E' possibile passare, con opportuni coefficienti, dal metodo agli stati limite al metodo delle tensioni ammissibili?


anonimo: Mi sto occupando di progettare i collegamenti di un solaio ed un tetto inclinato ambedue in legno lamellare, di cui sono state già dimensionate le sezioni con un programma di calcolo strutturale. La struttura portante è in C.A. mentre solo il solaio dell'ultimo impalcato e la relativa copertura a due falde di questo ultimo, avviene con elementi in lamellare. Quindi i collegamenti sono tra travi in lamellare e Cemento armato e tra lamellare e lamellare.
PURTROPPO il calcolo è stato già eseguito con il metodo delle tensioni ammissibili mentre tutti i manuali di cui dispongo e dove trovare un po di teoria e di pratica spiegano il problema dal punto di vista degli stati limite. Quindi le resistenze sono quelle caratteristiche non ammissibili, anche per i collegamenti, bulloni, chiodi ecc sono caratteristiche.
Potrei risolvere il problema con la teoria degli stati limite visto che dai tabulati di calcolo che ho esaminato le tensioni massime si ottengono con le combinazioni di carico in cui è presente il sisma? Cioè i carichi Qk e Gk e Qd e Gd sono uguali per tenzioni ammissibili e stati limite. Cioè i coefficienti di sicurezza di incremento dei carichi per gli stati limite sono pari ad uno in caso di combinazione con sisma, Qk * gamma= Qd ; Gk * gamma= Gd.
Oppure continuo con le tensioni ammissibili e convertendo le resistenze caratteristiche in ammissibili utilizzando cosa?

Domenico Bordoni, RN (Ingegnere): Vorrei sapere il carico ammissibile e non caratteristico di rottura del legno lamellare e del legno massello per le varie classi GL24 GL28 GL32 GL36 E C24 C26 C28 ETC..

25.11.2008 | Nr.: 441

Categoria: Normativa
Parole chiavi: calcolo, collegamenti, normativa

Risposta

Da un punto di vista della sicurezza strutturale, il metodo agli Stati Limite è sicuramente più corretto e più adatto a descrivere il livello di sicurezza che si sta adottando sia dal lato delle azioni che dal lato delle resistenze. Si veda in tal senso la comparazione tra i due metodi riportata nel capitolo 2 del Manuale Hoepli “Strutture in legno” (autori Piazza, Tomasi, Modena).

 

A mio modesto parere non mi sembra comunque personalmente ingiustificato un passaggio, attraverso opportuni coefficienti, dalle formulazioni alle S.L.U. a quelle alle T.A., considerando che, dato il comportamento prevalentemente elastico lineare del materiale fino a rottura (con la importante eccezione dei collegamenti a gambo cilindrico) il metodo delle tensioni ammissibili diventa in qualche modo ancora “recuperabile”. Una possibilità di “passare” con opportuni coefficienti dal metodo agli stati limite a quello alle tensioni ammissibili  era stata proposta nel passato anche a livello normativo, nell’ormai famoso documento Nicole (una proposta di norma tecnica italiana sulle costruzioni di legno mai pubblicata e quindi mai andata in vigore). Tale metodo di passaggio viene descritto nel dettaglio nel testo sopra citato.

Il quadro normativo, al momento di pubblicazione di questa riposta, è ancora piuttosto incerto. Tuttavia è doveroso osservare che le nuove Norme Tecniche per le Costruzioni, che dovrebbero essere ormai in via di pubblicazione, in teoria non consentirebbero l’utilizzo delle tensioni ammissibili per le strutture di legno, che non vengono citate nel paragrafo 2.7 dedicato.
 

2.7 VERIFICHE ALLE TENSIONI AMMISSIBILI

Relativamente ai metodi di calcolo, è d'obbligo il Metodo agli stati limite di cui al § 2.6. Per le costruzioni di tipo 1 e 2 e Classe d’uso I e II, limitatamente a siti ricadenti in Zona 4, è ammesso il Metodo di verifica alle tensioni ammissibili. Per tali verifiche si deve fare riferimento alle norme tecniche di cui al D.M. LL. PP. 14.02.92, per le strutture in calcestruzzo e in acciaio, al D.M. LL. PP. 9.01.87, per le strutture in muratura e al D.M. LL. PP. 11.03.88 per le opere e i sistemi geotecnici.

Le norme dette si debbono in tal caso applicare integralmente, salvo per i materiali e i prodotti, le azioni e il collaudo statico, per i quali valgono le prescrizioni riportate nelle presenti norme tecniche.

Le azioni sismiche debbono essere valutate assumendo pari a 5 il grado di sismicità S, quale definito al § B. 4 del D.M. LL. PP. 16.01.1996, ed assumendo le modalità costruttive e di calcolo di cui al D.M. LL. PP. citato, nonché alla Circ. LL. PP. 10.04.97, n. 65/AA.GG. e relativi allegati.

Ing. Roberto Tomasi

categoria: Statica e calcolo,