In procinto di costruire casa stiamo valutando il rivestimento esterno di una parte delle facciate in legno di larice. Vorremmo però verniciarlo (con vernici il più possibili ecologiche) in bianco. Ci hanno fatto presente che nel giro di pochissimo tempo il colore varierà molto, e questo non è un problema, in quanto amiamo del legno il fatto che sia vivo, ma verso quale gamma cromatica varierà?


lara zanchi, BG (Altro: casalinga): In procinto di costruire casa stiamo valutando il rivestimento esterno di una parte delle facciate in legno di larice. Vorremmo però verniciarlo (con vernici il più possibili ecologiche) in bianco. Ci hanno fatto presente che nel giro di pochissimo tempo il colore varierà molto, e questo non è un problema, in quanto amiamo del legno il fatto che sia vivo, ma verso quale gamma cromatica varierà?

21.02.2011 | Nr.: 4405

Categoria: Generalità tecnologia
Parole chiavi: trattamenti, tecnologia del legno

Risposta

Gli agenti meteorici e l’irraggiamento solare provocano alterazioni cromatiche e anche una (sia pur lentissima) demolizione della superficie legnosa, che è alla base del distacco delle finiture filmogene trasparenti (vernici) opportuna quindi l’dea di ricorrere ad una finitura pigmentata. Sia nel caso di una finitura non filmogena (impregnante) che filmogena (pittura: le vernici sono le finiture che determinano una pellicola trasparente) il pigmento protegge il substrato dall’azione diretta del sole.

Nell’architettura in legno tradizionale, dove non si ricorra ad elementi massicci (tipo block bau) il manufatto è rivestito di una “pelle” a perdere, in genere elementi sottili grezzi, oppure i paramenti esterni sono pitturati per lo più in bianco o finiti con impregnanti. L’alterazione cromatica delle superficie lignee porta ad un viraggio verso il grigio, come si può constatare, appunto, sui vecchi manufatti lignei (per lo più, appunto, di larice) della zona alpina.

Ing. Massimo Del Senno

categoria: Tecnologia e prodotti,