Desideravo porvi un quesito relativo alla tecnologia applicata alla realizzazione dei pannelli CLT.
anonimo: Desideravo porvi un quesito relativo alla tecnologia applicata alla realizzazione dei pannelli CLT.
Indubitabilmente la ricerca applicata allo sviluppo di questo prodotto ha fatto innumerevoli passi in avanti.
Sicuramente non ho preclusioni al legno, già alcuni anni fa mi avvicinai ai pannelli proposti al SAIEDUE dalla KLH, quando il top era il pannello a sandwich della Rubner. Tuttavia, mi chiedevo se esistono studi di analisi che abbiano affrontato il tema dell'invecchiamento nel tempo del pannello CLT, e della reazione incrociata del legno con i collanti impiegati, ed i materiali con esso usati per la realizzazione delle murature.
Risposta
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Evidentemente non ci sono studi che affrontino l'invecchiamento dei pannelli XLAM oltre i 10 o 15 anni della loro attuale esistenza. Possiamo però affermare con certezza che l'invecchiamento delle resine utilizzate come collanti durante la produzione non è soggetto a problematiche di invecchiamento, in quanto si tratta dei medesimi adesivi usati ormai da decenni per la produzione di lamellare; tali resine non presentano riduzione delle caratteristiche fisiche e meccaniche con il passare del tempo, bensì esattamente il contrario.
L'effetto degli strati incrociati è invece ben noto da tempo, grazie ai pannelli di compensato di piallacci, che presentano la medesima configurazione dei pannelli XLAM e permettono di escludere problemi in questo senso anche dopo un lasso di tempo importante.
Le sollecitazioni all'interno del pannello a struttura di compensato - come lo sono i pannelli XLAM - si manifestano in modo estremo non a lungo termine, ma a breve termine in caso, per esempio, di variazioni climatiche estreme. Anche in questi casi estremi i pannelli XLAM hanno dimostrato l'assenza di problemi o situazioni tali da mettere in discussione il buon funzionamento strutturale dei pannelli stessi.
Ing. Andrea Bernasconicategoria: Tecnologia e prodotti,