Come è possibile eliminare la spinta di una copertura ad una falda inclinata?
Michele Palombella, AQ (Architetto): Dovendo progettare una copertura in legno ad una falda inclinata secondo il lato corto di una struttura in muratura esistente di dimensione di circa (11x5,5)m e non potendo sfruttare i classici accorgimenti tecnici per evitare forze spingenti (Tiranti, capriata zoppa, ecc) sui muri perimetrali, quale altra tecnica si può utilizzare per realizzare un tetto spingente al di sotto del quale ci sono vani abitabili e di altezza media di 2,50 m?
Quali sono i criteri per effettuare i calcoli e le verifiche del caso?
moreno parente, BN (Ingegnere): salve,
la copertura in legno alla lombarda a mio avviso è spingente per via dei puntoni che insistono sulla muratura,in questo caso come posso eliminare la spinta senza ricorrere a tiranti???? posso mettere un cordolo in c.a. oppure delle travi in legno lungo il perimetro della murtura che mi fungono da cordolo???
marco campana, AL (Costruttore tetti/strutture in legno): Una breve domanda in merito al rifacimento del mio tetto in coppi con orditura primaria alla piemontese: premetto che il tetto appoggia su una casa "trunera" (in mattoni e terra), il tetto come è fatto ora è spingente? Siccome devo rifarlo chiedevo se l'orditura alla lombarda evita le spinte sui muri laterali.
Risposta
Le tipologie di tetti spingenti, in accordo con le ultime disposizioni normative (Norme tecniche per le costruzioni, punto 5.7.11.1, Ordinanza P.C.M. 3431, punto 8.1.4), sono obbligatoriamente da escludere in edifici realizzati con setti portanti in muratura, in ragione della scarsa capacità di tali setti di assorbire forze al di fuori del proprio piano.
Risulta quindi importante capire la distinzione tra tetti spingenti e non spingenti, esemplificata nella figura a lato.
In generale una struttura si considera spingente se, sotto l’azione di carichi verticali, trasmette ai propri vincoli esterni azioni orizzontali, ovvero “spinte” che devono essere contrastate dalle strutture inferiori sulle quali si trasmettono i carichi di copertura.
Il classico tetto a puntoni può essere considerato un esempio di struttura spingente. Da semplici considerazioni di statica grafica si osserva che, nel caso di forza concentrata all’apice, le forze ai vincoli sono disposte in direzione diagonale e quindi presentano una componente orizzontale.
Ricorre spesso l’equivoco di considerare il classico tetto ad arcarecci spingente, mentre in realtà l’equilibrio alla traslazione orizzontale non dà luogo ad alcuna forza orizzontale agli appoggi. È tuttavia necessario garantire che non vi siano configurazioni errate nei vincoli agli appoggi, che possono determinare spinte o addirittura labilità strutturale, tenendo presenti le considerazioni costruttive riportate in figura a lato.
Se si evitano gli “errori” descritti a lato, un tetto ad arcarecci non può essere considerato spingente, e non è quindi necessario inserire elementi atti ad equilibrare spinte orizzontali. Tuttavia è sempre una buona norma presidiare gli appoggi con dei sistemi di fissaggio (per esempio viti da legno), in modo tale da solidarizzare l’elemento secondario alla trave di colmo o alla trave di banchina. In questo modo in vincoli possono lavorare in modo “bilatero” (cioè sia in compressione che in trazione) e quindi possono essere in grado contrastare le azioni di sollevamento dovute al vento. Inoltre possono garantire il trasferimento delle forze orizzontali (dovute al sisma o al vento) agli elementi inferiori. Ovviamente, per poter garantire questo funzionamento, i sistemi di fissaggio devono essere opportunamente dimensionati.
Ing. Roberto Tomasi
