Il legno essiccato artificialmente è migliore perchè mantiene nel tempo l'umidità di equilibrio raggiunta con l'essiccazione?
Michele Tittarelli, PG (Altro: Studente): Il legno essiccato artificialmente è migliore perchè mantiene nel tempo l'umidità di equilibrio raggiunta con l'essiccazione?
Risposta
L’umidità del legno, ovvero il suo contenuto d’acqua in percentuale sul peso anidro, è un parametro fisico del material che si determina con la formula seguente:
w = (p-p0)/p0 ∙ 100
dove p è il peso del campione di cui si misura l’umidità, p0 è il peso del campione allo stato anidro.
Il contenuto di acqua del legno è un parametro che varia con le condizioni termo-igrometiche dell’ambiente, ovvero con la temperatura e l’umidità relativa dell’aria. In condizioni di temperatura ambiente di 20 °C ed umidità relativa dell’aria pari al 65% si ha mediamente, per il legno di conifera, un contenuto d’acqua pari al 12%.
Se le condizioni termo-igrometiche ambientali cambiano, cambia anche il contenuto di acqua del legno: per determinare il parametro w in funzione di T (temperatura) e u (umidità relativa dell’aria) è possibile fare ricorso ad un abaco termo-igrometrico.
Queste variazioni di umidità del legno sono indipendenti dal processo di stagionatura scelta (essiccazione naturale o in autoclave). Se un elemento ligneo ha un’umidità del 12%, si comporterà in accordo con il comportamento descritto dalle tavole termo-igrometriche del materiale. Non esiste quindi (almeno a livello tecnologicamente apprezzabile) una “memoria” del materiale rispetto al processo di stagionatura.
Il processo di stagionatura ha invece influenza sulla velocità con cui si raggiungono le condizioni di equilibrio e sui gradienti di umidità. Una stagionatura naturale è più lenta, e potrebbe comunque causare gradienti di umidità all’interno di elementi di dimensioni maggiori (più “secchi” agli strati esterni rispetto a quelli interni), che determinano quegli stati interni di coazione che sono all'origine di deformazioni e fessure nel legno. Nei processi di essicazione artificiali si cerca di aumentare la velocità del processo, evitando contemporaneamente di creare le condizioni per far nascere le fessure (si effettuano a tale scopo dei “cicli” di essicazione e di saturazione dell'aria con vapore, in modo tale da smorzare i gradienti di umidità troppo elevati).
Alla luce di quanto esposto si può capire che, sia nel processo di essicazione naturale o artificiale, è importante tenere sotto controllo i gradienti di umidità all'interno dell'elemento, al fine di evitare eccessivi stati di coazione interni.
Ing. Roberto Tomasi