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Interview: Le nuove chiome della citta’

L’ampliamento di un complesso residenziale del dopoguerra a Amburgo è l’occasione per una convincente sperimentazione tipologica e formale

Alberto Alessi

Come è nato il progetto di Bebelallee? Quali erano le ragioni, le necessità, gli obiettivi? 

Christian Feck L’insediamento di Bebelallee è di proprietà della Robert Vogel GmbH, una società che opera sul mercato immobiliare di Amburgo, dove possiede circa 2300 abitazioni e 130.000 m2 di uffici, tutti ­gestiti in affitto. Questa nostra filosofia ci porta a doverci occupare della gestione di tutti gli aspetti relativi al mantenimento delle nostre proprietà.
Volker Halbach Perciò la Robert Vogel è particolarmente interessata a garantirsi una solida redditività a lungo termine degli edifici e ogni intervento edilizio è attento a assicurare una durata sostenibile.
Christian Feck La decisione di intervenire sui 6 edifici della Bebelallee è nata dalla verifica dello scarso sfruttamento edilizio del terreno e del grande potenziale a disposizione. Parallelamente c’era il tema dell’adeguamento agli standard energetici attuali. Inizialmente abbiamo provato varie strade, inserendo anche nuovi corpi di fabbrica fra gli esistenti, ma ben presto abbiamo iniziato a immaginare la possibilità di costruire in sopraelevazione.

Come è avvenuta la selezione dei progettisti?

Christian Feck Per questo progetto ci siamo rivolti direttamente allo studio di architettura blauraum che apprezzavamo, e allo Studio di ingegneria Dr. Binnewies con il quale avevamo già collaborato.

Come si è pervenuti alla decisione di costruire in legno? Quali vantaggi ne sono conseguiti?

Christian Feck Individuati i progettisti, ci siamo subito messi insieme per verificare quali strategie fossero possibili per questa sopraelevazione, e abbiamo capito molto velocemente che il legno era la soluzione ideale, grazie alla sua leggerezza che permetteva di non insistere troppo sulle strutture sottostanti, non dimensionate per nuovi carichi. 
Carolin Koehler In questo insediamento ci eravamo confrontati non solo con le caratteristiche fisiche ­degli edifici, ma anche con la presenza di 104 appartamenti abitati che non era realistico liberare, anche solo temporaneamente.
Christian Böttcher Strutturalmente, l’idea era di sfruttare il più possibile gli edifici esistenti e di non realizzare delle sopraelevazioni a ponte indipendenti. La pre­esistenza era abbastanza forte da sorreggere un ampliamento in costruzione leggera, ma non una struttura muraria tradizionale. Nel corso dei lavori ci siamo poi imbattuti in una situazione statica più complessa del previsto, cosa che ha comportato la necessità di alcuni adeguamenti in corso di progetto, intervenendo ogni volta con soluzioni »su misura«.
Christian Feck Per questo progetto l’unico sistema 
alternativo al legno era la costruzione metallica, che comunque è apparsa da subito inadeguata a causa della sua scarsa resistenza all’incendio e della conseguente necessità di un rivestimento adeguato, cosa che avrebbe fatto lievitare i prezzi. Il progetto finale vede l’utilizzo di un sistema misto; puntualmente si sono dovuti realizzare pilastri in cemento, gli sbalzi sono sostenuti da travi in metallo, mentre tutti i solai, le pareti e la copertura sono in elementi portanti e coibentati di legno, a eccezione delle pareti delle scale.

Sono emerse difficoltà in seguito a questa decisione?

Christian Feck Non particolari. Secondo me non ci sono molti pregiudizi sul legno in Germania, qui è conosciuto e utilizzato, sia nel sistema tradizionale a telaio che nelle nuove tecnologie a pannelli che permettono una precisione realizzativa incredibile. 
Volker Halbach Questo è vero soprattutto al sud del paese. Qui a Amburgo gli edifici in legno non sono molto presenti, anche se stanno sviluppandosi fortemente. 
Christian Böttcher È vero, ci sono sempre più investitori a Amburgo che vedono vantaggi nella costruzione in legno, soprattutto per ciò che riguarda la leggerezza, facilità e velocità di realizzazione.

Come si è sviluppato il processo progettuale?

Christian Böttcher Particolarmente delicato era il passaggio dall’edificio preesistente al nuovo. Qui, sopra l’ultima soletta di cemento, abbiamo realizzato un »transfer slap«, un piano di scambio fra i due edifici, ponendo un sistema di travi d’acciaio alternate a travi di legno, l’uso delle quali riduceva fortemente i costi a parità di capacità strutturale. 
Volker Halbach In seguito alla sopraelevazione, gli edifici, prima in classe normativa 2, sono passati in classe 3, cosa che ha comportato la necessità di ­adeguarsi a una più rigida regolamentazione della protezione dal fuoco. Inoltre, i regolamenti cittadini permettono di aggiungere un volume pari a due ­piani, ma quello superiore deve avere una superficie coperta molto inferiore a quella sottostante. Perciò abbiamo optato per una tipologia a maisonette. 
Christian Böttcher Nel progetto preliminare non avevamo chiare le necessità di adeguamento e le differenze di qualità statiche fra i diversi edifici, mentre, appena realizzati i rilievi dettagliati, abbiamo potuto delineare il progetto definitivo e esecutivo secondo la vera ­natura della situazione esistente. Quindi prima della costruzione i diversi aspetti e le relative soluzioni erano chiare e progettate. 
Carolin Koehler Ulteriori piccoli interventi di adeguamento sono stati realizzati in corso d’opera, soprattutto per i collegamenti fra la nuova impiantistica e quella preesistente, che hanno trovato spazio nel »transfer slap« fra i due sistemi. 
Volker Halbach Anche se qui al nord non siamo veri specialisti della costruzione in legno, talvolta siamo comunque dei pionieri. Unico esempio in Germania, la facciata in scandole di cedro è stata riconosciuta in classe 4 senza necessità di particolari sistemi di protezione dal fuoco, se non un profilo di metallo lungo gli spigoli per evitare la risalita delle fiamme. Per ottenere questo riconoscimento abbiamo effettuato test in un Centro Ricerche di Leverkusen, cosa possibile anche grazie al sostegno della città di Amburgo, molto interessata a questo progetto «pilota«.

Era una volontà chiara quella di mostrare il legno in facciata o solo una conseguenza della costruzione?

Volker Halbach Il progetto ha preso il nome Treehouses perché gli edifici si trovano in una zona verde, e la sopraelevazione si sviluppa all’altezza della corona degli alberi. 
Christian Feck Da parte nostra, i committenti, c’era chiaramente l’interesse a sperimentare nuove vie, la volontà di acquisire una competenza anche nel campo della costruzione in legno, e il desiderio di ­realizzare un intervento evidentemente sostenibile. 
Volker Halbach E ci sono poi tutti gli altri vantaggi della costruzione in legno: pareti di spessore ridotto e quindi guadagno di spazio interno, immagazzinamento di CO2, rapidità e precisione di realizzazione.

E i costi?

Volker Halbach In questo caso non si può fare un pa-ragone diretto con un sistema tradizionale, poiché qui il legno forniva la sola variante possibile. 
Carolin Koehler Grazie alla tecnologia scelta, i costi per il riscaldamento sono scesi drasticamente dopo l’intervento. I nuovi appartamenti, quasi tutti a due piani, sono molto più grandi di quelli sottostanti, ciò che permette anche a giovani famiglie con bambini di vivere in questi edifici, arricchendo così la composizione sociale del quartiere. Inoltre gli inquilini dei piani inferiori sono felici di questo pacchetto di copertura che funziona benissimo da isolante acu­stico e termico. 
Christian Böttcher Le travi, disposte in posizioni irregolari, non appoggiano direttamente sulla soletta in cemento, ma sulle murature, e fra travi e soletta ci sono circa 30 cm che permettono il passaggio di tutti i cavi e le tubature necessarie. Essendo i due sistemi uniti solo puntualmente, le onde sonore hanno poche occasioni di trasmettersi. Perciò, quella che all’inizio era una risposta obbligata a una difficoltà, si è rivelata essere un vantaggio. Una soluzione di necessità molto efficace e immaginabile anche per prossimi progetti.

Quali sono i feedback ricevuti dagli abitanti a distanza di qualche tempo dalla realizzazione?

Carolin Koehler La componente emozionale è molto importante. Abbiamo avuto molti vecchi inquilini che guardavano con grande scetticismo a quanto stava avvenendo sopra le loro teste, a questi nuovi volumi e a questo materiale inatteso. Ora, a distanza di un anno, le reazioni sono invece molto positive e convinte.
Volker Halbach Mentre per i nuovi inquilini l’evidente »novità« di questo intervento era accettata, e voluta.

Avete in programma altri progetti in legno?

Carolin Koehler Con questo intervento abbiamo acquisito una competenza sufficiente per immaginare e realizzare nuovi edifici in legno. È un materiale che per noi è entrato nella cerchia delle tecnologie costruttive normalmente utilizzabili e proponibili. 
Volker Halbach Noi abbiamo attualmente in programma un’altra sopraelevazione in legno in una zona ancora più centrale di Amburgo. Siamo convinti che in situazioni di intervento sull’esistente caso la leggerezza e rapidità del legno possono fare la differenza. 
Christian Böttcher Abbiamo anche in corso nuove pianificazioni in legno, in particolare per quanto riguarda l’Housing Sociale, dove il legno offre ottimi spazi e eccellenti standard prestazionali. Qui tuttavia ci scontriamo ancora con pregiudizi e il nostro lavoro è anche quello di convincere la committenza delle ragioni di questo materiale. Devo aggiungere che nella nostra regione gli architetti sono sempre più interessati alla costruzione in legno, ma non hanno ancora l’esperienza diretta. Comunque le resistenze e i dubbi sono soprattutto presso i committenti, non tutti sono come la Robert Vogel, e è soprattutto su di loro che dobbiamo lavorare per migliorare la conoscenza e quindi la fiducia verso questo materiale naturale. 
Christian Feck In ogni caso, possiamo dire che un primo importante risultato pubblico l’abbiamo ottenuto. La città di Amburgo si fa pubblicità con questo progetto, e nel 2010 lo ha premiato con il BDA Hamburg 
Architektur Preis – Zukunft im Bestand (Premio di Architettura di Amburgo – Futuro nella Preesistenza).

Arch. Cristian Feck; Robert Vogel GmbH, Ing. Carolin Koehler, Robert Vogel GmbH, www.robertvogel.de
Arch. Volker Halbach, www.blauraum.de; Ing. Christian Böttcher, Studio di Ingegneria Dr. Binnewies, www.dr-ing-binnewies.de

Il cantiere: gli edifici dopo la demolizione del tetto
La posa del »transfer slab«
La costruzione in legno della sopraelevazione
Posa delle scandole di facciata
Vista degli edifici finiti da una delle terrazze superiori