Vorrei avere un parere sulla sostituzioni, nell'ambito di una ristrutturazione, di travi di larice con travi di abete.
anonimo: Nell'ambito di una ristrutturazione, volevo il vostro parere sul consiglio dell'impresa di sostituire il legname strutturale in larice previsto in progetto (sia massiccio che lamellare) con abete. La motivazione sta nel fatto che il larice potrebbe avere resina interclusa che con il tempo colerebbe a pavimento e che sarebbe fisicamente meno "stabile" con torsioni e relative fessurazioni molto ampie. Il luogo di posa ha un clima generalmente molto umido.
Risposta
L’essudazione di resina da parte del legno di Larice potrebbe provocare problemi su manufatti verniciati, ma, date le dimensioni delle goccioline essudate (che poi aderiscono al legno) è poco probabile che si determinino “sgocciolamenti” sui pavimenti sottostanti. Quanto alla “instabilità” il legno di Larice è effettivamente “nervoso”, cioè ha un elevato rapporto tra i coefficienti di ritiro radiale e tangenziale, ma il fatto che poi il materiale sia posto in opera in un clima “molto umido” depone a sfavore dell’impiego dell’Abete rosso (si suppone che si parli di questo), dato che il Larice, pur essendo solo “moderatamente durabile”, (3-4, cioè da moderatamente a poco durabile, secondo la UNI EN 350-02, contro il 4 “poco durabile” dell’Abete rosso) è sia pure marginalmente più resistente agli attacchi fungini dell’Abete rosso e il suo durame è resistentaeagli attacchi di insetti, mentre non lo è quello dell’Abete rosso.
Ma il maggior problema sta nel fatto che, essendo la massa volumica del Larice superiore di circa il 30% rispetto a quella dell’Abete rosso, le caratteristiche meccaniche variano in conseguenza, per cui il cambiamento della specie legnosa comporterebbe un nuova verifica di tutta la struttura.
Ing. Massimo Del Sennocategoria: Tecnologia e prodotti,