Mi può dare una valutazione su questo particolare costruttivo?


gaudenzio annoni, LC (non assegnato: artigiano): Buonasera, sto costruendo una tettoia, utilizzando delle travi in L.L.
Per i pilastri di sostegno, sempre in L.L., ho costruito dei contenitori metallici, ancorati alla soletta in c.a., ove vorrei infilare i pilastri in L.L.
I contenitori sono rettangolari,zincati ,alti 250mm, e lasciano uno spazio interno di qualche mm tra loro e il pilastro in Legno Lam. che vi infilo dentro. Ho pensato di vincolare/chiudere lo spazio con del catrame liquido. è una soluzione idonea,oppure consigliate un'altro accorgimento?

03.05.2009 | Nr.: 1810

Categoria: Durabilità
Parole chiavi: durabilità, particolare costruttivo

Risposta

Supponiamo che il pilastro in questione si trovi in una zona esterna e sottoposto all'azione diretta delle intemperie. La soluzione indicata è, in questo caso, da considerarsi come non idonea, in quanto il piede del pilastro introdotto nel contenitore metallico avrà tendenza ad avere un contenuto di acqua molto elevato, nella parte all'interno dell'acciaio e chiusa in modo ermetico dal catrame liquido. Il degrado del legno in questa zona è, per così dire, garantito in tempi brevi. Consigliamo in questi casi di fare ricorso a portapilastri simili a quelli in commercio per le sezioni di uso più comune, che permettano di mantenere il pilastro di legno staccato dal terreno o dalla fondazione, che permettano di mantenere le superfici verticali del legno il più libere possibile, in modo che l'acqua possa scorrere e il legno essiccare in modo rapido e semplice, e che evitino ogni forma di ristagno dell'acqua in contatto con il legno.

Se, invece, ci trovassimo all'interno di una costruzione, e il pilastro in questione non fosse per niente esposto alle intemperie, allora diremmo che la soluzione di chiudere in modo ermetico e sigillato il piede di un pilastro di legno è comunque e sempre una cosa da evitare, in quanto non si può mai escludere completamente e in modo assoluto la possibilità che, anche accidentalmente, il contenitore del pilastro si riempia d'acqua. In questo caso la sigillatura con il catrame avrebbe delle conseguenze fatali, con un degrado rapido e sicuro del piede del pilastro.

Diverso il discorso - mo non sembra essere il caso della domanda posta - se la sigillatura con il catrame funge solo da sigillatura locale e il piede del pilastro, al di sotto della sigillatura, è comunque ben ventilato.

 

Ing. Andrea Bernasconi

categoria: Tecnologia e prodotti,