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Wood, growing…nonostante tutto!

redigere 08.10.2013

Spunti e riflessioni dal recente Convegno Nazionale del Legno a Modena, 13-14 settembre 2013

 

La crisi nel mercato dell'edilizia italiana ha colpito duramente tutti i settori, compreso quello del legno che nel 2013 perderà – secondo le stime di FederlegnoArredo –circa il 4,5% del fatturato alla produzione sul 2012, mentre dal 2007 ad oggi ha già visto chiudere oltre 14.500 aziende e lasciato a casa quasi 68mila addetti. 

Dati che lasciano certamente poco spazio all'ottimismo quelli emersi durante il convegno nazionale del legno che ha avuto luogo lo scorso 14 settembre a Modena. 

Ma il titolo scelto per il convegno è emblematico e racchiude lo spirito che anima le aziende italiane del mondo del legno: “VOGLIA DI CRESCERE. NONOSTANTE TUTTO”

Ed il primo “Nonostante” è riferito a questo generale clima di sfiducia e crisi che da molti mesi domina il mercato dell'edilizia italiana: il settore del legno resiste e le sue aziende dimostrano dinamismo e lungimiranza, soprattutto nell'operare nei mercati esteri. 

Attenzione all’export, dunque. Infatti, secondo Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli «le esportazioni, quest'anno rispetto al 2012, dovrebbero crescere del 5,2%, grazie alla bioedilizia e alle tecniche di risparmio energetico e ad uno "stile italiano" per la casa in legno che si sta facendo apprezzare all'estero ed è diversa dai modelli dominanti tedesco e svedese». 

«Dopo aver guardato a lungo solo nel mercato domestico e in Europa – ha aggiunto Phil Taylor, consulente nell'internazionalizzazione del "Made in Italy" – le aziende devono cambiare atteggiamento. Investire in tecnologia, lavorare su una nicchia precisa della filiera legno, cercare clienti anche in Paesi lontani. Bisogna guardare ai mercanti "vergini". Ad esempio, il Ghana e l'Africa subsahariana sta investendo fortemente nell'edilizia e urbanizzazione. Spesso banche di sviluppo aiutano i governi a finanziare progetti importanti. E poi il Vietnam, il Messico. Con un supporto qualificato per la gestione del rischio da parte di Crif e reti di imprese che facciano fare "massa critica" alle Pmi, il settore può crescere molto all'estero».
Come afferma Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo «Questo comparto non ha la tradizione di export dell'arredamento e del design, ma i dati mostrano che le vendite estere sono positive e l'associazione sta lavorando per un piano ad hoc di internazionalizzazione e di sostegno all'estero per le imprese del Legno».

Parlare però di sostegno per le imprese presuppone investimenti che a catena rimandano agli istituti di credito. Ecco il secondo “Nonostante”.

Per investire è necessario avere i fondi ovvero un sistema bancario sensibile alle esigenze delle imprese, purtroppo non sempre disponibile. Giampiero Bergami (Regional Manager area Centro di Nord Unicredit) ha analizzato il rapporto banche-imprese, presentando alcuni prodotti studiati per il settore del legno, tra cui la possibilità per i cittadini di accedere ai mutui per l’acquisto delle case di legno eliminando i vincoli esistenti fino a oggi, e l’economista Stefano Zamagni ha sottolineato nel suo intervento l’importanza di investire nell’innovazione, suggerendo ai presenti di puntare su “innovazioni di rottura”, ovvero in prodotti o processi in grado di modificare radicalmente il mercato e, quindi, le prospettive di crescita.

Dall’export al mercato interno: cosa accade sul territorio nazionale?

Il terzo “Nonostante”, perché il nostro Bel Paese, pur non avendo la stessa politica di gestione forestale presente all’estero(ricordiamo che l’Italia è al sesto posto come superficie forestale in Europa, ma ultima nell’utilizzo del legno, dalle stesse parole del Presidente Snaidero), non è privo di esempi d'eccellenza e qualità del costruire in legno, nell’ordinario e nello straordinario,

Non a caso si è infatti scelto di fare il convegno in Emilia Romagna, regione duramente colpita dal sisma dello scorso maggio 2012.

Ad oggi sono molti gli esempi che testimoniano come la grande macchina della ricostruzione abbia egregiamente lavorato utilizzando le tecnologie del legno. A tale scopo sono stati visitati tre progetti(vedi Scheda delle Opere della Ricostruzione), ormai opere concluse e pienamente funzionanti, che dimostrano le grandi potenzialità dei sistemi costruttivi in legno: la scuola materna di Finale Emilia, il polo scolastico di Corporeno ed il sito produttivo della Menù di Medolla, di cui gli ultimi due visitati anche in fase di cantiere durante il viaggio stampa organizzato da promo_legno lo scorso ottobre 2012.

E per concludere il quadro sulla situazione del mercato dell’edilizia italiana, Paolo Gardino (Gardino Consulting Company) ha anche esposto i risultati della ricerca “Andamento delle industrie associate ad Assolegno e Assoimballaggi in Emilia-Romagna e Lombardia”, dove risultano evidenti i dati delle costruzioni in legno che ad oggi mostrano un discreto calo del settore (44% degli intervistati) parzialmente compensato dall’incremento delle strutture non residenziali di grandi dimensioni (scuole, asili, case di cura…) che mostrano un buon trend fino al 2017(slides 4-20-28-30).  

Riassumendo il quadro complessivo riferito alla produzione di strutture in legno in Italia nel 2012, in base al campione intervistato dal dott. Gardino, abbiamo 65.000mq nel residenziale, 47.000mq nel non residenziale, 500.000mq nelle grandi strutture e 9.000mq negli ampliamenti, per una percentuale dunque dell’85% nel non residenziale e del 15% nel residenziale(slide 31).


L’ambito dell’abitazione in legno, secondo una previsione di stima fino al 2017, dovrebbe comunque riprendere vigore, soprattutto nell’ambito degli ampliamenti (ad oggi il 12% del residenziale in legno) e delle ristrutturazioni(slides 18 e 19). Resterà invece stabile, quindi senza ulteriori aumenti, la produzione delle carpenterie(slide 13).

Quali i sistemi costruttivi maggiormente utilizzati? XLAM e telaio sono a pari merito, con un 45%, mentre per la tecnologia Blockhaus ci attestiamo attorno ad un 10%(slide 21), certamente dati che mostrano come si stiano orientando le capacità tecniche dei progettisti, in base alle richieste del mercato ed alle normative vigenti e soprattutto grazie alla competenza di aziende che puntano molto alla qualità del prodotto e del servizio al cliente.

Il prossimo anno l’appuntamento con il Convegno Nazionale del Legno sarà nella regione Veneto. Non ci resta che dire: Wood, growing….nonostante tutto!


Arch. Lorena De Agostini
promo_legno

con il contributo Ufficio Stampa FederlegnoArredo