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Upper lawn pavilion

La casa del fine settimana degli Smithson, 1959-1961

Thomas Schregenberger

Se con la definizione »as found« si intende »riprendere, modificare e mettere insieme qualcosa«, allora l’Upper Lawn Pavilion rappresenta un eccellente esempio in tal senso. Per la loro casa del fine settimana a Fonthill Abbey (Wiltshire), Alison e Peter Smithson hanno ­iesaminato la situazione presente, riconfigurandola in base alle mutate esigenze e trasformandola infine in qualcosa di sorprendentemente nuovo. 

Si partiva da una recinzione murale risalente al XVIII secolo e dai resti di una piccola casa che includeva basamento e un vecchio camino. In questa »rovina«, il padiglione di due piani si è inserito in modo tale da andare a costituire una nuova situazione spaziale. Gli schizzi del progetto illustrano con chiarezza qual è stato l’iter. Il nuovo padiglione riprende all’incirca le dimensioni e i volumi del precedente edificio, ma risulta spostato lungo il muro del cortile e centrato intorno al vecchio camino. La sezione dell’abitazione precedente così scoperchiata – basamento e muro del cortile – si trasforma in un nuovo ambiente esterno in stretta correlazione con gli interni del padiglione. Entrambe le finestre esistenti, di cui una ora si affaccia sull’interno del padiglione e l’altra sull’area esterna, rafforzano il carattere di questo nuovo ambiente: un luogo molto tranquillo e intimo. Il padiglione stesso è un edificio a due piani di chiara definizione. La sua struttura è un balloon frame rivestito in alluminio, che si appoggia su una trave grezza in calcestruzzo e sul muro del cortile. Il piano terra libero che ne deriva, delimitato su tre lati da pareti finestrate completamente apribili, evidenzia un ­chiaro rapporto con il giardino antistante e in base al periodo dell’anno, può essere utilizzato quale spazio coperto del giardino stesso quale locale abitativo chiuso.

La regolarità dello schema costruttivo è puntualmente abbandonata a favore delle priorità locali, quali una vista mirata o l’effetto generale del volume utilizzato visibile oltre il muro. Anche all’interno la precisa ­relazione che intercorre tra elementi costruttivi e ­materiali è particolarmente evidente, a esempio nell’inconsueta posizione della parete finestrata nel piano superiore che sottolinea la relazione dell’ambiente con il giardino, ma anche nella schiettezza con cui la rubinetteria nella stanza da bagno sporge dalle pareti in pietra grezza o nella combinazione di legno, calcestruzzo e precedenti opere di muratura. Upper Lawn mostra che grazie a poche interpretazioni e spostamenti – periferia e centro o interno e esterno – è possibile conferire un nuovo aspetto alle cose. Partendo dalla situazione esistente si ricava un nuovo impianto correlato al luogo e idoneo alla nuova ­funzione. Lo stesso padiglione è un insieme ricco di carattere, composto da componenti diverse, nuove e vecchie, che con la sua moderna facciata in alluminio si lega in maniera eccelsa alla struttura muraria di Upper Lawn.

Grazie a questo magistrale lavoro, gli Smithson mostrano ciò che quasi dieci anni prima richiedevano nel testo »Documents 53« ovvero, in architettura, di »preservare la chiarezza e la definitività dell’insieme« – e contrariamente alla modernità degli anni Venti – di »conferire nuovamente ai singoli elementi le loro specifiche caratteristiche e la loro complessità«. Al tempo l’attenzione riservata dagli specialisti del settore a Upper Lawn fu limitata e non fu nemmeno citata nell’opera di Reyner Banharns, Brutalismus in der Architektur (1966). Ma per gli Smithson »il padiglione era un dispositivo dove sperimentare e dove la forma abitativa poteva assumere connotazioni ­diverse«. Le esperienze accumulate con questo edificio sono state raccolte e pubblicate nel 1985 nel libro Solar Pavilion Upper Lawn. Già nel 1983 venne pubblicato il libro AS in DS, un diario (di viaggio) personale di Alison Smithson (AS) dedicato alle osservazioni emerse nel corso dei ricorrenti trasferimenti da e per Upper Lawn.

Testo pubblicato in Claude Lichtenstein, Thomas Schregenberger (a cura di), As Found. Die Entdeckung des Gewöhnliches, Lars Müller Publisher, Baden 2001

Architettura

Alison and Peter Smithson, Londra

Fotografie

Georg Aerni