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Milano, 26 marzo 2014

WORKSHOP "Wood, growing cities": Milano e Zurigo a confronto sul tema della sostenibilità

redigere 02.04.2014

Nell'ambito dei WOODDAYS - l'iniziativa promossa a Milano da proHolz in collaborazione con promo_legno per valorizzare l'utilizzo del legno in architettura, prima tappa del Roadshow internazionale "WOOD - BUILDING THE FUTURE" - si è svolto mercoledì 26 marzo un interessante workshop, presso l'Urban Center, nel cuore della city milanese e nello scenografico contesto della Galleria Vittorio Emanuele. Protagonista - ancora una volta - il legno, declinato in versione urbana, per raccontare, attraverso le istituzioni delle città di Milano e Zurigo, le esperienze di due significative realtà metropolitane, per creare una sorta di ponte ideale tra la cultura italiana e quella europea e per sensibilizzare le istituzioni sull'importanza del legno, inteso come elemento costitutivo di un nuovo concetto di "foresta urbana". Un concetto convincente sul piano della funzionalità, dell'estetica e della sostenibilità.

Il Comune di Milano era ampiamente rappresentato, sia sul tavolo dei relatori, sia tra il pubblico, con la presenza di numerosi tecnici e funzionari, che hanno dimostrato un forte coinvolgimento nei confronti delle tematiche trattate ed una notevole curiosità di apprendere nuovi possibili modelli di edilizia urbana sostenibile. 

Nel suo discorso introduttivo la vicesindaco e assessore all'Urbanistica, Edilizia Privata e Agricoltura di Milano, l’avv. Ada Lucia De Cesaris, affiancata dalla dott.ssa Maria Carmela Rozza, Assessore ai Lavori Pubblici, ha sottolineato con soddisfazione i risultati ottenuti con l'intervento di Social Housing di via Cenni, realizzato interamente in legno, una sorta di progetto pilota che è riuscito ad abbinare estetica, densità e sostenibilità, utilizzando nuove modalità costruttive. «Il recupero del legno come materiale da costruzione - ha affermato - ci consente di affrontare un percorso verso la sostenibilità. E' una materia prima che si dimostra resistente, sicura, consente di accorciare i tempi di realizzazione ed offre le stesse prestazioni - se non addirittura migliori - rispetto ad altri materiali da costruzione abitualmente utilizzati. E non è un caso che, proprio in considerazione delle qualità del legno, il Comune di Milano abbia scelto di realizzare con questo materiale quattro scuole e che sempre in legno vengano costruiti molti padiglioni dell'Expo».

Zurigo: per una società a 2000 watt

Nuovi fermenti a livello politico-amministrativo, in questo senso, si stanno da tempo delineando anche in altri Paesi europei, dove si è riusciti a coinvolgere anche l'opinione pubblica. In Svizzera, a Zurigo, un referendum popolare ha stabilito già nel 2008 l'obiettivo di creare una "Società a 2000 Watt", con un consumo energetico pro-capite, e quindi un impatto ambientale, decisamente inferiore rispetto ad altri Paesi.  «In quest'ottica - ha chiarito Annick Lalive d'Epinay, direttrice del Centro per l'Edilizia sostenibile della città di Zurigo - assume un ruolo fondamentale anche il contenimento dell'energia di produzione durante i processi costruttivi. Analizzando il patrimonio di edilizia scolastica, residenziale e delle case di cura, si è giunti alla conclusione che sarebbe essenziale un tasso di riqualificazione di almeno il 2 per cento, per conseguire gli obiettivi della società a 2.000 Watt. Una delle maggiori sfide sarà proprio quella di adattarsi a nuove necessità abitative, salvaguardando gli spazi esistenti». L'utilizzo del legno come materiale da costruzione può offrire un valido contributo in questo senso ed alcuni progetti realizzati di recente, come l'edificio a destinazione residenziale e commerciale della Badenerstrasse, ne sono la prova più evidente. Si tratta del primo complesso, realizzato in Svizzera secondo i principi della Società a 2000 Watt: qui i sei piani sono stati costruiti interamente in legno, un particolare che ha contribuito in modo decisivo alla riduzione del fabbisogno di energia. 

Parallelamente al crescente sviluppo del legno in edilizia in Svizzera, si sono rafforzate nuove conoscenze  tecnologiche, premessa importante che ne ha consentito una maggior accettazione, anche a livello politico e istituzionale. L’ing. Reinhard Wiederkehr, dello Studio svizzero Makiol+Wiederkehr,  ha parlato del progetto “Sicurezza antincendio ed edilizia in legno”, avviato nel 2000 grazie alla collaborazione tra Lignum (l'industria del legno), Holzwirtschaft Schweiz e il programma di ricerca holz21 del “BAFU”. Questo ha portato ad una rivalutazione dell'uso del legno in Svizzera da parte della VKF(Vereinigung Kantonaler Feuerversicherungen, Associazione cantonale protezione antincedio). Tra gli obiettivi del programma, la promozione di una consistente attività di ricerca e sviluppo, di formazione, di comunicazione, di un efficiente controllo di qualità, cui hanno preso parte in modo attivo, strategico e propositivo tutti gli attori coinvolti, con riferimento ad una pluralità di destinazioni.

L'attuale normativa svizzera antincendio (entrata in vigore dal 1 gennaio 2005) tiene infatti maggiormente conto, rispetto a prima, del legno come materiale da costruzione e ne consente l'utilizzo in edifici fino a sei piani, purché venga progettato avendo come obiettivo la massima sicurezza e la tutela di chi vi abiterà. 

I risultati non si sono fatti attendere a lungo: a partire dal 2005 in Svizzera sono stati realizzati ca. 1.500-2000 edifici multipiano con struttura in legno, a destinazione scolastica, residenziale e amministrativa. Per quanto riguarda l'utilizzo del legno per il rivestimento di facciata, ne è consentito l'uso fino ad un'altezza di otto piani, purché vengano rispettate le normative antincendio.

Milano: l'esempio di via Cenni  

L'affermarsi e lo sviluppo dell'edilizia multipiano in legno in Italia è un fenomeno relativamente recente. Lo sviluppo di materiali performanti ed efficienti, ad iniziare dal lamellare incollato diverse decine di anni fa fino alla recente introduzione sul mercato dell'XLAM, sono solo i due esempi più eclatanti di questa evoluzione tecnologica. Esempi eccellenti di edilizia in legno non mancano neanche nel nostro paese: oggi la costruzione in legno non è più solo espressione di una modalità costruttiva tipicamente nordica.

In particolare, il complesso di social housing di Via Cenni a Milano, ultimato nel 2013,  è probabilmente il più grande complesso residenziale in legno mai realizzato finora in Europa. Il progetto consiste in 4 torri di 9 piani e altrettanti edifici di due piani, che fungono da collegamento fra le torri. Il complesso residenziale conta 123 appartamenti di dimensioni variabili, da 1 a 4 locali, e diversi spazi comuni adibiti ad uso commerciale e amministrativo. Quali sono le peculiarità di questo complesso?

La struttura portante è realizzata completamente in legno con pannelli XLAM a partire dal livello del terreno fino alla sommità dell'edificio. Ne risulta quindi una struttura scatolare in XLAM, che include anche le pareti del vano scale e ascensore, pure realizzate in XLAM. Gli spessori delle pareti variano da 200 mm per il pianterreno a 120 mm per il livello più in alto. Particolare attenzione è stata data alla concezione e alla progettazione dei collegamenti, che rappresentano gli elementi strutturalmente più esigenti e più sensibili. 

«Di particolare interesse -  ha spiegato Andrea Bernasconi, professore di costruzione e tecnologia del legno dell'università svizzera di  Yverdon  e Consulente dell'Istituto di tecnologia e costruzione in legno del Politecnico di Graz, è stata la progettazione sismica dell'edificio. L'applicazione rigorosa dei principi di base della progettazione sismica delle strutture è stata considerata come fondamentale per la progettazione e quindi applicata in modo rigoroso e privo di compromessi. Si è optato per una strategia di progetto prudenziale e completamente compatibile con lo stato attuale della scienza e della conoscenza sia  dell'ingegneria sismica, sia della strutturistica in legno di queste dimensioni, che ne fanno un progetto particolare e piuttosto eccezionale. 

Decisamente poco usuale - ha continuato Bernasconi - è anche la cantierizzazione in un unico luogo e in tempi relativamente ridotti di oltre 6000 metri cubi di XLAM. L'intera costruzione in legno è stata infatti realizzata in 6 mesi circa. La  logistica e la gestione dei flussi di materiale in queste dimensioni e proporzioni sono decisamente ancora poco ricorrenti sui cantieri della costruzione in legno. È però corretto affermare che l'edilizia in legno permette di ottenere questi risultati senza dover fare ricorso a risorse eccezionali e speciali. Le risposte alle esigenze progettuali e architettoniche, in particolar modo dell'edilizia urbana sono quindi a buona ragione e in pieno diritto componenti della normalità della costruzione in legno moderna e attuale. Forse non è esagerato affermare che la costruzione in legno - e in particolar modo la strutturistica moderna in legno - è a tutti gli effetti, semplicemente a disposizione dell'architettura per tutte le applicazioni residenziali e simili in ambito privato, pubblico e urbano, senza temere di non avere risposte adatte per le esigenze più ambiziose. Ed è corretto constatare come la costruzione in legno sta a giusta ragione conquistando il mercato dell'edilizia e dell'architettura urbana più moderna, alla quale può offrire soluzioni tecniche normali e al passo con tutte le esigenze attuali».