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Una questione di stratificazioni

La ristrutturazione e sopraelevazione di un sottotetto a Innsbruck è l’occasione per ripensare il rapporto con la città e il paesaggio

Nora Vorderwinkler

L’adattamento abitativo di un sottotetto nel contesto urbano ha, di regola, ben poco di spettacolare. Che da ciò possa risultare un’opera di grande innovazione, lo provano l’architetto di Innsbruck Daniel Fügenschuh ed il suo committente. L’imponente attico dell’edificio urbano della “Gründerzeit” (l’epoca della prima industrializzazione) ha fin dall’inizio ispirato al giovane progettista un’estrema apertura spaziale. Come prima conseguenza, questi ha aperto il sottostante appartamento del committente, integrandolo nel nuovo progetto spaziale. La superficie abitabile aggiuntiva sarebbe stata collocata completamente in corpi edilizi indipendenti e sospesi nel vuoto. Così sono nati due possenti parallelepipedi di pannelli di legno massiccio a strati incrociati XLAM di abete naturale, che a differenti altezze attraversano il manto del tetto e come elementi dominanti improntano l’intervento architettonico. All’interno dei box la camera da letto, il bagno, l’area fitness e la nicchia per la meditazione formano, in un gioco ponderato di differenti altezze e viste, l’intimo spazio abitativo. La realizzazione dell’idea di un progetto di spazio ampio e aperto è stata resa possibile dalla scelta dei materiali. “Sfruttando le qualità statiche dei pannelli XLAM si sono potute realizzare efficaci strutture tridimensionali”, chiarisce Daniel Fügenschuh e indica uno dei box di legno che – sviluppato strutturalmente come un ponte – sovrasta senza pilastri tutto lo spazio. “Il suo carico poggia da entrambi i lati sui muri esterni dell’edificio. Grazie all’ancoraggio all’opera muraria esistente, la funzione statica del solaio di travi, precedentemente smantellato, viene rilevata dal modulo sospeso”, prosegue l’architetto. Accanto alle sfide per la ditta di lavorazione del legno, l’inserimento strutturale dei box di legno, nel corso della realizzazione costruttiva, è stato particolarmente emozionante. Dopo la consegna degli elementi in XLAM, sono stati prima montati, con l’ausilio di apposite impalcature, i componenti del vano minore del parallelepipedo, che sono stati collegati e assemblati fra di loro alla quota definitiva e quindi, dopo aver ultimato il volume ligneo maggiore, a questo collegati. Infine, è scoccata l’ora della verità: rimossa la struttura di supporto provvisoria, i box di legno hanno assunto la posizione definitiva e il loro carico è stato gradatamente trasmesso ai muri esterni. Una doppia funzione compete alle fiancate della rampa di scale centrale: grazie alla capacità dei pannelli XLAM di assorbire anche sforzi nel proprio piano, queste fungono allo stesso tempo da corrimano e da elemento strutturale di irrigidimento. Oltre ai vantaggi costruttivi, la superficie naturale del legno d’abete è venuta incontro in larga misura al desiderio del committente di un sistema costruttivo rispettoso dell’ambiente. Il materiale allo stato grezzo e l’autenticità della costruzione conferiscono all’ambiente un carattere naturale e discreto. Da mettere in risalto sono anche la lavorazione senza complicazioni e la flessibilità formale del materiale ligneo nel corso dell’intero processo costruttivo. Le scelte sul posizionamento di nicchie, nelle pareti e vani finestra, sono avvenute per la maggior parte in loco, d’intesa tra il committente e la ditta esecutrice. Tre spazi liberi coronano la chiusura edilizia del modulo predominante: dal lato della strada si estende un balcone per l’intera larghezza del box, dal lato del cortile, un tetto a terrazza. Sotto questa si nasconde, come un gioiello esotico, un giardino giapponese. Da qui si erge un altissimo bambù, attraverso una griglia in listelli di larice, che è allo stesso tempo “soffitto del giardino” e pavimento della terrazza. Della stessa raffinatezza si mostrano i parapetti degli spazi esterni. Grazie all’adeguata inclinazione degli elementi lignei tagliati obliquamente, entrano i raggi del sole, ma gli sguardi indiscreti restano fuori. Dal punto di vista urbanistico, il restauro del sottotetto si inserisce nell’ambiente circostante con discrezione. “Dal lato della strada la ristrutturazione non doveva dare nell’occhio e doveva essere solamente intuita dalla presenza dei nuovi elementi di facciata”, dice Daniel Fügenschuh. In vetta occhieggiano compatti, foderati di legno, i “box ad alte prestazioni”, sul paesaggio dei tetti della città.

modello dello sviluppo costruttivo a strati

Architettura

Daniel Fügenschuh

Fotografie

Lukas Schaller

Sopralzo di un edificio residenziale, Innsbruck (A)

Archite

Daniel Fügenschuh, Innsbruck
www.fuegenschuh.at

Calcoli statici

Alfred Brunnsteiner, Natters (A)
www.dibral.at

Costruzione in legno

Siegfried Gurschler GesmbH, Innsbruck (A)
www.gurschler-bau.at

Conclusione dei lavori

2007

Sistema costruttivo

pannelli in legno a strati incrociati XLAM

le volumetrie dell’intervento, solo accennate verso la strada, dialogano con il contesto della corte