Come si dimensionano le pareti divisorie interne degli edifici intelaiati?
Paolo Mazzarolo, TV (Altro: tesista): Volevo gentilmente chiedervi se esistono delle formule di dimensionamento delle pareti divisorie interne, intelaiate in legno, per quanto riguarda interassi e dimensioni dei montanti verticali.
11.09.2007 | Nr.: 297
Categoria: Generalità statica e calcolo, Sistemi tecniche e dettagli costruttiviRisposta
I principi di dimensionamento di pareti portanti soggette a carichi verticali ed orizzontali di edifici intelaiati sono già stati illustrati in altre risposte cui si rimanda (si veda in fondo alla pagina).
Per quanto riguarda il dimensionamento delle pareti divisorie interne, ovvero pareti non aventi funzione strutturale, vanno eseguite verifiche locali per garantire che queste non siano danneggiate nelle normali condizioni d’uso degli ambienti e per evitare che un loro eventuale danneggiamento in seguito a sisma possa provocare danni alle persone.
Si rimanda quindi alle indicazioni contenute in normativa e relative ai divisori interni e valide per ogni tipo di materiale. Si fa in particolare riferimento a quanto previsto dalla “Bozza delle Norme Tecniche per le costruzioni” andata al voto dell'assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nella seduta del 27 luglio 2007 e scaricabile gratuitamente dal sito www.rete.toscana.it al link riportato in fondo alla pagina.
CAPITOLO 3: azioni sulle costruzioni
3.1.4.1 Carichi variabili orizzontali
I carichi variabili orizzontali (lineari) indicati nella Tab. 3.1.II (riportata a lato), devono essere utilizzati per verifiche locali e non si sommano ai carichi utilizzati nelle verifiche dell’edificio nel suo insieme.
I carichi orizzontali lineari Hk devono essere applicati a pareti - alla quota di 1,20 m dal rispettivo piano di calpestio - ed a parapetti o mancorrenti - alla quota del bordo superiore.
In proposito deve essere precisato che tali verifiche locali riguardano, in relazione alle condizioni d’uso, gli elementi verticali bidimensionali quali tramezzi, pareti, tamponamenti esterni, comunque realizzati, con esclusione di divisori mobili (che comunque devono garantire sufficiente stabilità in esercizio).
Il soddisfacimento della prescrizione può essere documentato anche per via sperimentale, e comunque mettendo in conto i vincoli che il manufatto possiede e tutte le risorse che il tipo costruttivo consente.
CAPITOLO 7: progettazione per azioni sismiche
7.2.3 CRITERI DI PROGETTAZIONE DI ELEMENTI STRUTTURALI “SECONDARI” ED ELEMENTI NON STRUTTURALI
Con l’esclusione dei soli tamponamenti interni di spessore non superiore a 100 mm, gli elementi costruttivi senza funzione strutturale il cui danneggiamento può provocare danni a persone, devono essere verificati, insieme alle loro connessioni alla struttura, per l’azione sismica corrispondente a ciascuno degli stati limite considerati.
Gli effetti dell’azione sismica sugli elementi costruttivi senza funzione strutturale possono essere determinati applicando agli elementi detti una forza orizzontale Fa definita come segue:
Fa=(Sa Wa)/qa
dove:
Fa è la forza sismica orizzontale agente al centro di massa dell’elemento non strutturale nella direzione più sfavorevole;
Wa è il peso dell’elemento;
Sa è l’accelerazione massima, adimensionalizzata rispetto a quella di gravità, che l’elemento strutturale subisce durante il sisma e corrisponde allo stato limite in esame
qa è il fattore di struttura dell’elemento (nel caso di pareti interne e tramezzature vale 2)
Si devono eseguire quindi verifiche locali con le azioni previste dalle norme (a cui si rimanda) e utilizzando semplici schemi di calcolo (in genere i divisori sono in appoggio sia a livello del pavimento che del soffitto).
Ing. Mauro Andreolli
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