere il risultato architettonico. Il treno come metafora del passato e indirizzo di ordine conservativo per restituire al luogo la sua identità originaria, diventa  quindi una sfida per la progettazione.Il legno come tanti altri materiali ha la capacità di trasmettere alcuni segni: in questo caso la temporaneità e la memoria.

Il legno viene spesso usato per costruzioni temporanee. Poiché questo progetto, secondo il piano urbanistico comunale, non consentiva l’edificazione di alcuna costruzione con fondazione, con il legno si è trovata la risposta adatta. Inoltre questa soluzione ha reso il senso della non permanenza, della temporaneità. Con il legno è stato raggiunto l’obiettivo di non radicare fisicamente l’edificio nel terreno. Richiamando alla memoria la storia della ferrovia di San Lugano e anche il mondo dei treni di una volta, fatti fondamentalmente di legno, con il calore e la semplicità nella finitura degli interni, il legame con il contesto storico è stabilito. Nel riprodurre quasi ironicamente un oggetto transitorio come il treno, il senso della temporaneità viene nuovamente ribaltato, radicando l’edificio nel contesto dei famosi prati di larici del Parco naturale del Corno di Trodena.

l’interno del vagone­ostello
la stazione in una foto d’epoca e in una d’oggi; sezioni dell’ostello in legno montato sugli chassis delle FS
l’ostello sosta sui binari di San Lugano

L’architettura dell’edificio, con la sua linearità, si pone come una sorta di basamento orizzontale dal quale emergono gli alberi alpini, e paradossalmente conferisce una fondazione a questi alberi.L’abilità dei progettisti consiste da una parte nell’accu-rata scelta delle tipologie di legno e dall’altra nella definizione del trattamento del legno. Il larice e l’abete sono i legni privilegiati per collegarsi al contesto ambientale. Per quanto riguarda la ristrutturazione della sottostazione il materiale prevalente è il larice, mentre per l’ampliamento la facciata è di abete pitturato grigio e gli interni sono in truciolare grezzo OSB levigato con una superficie cerata. A prima vista la Colonia della Gioventù sembra fatta in metallo, la pittura di color grigio rende il legno come camuffato e i listelli di abete orizzontali rinforzano questo gioco tra i due materiali. L'OSB è nato come un materiale da costruzione e non di finitura e ha un’elevata caratteristica di rigidità. Questa scelta trasmette due cose: la prima è quella di rispondere alle esigenze della committenza di rendere il senso della semplicità e della modestia; la seconda quella di esaltare le caratteristiche di un materiale così robusto. Quindi l’impiego di singole lastre OSB per le pareti divisorie, per il pavimento, il soffitto e le pareti laterali rende lo spazio compatto e omogeneo.

Il risparmio sugli spessori, consentendo di lavorare sulla compattezza, permette di portare avanti negli interni la metafora del treno anche rispetto alla sua funzionalità: quattro dei cinque “vagoni letto” possono ospitare fino a dieci persone, insieme al guardaroba e al bagno.

Sicuramente la scelta del legno naturale, insieme all’impiego di una struttura prefabbricata dei vagoni montata in una settimana, ha contribuito al conte-nimento dei costi. Ma ciò che si apprezza ancora oggi non è soltanto il fatto che sia stato un progetto low budget riuscito, con una pulizia dei dettagli ben studiata, ma che con il tempo non perda forza e si integri sempre meglio nel contesto.

Colonia della Gioventù cattolica, San Lugano

Committente

Gioventù cattolica Alto Adige

Architettura

Architetti Pardeller Putzer Scherer, Bolzano
www.pps-arch.it

Costruzione in legno

Saurer Holzbau, Höfen (A)
www.holzbau-saurer.com

Calcoli statici

Saurer Holzbau, Höfen (A)
www.holzbau-saurer.com

Realizzazione

2002

Costi

763.000 € (compresa la ristrutturazione della stazione)

Sistemi costruttivi:

Staticareticolo

strutturale in legno composto da montanti e traverse. Elementi prefabbricati e montati su chassis delle F.S.

Tetto e solai

reticolo strutturale in legno composto da montanti e traverse, copertura in lamiera di zi

Isolamento

Isofloc

Facciate

rivestimento esterno in assi di abete trattate con colori, vetrate fisse / vetro di sicurezza, parti apribili con finestre a lamelle (ditta Hahn / Germania)

Protezione solare

tendaggi interni in tessuto bianco

Partizioni interne

divisorie in lastre di legno (truciolato grezzo OSB)

Architettura

Pardeller Putzer Scherer

Fotografie

Georg Hofer