Dovrei costruire una casa in alta montagna, il fornitore del legname mi ha consigliato del larice non impregnato in autoclave ma sono scettico a riguardo. Esiste una specie legnosa di tonalità simile, ma più durevole nel tempo?
anonimo: Dovrei costruire una casa in alta montagna, il fornitore del legname mi ha consigliato del larice non impregnato in autoclave ma sono scettico a riguardo. Esiste una specie legnosa di tonalità simile, ma più durevole nel tempo?
Risposta
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In assenza di informazioni più precise sul tipo di applicazione (strutturale o meno) e quindi sulla classe di rischio prevista, la richiesta di informazioni sulla “tonalità” spinge a credere che l’aspetto che sta a cuore al richiedente sia quello estetico. Esistono specie di conifera di aspetto analogo a quello del larice (durame rossiccio) per esempio la Duglasia (Pseudotsuga menziesii Mirb) o il Pitch pine (Pinus taeda),il Western red cedar (Thuja plicata) o il Western hemlock (Tsuga eterophylla) che comunque hanno caratteristiche di durabilità analoghe, se non inferiori, con l’eccezione di Thuja plicata, il cui durame è considerato durabile, mentre le loro proprietà meccaniche sono inferiori, data la significativamente minore massa volumica. Si osservi la tabella che segue:
| Larix decidua | Pinus taeda | Pseudotsuga menziesii | Thuja plicata | Tsuga eterophylla |
Massa volumica kg/m3 | 600 | 660 450 (coltivato) | 540 | 380 | 490 |
Durezza janka, kg | 337 | 292 | 279 | 152 | 211 |
Durabilità ai funghi | 3-4: da moderatamente a poco durabile | 3 (naturale) 4 (coltivato) | 3-4 | 2 durabile 3 (coltivato) moderatamente durabile | 4 poco durabile |
Durabilità al capricorno | Alburno non durabile | NR | NR | NR | NRH |
Durabilità agli anobidi | Alburno non durabile | NR | NR | NR | NR |
Ritiro tangenziale% | 8,2 | 6 | 6,9 | 5,5 | 4% |
Ritiro radiale% | 4,2 | 4 | 4,7 | 2,2 | 7 |
Il durame di Larice (Larix decidua Mill) è naturalmente durabile nei confronti degli attacchi di insetti, mentre la durabilità per quanto riguarda gli attacchi fungini è modesta: la norma EN 350 – 2 gli attribuisce le classi 3 e 4 (3 Moderatamente durabile, 4 Poco durabile). Il suo impiego è raccomandato per classi di rischio fino 3 (all’aperto, ma non a contatto col suolo); la resistenza ai funghi è garantita per “umidificazioni di breve durata”, ma questo esclude il contatto continuo con acqua in fase liquida, a testimoniare la capacità della specie a resistere ad umidificazioni anche ripetute è l’uso che se ne è fatto e se ne fa per la realizzazione di scandole.
Ing. Massimo Del Sennocategoria: Tecnologia e prodotti, categoria: Tecnologia e prodotti,