Nel caso di viti incrociate quale modello di calcolo adottare?
anonimo: Devo verificare una connessione mediante viti tra un saettone inclinato di 45° ed un montante verticale. Alla base volevo utilizzare due viti poste a 45°, una orizzontale ed una perpendicolare all'asse del saettone.
E' corretto verificare le viti solo a carico assiale, tenendo condo del traliccio equivalente? In realtà le viti sono soggette anche a taglio.
Dove posso trovare qualche esempio di calcolo?
Risposta
Nei modelli di calcolo a traliccio adottati nel caso di configurazione ad X si ipotizza solitamente, ai fini del calcolo della capacità portante, che si attivino solamente le resistenze parallele al gambo dei connettori: in questo modo le viti fungono da diagonali tese e compresse, e la trasmissione degli sforzi avviene in accordo con le formule riportate nella dispensa didattica del corso tetti e coperture (lezione C2). Queste ipotesi si ritrovano in diverse pubblicazioni di carattere tecnico, e sono validate da numerose evidenze sperimentali (si veda per esempio l'articolo "Theoretical and experimental analysis of timber-to-timber joints connected with inclined screws" Construction and Building Materials Volume 24, Issue 9, September 2010, Pages 1560-1571, veda il link in fondo pagina). Nei modelli di calcolo proposti in questo articolo si è sempre considerata, come resistenza assiale della vite, il valore minimo della resistenza allo sfilamento nei due tratti.
Queste ipotesi non sono però più applicabili nel caso in cui si utilizza solamente una vite, dove infatti l'elemento a gambo cilindrico può essere considerato soggetto ad una combinazione di carico assiale e laterale (si veda per maggiori chiarimenti la news correlata).
Ing. Roberto Tomasi