Dovrei costruire una casa in alta montagna, il fornitore del legname mi ha consigliato del larice non impregnato in autoclave ma sono scettico a riguardo. Esiste una specie legnosa di tonalità simile, ma più durevole nel tempo?


anonimo: Dovrei costruire una casa in alta montagna, il fornitore del legname mi ha consigliato del larice non impregnato in autoclave ma sono scettico a riguardo. Esiste una specie legnosa di tonalità simile, ma più durevole nel tempo?

12.11.2011 | Nr.: 6241

Categoria: Specie legnose, Durabilità

Risposta

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In assenza di informazioni più precise sul tipo di applicazione (strutturale o meno) e quindi sulla classe di rischio prevista, la richiesta di informazioni sulla “tonalità” spinge a credere che l’aspetto che sta a cuore al richiedente sia quello estetico. Esistono specie di conifera di aspetto analogo a quello del larice (durame rossiccio) per esempio la Duglasia (Pseudotsuga menziesii Mirb) o il Pitch pine (Pinus taeda),il Western red cedar (Thuja plicata) o il Western hemlock (Tsuga eterophylla)  che comunque hanno  caratteristiche di durabilità analoghe, se non inferiori, con l’eccezione di Thuja plicata, il cui durame è considerato durabile, mentre le loro proprietà meccaniche sono inferiori, data la significativamente minore massa volumica. Si osservi la tabella che segue:

 

Larix decidua

Pinus taeda

Pseudotsuga menziesii

Thuja plicata

Tsuga eterophylla

Massa volumica kg/m3

600

660

450 (coltivato)

540

380

490

Durezza janka, kg

337

292

279

152

211

Durabilità ai funghi

3-4: da moderatamente a poco durabile

3 (naturale)

4 (coltivato)

3-4

2 durabile

3 (coltivato) moderatamente durabile

4 poco durabile

Durabilità al capricorno

Alburno non durabile

NR

NR

NR

NRH

Durabilità agli anobidi

Alburno non durabile

NR

NR

NR

NR

Ritiro tangenziale%

8,2

6

6,9

5,5

4%

Ritiro radiale%

4,2

4

4,7

2,2

7

 

Il durame di Larice (Larix decidua Mill) è naturalmente durabile nei confronti degli attacchi di insetti, mentre la durabilità per quanto riguarda gli attacchi fungini è modesta: la norma EN 350 – 2 gli attribuisce le classi 3 e 4 (3 Moderatamente durabile, 4 Poco durabile). Il suo impiego è raccomandato per classi di rischio fino 3 (all’aperto, ma non a contatto col suolo); la resistenza ai funghi è garantita per “umidificazioni di breve durata”, ma questo esclude il contatto continuo con acqua in fase liquida, a testimoniare la capacità della specie a resistere ad umidificazioni anche ripetute è l’uso che se ne è fatto e se ne fa per la realizzazione di scandole.

Ing. Massimo Del Senno

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