Nel caso di parete X-lam realizzata assemblando un certo numero di pannelli di dimensioni minori (p.e. 125x300 cm), come devono essere realizzati i giunti verticali?


FABIO GRASSUCCI, AN (Ingegnere): Alcune pareti in X-lam sono realizzate con un certo numero di pannelli (es. 125x300 cm) uniti tra loro nel giunto verticale in modi differenti (es. tali da realizzare pareti di una abitazione lunga quanto si vuole ed alta un piano). Il collegamento tra le differenti pareti deve essere pensato estremamente rigido cosi' da limitare la dissipazione di energia alle sole connessioni dell'intera parete? Ossia la parete tutta intera si comporta come un elemento rigido, come un unico pannello? Oppure e' preferibile ipotizzare collegamenti cedevoli e dissipativi come gli altri, e quindi aspettarsi una deformazione nel piano verticale di tutti i singoli pannelli che quindi ruotano singolarmente e subiranno il rifollano anche nelle connessioni tra differenti pannelli? Esiste una sperimentazione in merito da consultare?

15.10.2009 | Nr.: 2508

Categoria: Progetto e verifica in zona sismica
Parole chiavi: pannelli di tavole incrociate, sismica

Risposta

Esistono effettivamente pannelli X-Lam di diverse dimensioni, ma la questione del giunto fra diversi elementi di parete si pone anche qualora si decida, per esempio per ragioni di montaggio, di lavorare con elementi di dimensioni relativamente ridotte.

Il collegamento fra i vari elementi di pannello può essere eseguito sia in modo rigido - tramite incollatura, avendo cura di applicare procedure che permettano di ottenere il risultato voluto -, sia in modo meccanico, ottenendo una rigidezza del giunto ridotta, rispetto alla rigidezza dell'elemento X-Lam supposto senza giunti. Nel caso del giunto meccanico, il comportamento del giunto stesso e in particolar modo le sue caratteristiche di duttilità dipendono dalla configurazione dei mezzi di collegamento e dal loro comportamento alla rottura.

È difficile dire in modo assoluto quale sia la strada migliore da percorrere in fase di progetto e concezione della struttura di un edificio. Il principio, secondo il quale un maggior numero di giunti duttili conferisce una maggior duttilità alla struttura e permette una maggiore dissipazione di energia, è formalmente corretto, ma nell'ottica della concezione di una struttura portante ottimale, piuttosto riduttivo: spinto all'estremo, questo ragionamento porterebbe ad aumentare ad oltranza il numero di giunti, riducendo le dimensioni degli elementi, ottenendo risultati opposti a quelli che la struttura formata dai pannelli X-Lam può offrire.

Il buon comportamento sismico di queste strutture è stato ampiamente dimostrato anche in modo sperimentale, lavorando con pannelli di dimensioni piuttosto grandi. Alla luce di questi risultati la riduzione della dimensione dei pannelli per ragioni di dissipazione di energia non sarebbe giustificata. Resta, quindi, il dato di fatto, che ogni giunto di una struttura rappresenta un potenziale punto debole e, comunque ed in ogni casi, un indebolimento della struttura stessa.

Non potendo produrre tutte le pareti e tutte le solette in un solo elemento, per ragioni di trasporto, montaggio o disponibilità dei pannelli, si opterà per i giunti meccanici a causa della loro maggiore facilità di esecuzione e a causa della loro minore sensibilità alle condizioni di esecuzione. I giunti incollati saranno quindi riservati a quei casi dove l'esecuzione avviene in officina, in fase di preassemblaggio, ed ai casi in cui un giunto estremamente rigido e performante è richiesto per ragioni strutturali.

La rigidezza, la resistenza e la duttilità dei giunti meccanici saranno definite in modo da avere, comunque e sempre, sufficienti riserve di resistenza (cercando quindi di non fare del giunto un elemento di indebolimento troppo importante per la continuità dell'elemento strutturale di superficie), di rigidezza (con i medesimi obiettivi) e di duttilità (in modo che, prima del collasso, una dissipazione di energia possa avvenire).

Lo strutturista esperto riconoscerà in questi principi, le regole fondamentali e basilari della concezione di una struttura portante, indipendentemente dal tipo di materiale usato. E la cosa non dovrebbe sorprendere.  

Ing. Andrea Bernasconi

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