Desidererei sapere la differenza tra il legno di larice austriaco e siberiano.


Giampaolo Zeroni, GO (Architetto): Desidererei sapere la differenza e le relative caratteristiche tra il legno di larice austriaco e siberiano per un impiego di rivestimento esterno, la durabilità, gli eventuali trattamenti e manutenzione.

cristina rampazzo, PD (Architetto): Chiedo, gentilmente quale è la differenza tra il larice europeo e il larice siberiano. Quale delle diverse essenze e la migliore?

23.11.2011 | Nr.: 197

Categoria: Ecologia, Durabilità, Specie legnose
Parole chiavi: durabilità, specie legnosa

Risposta

In generale tutte le piante del genere Larix hanno buone caratteristiche di durabilità: si può quindi dire, dalle nostre informazioni sul larice siberiano (Larix sibirica), che le caratteristiche di durabilità siano comunque paragonabili a quelle del larice nazionale od europeo (p.e. Larix decidua).

 

Tuttavia il larice siberiano (a differenza di quello comune europeo), potrebbe porre seri problemi di sostenibilità ambientale, in quanto proviene da aree selviculturali extraeuropee, spesso non certificate dal punto di vista ambientale e/o soggette a sfruttamento intensivo (si veda il riferimento in fondo alla pagina relativamente alla classificazione del larice siberiano secondo greenpeace). Nel caso in cui Lei voglia essere sicuro dal punto di vista della certificazione ambientale dovrebbe chiedere al Suo fornitore un certificato di catena di custodia, che La può garantire sulla provenienza del materiale (PEFC oppure FSC, per maggiori informazioni veda la news relativa alle certificazioni forestali in fondo alla pagina).

In generale il larice non è in assoluto tra le specie legnose più durabili ma , secondo la normativa europea UNI EN 350-2:1996 (Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Durabilità naturale del legno massiccio. Guida alla durabilità naturale e trattabilità di specie legnose scelte di importazione in Europa) appartiene alla classe 3 o 4 (moderatamente durabile, poco durabile). Altre specie legnose, come la quercia ed il castagno, offrono caratteristiche di durabilità superiori (classe 1 molto durabile, classe 2 durabile).

Si veda la tabella riporta in figura a lato riassuntiva delle classi di durabilità di diverse specie legnose.

Tuttavia tra le specie legnose più utilizzata nella costruzione (per facilità di lavorazione, disponibilità di materiale, etc.), sicuramente è il larice quello che offre garanzie maggiori in termini di resistenza agli attacchi biotici ed alle intemperie.

Inoltre occorre sottolineare il maggior peso di una corretta “protezione costruttiva” rispetto alle classi di durabilità, eventuali trattamenti e manutenzioni.

Nell’ottica della “protezione costruttiva”, che Lei mi pare di capire stia applicando al suo caso costruttivo, il rivestimento è un elemento di sacrificio, che deve essere sostituito dopo un certo numero di anni, mentre è importante che gli eventuali elementi strutturali in legno siano sempre protetti.

In questo caso quindi la manutenzione va intesa come sostituzione di elementi ammalorati, mentre non sono necessari trattamenti nel senso di trattamento chimico del materiale (invece è auspicabile utilizzare elementi lavorati in modo tale da lasciare intatta la fibra legnosa, per diminuire la possibilità di penetrazione dell’acqua all’interno del legno).

I rivestimenti esterni, infatti, sono di regola per definizione sostituibili nell'ambito di operazioni di manutenzione a lungo termine, quali per esempio la verifica accurata dello stato di una facciata dopo ca. 25 anni dalla messa in opera. D'altra parte gli elementi di rivestimento sono caratterizzati da dimensioni della sezione piuttosto ridotte, in particolar modo da uno spessore di regola al di sotto dei 30 mm; in queste condizioni infatti, presupponendo il rispetto degli accorgimenti di protezione costruttiva più elementari, si ottengono anche in caso di diretta esposizione alle intemperie delle condizioni di durabilità piuttosto favorevoli, che situano le aspettative di vita senz'altro almeno al limite superiore delle indicazioni contenute nella tabella citata più sopra.

Infine i climi freddi facilitano una crescita estremamente lenta e regolare, creando un materiale con anelli di crescita molto ridotti, con nodi molto piccoli, e quindi particolarmente omogeneo. Ciò rende le assi, tavole, e altri segati sottili molto stabili dal punto di vista della sensibilità alla deformazione da ritiro e rigonfiamento (inevitabili nel caso di elementi di rivestimento) e quindi particolarmente privi torsioni, curvature e soprattutto fessure.

Queste caratteristiche sono particolarmente apprezzate dal punto di vista esclusivamente estetico della facciata o del rivestimento; esse sono però anche la base per assicurare una durabilità decisamente più lunga degli stessi elementi, in quanto contribuiscono in misura non indifferente a ritardarne il degrado.

 

Ing. Roberto Tomasi
Ing. Andrea Bernasconi


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