Gradirei conoscere fonti normative che normalmente vengono prese a riferimento al fine di individuare parametri di confronto sulle tolleranze dimensionali delle imperfezioni (fessurazioni, nodi, etc) di elementi strutturali in legno quali travi, assito, pilastri.


Stefano Penazzo, VR (Costruttore tetti/strutture in legno): Gradirei conoscere fonti normative, o consutetudini consolidate, che normalmente vengono prese a riferimento in Italia al fine di individuare parametri di confronto sulle tolleranze dimensionali delle imperfezioni (fessurazioni, nodi, etc) di elementi strutturali in legno quali travi, assito, pilastri. Inoltre esiste una procedura codificata che prevede il rilascio di una certificazione di prodotto relativamente alla corretta stagionatura del legno per impiego strutturale?

08.02.2010 | Nr.: 2938

Categoria: Generalità tecnologia
Parole chiavi: normativa, certificazione

Risposta

Esistono normative europee che definiscono l'essiccazione del legno, ma non esistono prescrizioni che definiscono il grado di fessurazione del legno strutturale al di fuori delle procedure di classificazione secondo la resistenza. Tali procedure prevedono dei valori limite, che devono essere verificati in fase di classificazione.

In presenza di una fessurazione troppo elevata può essere messa in discussione la classificazione e quindi l'appartenenza del materiale ad una determinata classe di resistenza. Normalmente la classificazione secondo la resistenza è controllata da procedure di controllo qualità molto impegnative.

Le procedure di classificazione prendono in considerazione tutta una serie di caratteristiche del legno, a partire da dimensione e frequenza dei nodi, passando per le fessure e le deformazioni da essiccatura, e altre caratteristiche ancora. Tali procedure sono elencate nella norma EN1912, che rinvia ad una serie di norme nazionali, far le quali le più note in Italia son la tedesca DIN4074 o la italiana UNI 11035.

La stagionatura del materiale non è oggetto di certificazione, comunque non in modo diretto. Molti materiali, fra cui ad esempio anche il lamellare, richiedono la verifica della stagionatura per ragioni di lavorazione industriale (incollatura) e le procedure di controllo devono attestare anche il rispetto di questo criterio durante la produzione.

Per quanto riguarda la fornitura e la posa in opera, fanno stato le indicazioni e gli accordi presi fra il fornitore e il committente, in quanto l'eventuale variazione dell'umidità del legno non ne mette in discussione la qualità dal punto di vista della classe di resistenza.

Ing. Andrea Bernasconi

categoria: Tecnologia e prodotti,