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la città (lignea) invisibile

Un progetto di trasformazione edilizia nel cuore di Bologna, in un contesto abitativo denso e con una tradizione costruttiva in muratura, dà vita ad un complesso residenziale a basso consumo energetico.

Un magazzino delle poste, nato come stabilimento Ford nel 1963, è stato trasformato in un edificio di 24 appartamenti che si articolano attorno a due nuove corti aperte verso sud. Fatta eccezione per il piano interrato e il solaio al piano terra in cemento armato, il complesso è interamente realizzato in legno. La struttura in elevazione, così come la copertura, è in pannelli portanti prefabbricati, composti da un sistema a telaio in travetti di legno. I solai sono realizzati con pannelli di legno XLAM. L’integrazione con un sistema di impianti che sfruttano energia rinnovabile permette di raggiungere un fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale di 14 kwh⁄m2A (esclusa l’acqua calda sanitaria) con emissioni zero di CO2. L’efficienza dell’impianto geotermico e dei pannelli solari termici che soddisfano il 66% del fabbisogno di acqua sanitaria, contribuisce ad abbassare l’esigenza di energia primaria portando così il consumo complessivo dei 24 appartamenti pari a quello di 5 unità di edilizia tradizionale. Legno e prefabbricazione, insieme, hanno prodotto un gioco scatolare di volumi giustapposti e intersecanti. I vincoli sull’esistente hanno dato forma al progetto. La copertura a shed ricorda il volume del vecchio magazzino.

Il prospetto originale su strada era fortemente connotato da 4 ampie arcate scavate nella muratura perimetrale in un omogeneo rivestimento di mattonelle di klinker marrone scuro. La ricerca della luce, vista la scarsità di affacci, avviene attraverso 2 nuovi cortili aperti verso sud. Le tipologie edilizie creano una volumetria articolata ora in aggetto e ora a rientrare alla ricerca della migliore illuminazione/ombreggiamento e visuale. Le grandi aperture verso le corti interne permettono di traguardare tutta la profondità del lotto e assicurano un senso di spazio anche nelle dimensioni ridotte dell’impianto tipologico.

Architettura

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Fotografie

Giorgio Volpe