E' possibile realizzare l'ultimo piano in legno su un edificio in cemento armato?


anonimo: Per una nuova costruzione a travi e pilastri in c.a. a tre piani fuori terra, la ditta fornitrice del tetto in legno mi ha consigliato, per un migliore risparmio energetico, di realizzare anche le murature del 2° ed ultimo piano con pacchetti in legno strutturale. il mio strutturista pone il problema nei confronti della legge sismica, essendo questa una struttura mista. dovrei quindi portare la struttura in pilastri fino al tetto e utilizzare il pacchetto come solo tamponamento, come mi indica lo strutturista? Preferirei naturalmente l'altra soluzione. Qual è il vostro parere in merito?grazie

31.05.2007 | Nr.: 171

Categoria: Progetto e verifica in zona sismica
Parole chiavi: sismica, casa di legno, normativa

Risposta

Il problema delle strutture miste è già stato affrontato in un'altra domanda, a cui si rimanda per un maggior approfondimento del problema. Nel suo caso l’ingegnere ha posto un problema serio e non banale, in quanto frequentemente un’interpretazione restrittiva della legge sismica 64/74 da parte del genio civile ha portato ad escludere l’utilizzo di strutture di legno in zona sismica. Per risolvere la questione bisogna però chiarirsi sul concetto di struttura mista, non intesa genericamente come composta da materiali diversi, ma piuttosto come struttura dove le forze si ripartiscono in maniera non uniforme in funzione della diversa rigidezza dei sistemi costruttivi.

Nei casi in cui i piani di un edificio sono realizzati con diversi materiali la struttura non può essere considerata mista, in quanto l’azione del sisma si trasferisce direttamente dal piano superiore a quelli inferiori, e non interviene nessuna ripartizione delle forze in gioco.

Di conseguenza realizzare l'ultimo piano con struttura di legno appare sicuramente accettabile anche di fronte all'interpretazione restrittiva della legge sismica che porta ad escludere le strutture miste. Fondamentale è però in questo caso analizzare in maniera corretta il comportamento sismico globale della struttura, considerando anche le variazioni di massa e rigidezza tra i piani determinate dalla scelta di un materiale differente. Inoltre bisogna porre attenzione, sia dal punto di vista progettuale e costruttiva sia per quanto riguarda il dimensionamento, ai particolari di collegamento tra i due sistemi costruttivi.

Si rimanda anche al paragrafo 2.3.1 del testo “Ceccotti A., Follesa, M., Lauriola, M. P. (2005), Le strutture di legno in zona sismica, Criteri e regole per la progettazione ed il restauro, Edizioni CLUT, Torino”, per una interessante disamina delle strutture impropriamente considerate miste in zona sismica.

Ing. Roberto Tomasi

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