È possibile realizzare in zona sismica, in accordo con la legge 64/1974, un porticato con montanti in c.a. e copertura in legno


Gianni Fanucchi, LU (Ingegnere): Mi trovo a progettare un porticato sismicamente indipendente in zona 3.
Le dimensioni sono 12 m x 5m. La struttura è realizzata mediante 2 capriate in legno lamellare di 12 m di lunghezza ad interase 5 m con arcareggi (di lunghezza 5 m) incassati nello spessore dei puntoni delle capriate il tutto gravente su 4 colonne .
Il diaframma di copertura è realizzato mediante doppio tavolato 3 + 2 cm incrociato.
E fino a qui non ci sono problemi...

Ora...il committente vorrebbe realizzare le colonne in c.a. sia per ragioni estetiche che per evitare che il legno marcisca al piede senza considerare le difficoltà esecutive nel realizzare l'incastro al piede di una colonna in legno (come dargli torto...) .

Il problema è il seguente... Il mio genio civile non accetta una struttura di questo genere in quanto mista legno-cemento e pertanto non consentita dalla legge 64 del 74 che "non cita" strutture
di questo genere in zona sismica.
Sottolineo che le capriate avrebbero un appoggio a cerniera sulle colonne e che le colonne sono state calcolate con Beta 2 come mensole incastrate a terra.
Nonostante ciò la copertura non viene considerata come semplicemente appoggiata e quindi non viene accettata dal genio civile della mia provincia. Vi invito a questo punto a visitare il progetto del nuovo delfinario di Rimini che sicuramente conoscerete e che trovate al seguente link:

http://www.edilio.it/news/edilionews.asp?tab=Notizie&cod=11467

Questa non vi sembra una struttura mista in zona sismica?
Qui addirittura il lamellare viene sollecitato a trazione a causa degli appoggi inclinati in acciaio.

Vorrei sapere se potete fornirmi qualche riferimento normativo o bibliografico che mi possa aiutare in questa situazione.

Trovo assurdo che dal 74 ad oggi l'utilizzo del legno strutturale (in particolare il lamellare) sia soggetto sempre a queste discriminazioni. Vi ringrazio e vi prego dei rispondermi nel minor tempo possibile in quanto siamo molto vicini all'inizio dei lavori in oggetto.

05.12.2008 | Nr.: 69

Categoria: Sistemi tecniche e dettagli costruttivi, Progetto e verifica in zona sismica
Parole chiavi: sismica, normativa, sistemi costruttivi

Risposta

Poiché nella legge sismica 64/74 non sono esplicitamente menzionate »strutture miste legno e calcestruzzo«, ma solamente »edifici con struttura in legname«, spesso gli organi di sorveglianza, come nel caso da Lei citato, aderiscono ad una interpretazione restrittiva della legge, escludendo in pratica le tipologie a struttura mista in zona sismica.

Tuttavia, nella realtà costruttiva dal 1974 ad oggi, sono state giudicate ammissibili in zona sismica numerose strutture con copertura in legno lamellare ed elementi verticali in cemento armato (come nel caso da Lei citato), considerando quindi la copertura in semplice appoggio come una struttura autonoma a sé stante (si veda il caso del Palazzetto dello Sport a Livorno, descritto dall`ing. Roberto Modena nel manuale »Piazza M., Tomasi R., Modena R. (2005), Strutture in legno - Materiale, calcolo e progetto secondo le nuove normative europee, Ulrico Hoepli Editore, Milano«).

In tali casi infatti la struttura non deve essere considerata mista, in quanto l`azione del sisma si trasferisce direttamente dall`elemento superiore all`elemento inferiore, e tra i due non interviene nessuna ripartizione delle forze in gioco.

Una interessante disamina della differenza tra strutture miste e struttura impropriamente considerate miste in zona sismica, è riportata nel paragrafo 2.3.1 del testo »Ceccotti A., Follesa, M., Lauriola, M. P. (2005), Le strutture di legno in zona sismica, Criteri e regole per la progettazione ed il restauro, Edizioni CLUT, Torino«. La differenza è esemplificata dalle figure a lato: nel primo sistema costruttivo vi sono elementi strutturali a tecnologia diversa disposti altimetricamente allo stesso piano e quini lavoranti in parallelo (la forza orizzontale si ripartisce tra i due sistemi in funzione della rigidezza degli stessi); nel secondo sistema la forza orizzontale si trasferisce interamente dall'elemento superiore all'elemento inferiore senza ripartizione delle forze in gioco tra gli elementi che lavorano quindi in serie.

Si tratta, purtroppo, di un problema di interpretazione, dal punto di vista giuridico, della definizione di edificio realizzato con struttura mista legno-cemento armato. Dal punto di vista tecnico, non è assolutamente possibile sostenere che una struttura con montanti in c.a e la copertura in legno non possa essere verificata in zona sismica: occorre naturalmente che la struttura sia correttamente progettata nel complesso ed in tutte le sue parti, e che la sicurezza strutturale dell`opera sia garantita in accordo con le normative vigenti.

D`altra parte tale pregiudiziale verso questi sistemi costruttivi sembrerebbe smentita dai recenti documenti normativi come l`Ordinanza P.C.M. 3431/2005, che cita per esempio i sistemi misti legno e calcestruzzo per i solai (punto 4.11.1.5 e punto 8.1.5.2), le strutture miste muratura legno (punto 8.1.5.2 e allegato 11.E., dove si consiglia proprio il mantenimento dei tetti in legno negli edifici esistenti, in quanto capaci di limitare le masse nella parte più alta dell'edificio e di garantire un`elasticità simile a quella della compagine muraria sottostante). Nel punto 4.2, al riguardo delle distanze e le altezze massime dei diversi sistemi costruttivi, si dichiara esplicitamente che »per le costruzioni in legno è ammessa la costruzione di una struttura a pareti in c.a. o in muratura, di altezza non superiore a 4 m, nel qual caso i limiti indicati nella tabella 4.2 si riferiscono alla sola parte in legno. I limiti indicati nella tabella 4.2 non si riferiscono a strutture realizzate in legno lamellare (con fondazioni in calcestruzzo e collegamenti in acciaio), per le quali non è prevista alcuna limitazione in altezza.«

Infine occorre comunque osservare che la realizzazione di pilastri in legno non rappresenta necessariamente, dal punto di vista della durabilità dell`opera, un ostacolo insormontabile. Individuando opportune soluzioni costruttive è possibile garantire una protezione adeguata dei montanti lignei: alcune soluzioni sono riportate nel capitolo 6 del già citato manuale »Strutture in legno«, Ulrico Hoepli Editore, Milano, a cura dell`ing. Andrea Bernasconi.

In questo modo il problema della ammissibilità in zona sismica potrebbe essere risolto, considerando che la legge 64/74 contempla esplicitamente, tra i sistemi costruttivi, gli »edifici con struttura in legname«.

Ing. Roberto Tomasi


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