Desidero ricevere informazioni tecniche riferibili alla differenza tra il lamellare in abete da trattarsi a mano e il lamellare in pino trattato in autoclave


ROBERTO BELLINZAS, RM (Costruttore tetti/strutture in legno: DIPENDENTE AZIENDA): Desidero ricevere informazioni tecniche riferibili alla differenza tra il lamellare in abete da trattarsi a mano e il lamellare in pino trattato in autoclave. Poiche' sono in procinto di realizzare una tettoia da destinare ad impianto fotovoltaico e la campata degli archerecci potrebbe raggiungere i 6,40 m devo scegliere tra due installatori che propongono pero' i due diversi materiali. Credo potrebbe essere superiore il pino, per il semplice fatto che il trattamento in autoclave garantirebbe una piu' lunga durata consentendomi di evitare una assidua manutenzione. E' da considerare che la tettoia non sara' chiusa e quindi rimarra' esposta alle intemperie.

12.05.2010 | Nr.: 3407

Categoria: Durabilità, Specie legnose
Parole chiavi: specie legnosa, durabilità, trattamenti

Risposta

In generale è tradizionalmente accettato che il pino sia più facilmente impregnabile dell’Abete rosso: per esempio l’Holzlexikon (DRW-Verlag Stoccarda 1988) definisce per niente (kaum) impregnabile l’Abete rosso, mentre per il Pino silvestre riporta facile impregnabilità per l’alburno e limitata (mässig) impregnabiltà per il durame.

La norma "UNI EN350-2 Durabilità del legno e dei prodotti a base di legno. Durabilità naturale del legno massiccio", colloca il durame di entrambe le specie nelle classi 3 (poco impregnabile: un trattamento a pressione da 3 a 4 ore permette solo una penetrazione laterale compresa tra 3 mm e 6 mm) e 4 (non impregnabile:  scarsa quantità di preservante assorbita anche dopo 3, 4 ore di trattamento a pressione; penetrazione laterale e longitudinale minima), mentre per l’alburno quello di Pino silvestre è considerato in classe 1 (impregnabile) e quello dell’Abete rosso è in classe 3 (anche se questa caratteristica è molto variabile).

Che il lamellare di abete “vada” trattato a mano è una  assunzione arbitraria, casomai (si veda sopra) anche un trattamento energico a pressione non sortisce risultati significativi quanto a penetrazione.

Esistono comunque in commercio elementi lamellari impregnati sia di pino che di abete: in genere i primi sono diffusi sui mercati anglosassoni e americani, i secondi su quelli centro- e nord europei.

Quanto all’esposizione alle intemperie, il caso descritto è, nella peggiore delle ipotesi, riconducibile alla classe di utilizzo 2 (secondo la norma UNI EN 335-1), se, come sembra, le strutture sono sotto una copertura che evita l’esposizione diretta all’acqua meteorica, e non sono a contatto col suolo. Quindi la durabilità naturale di entrambe le specie è sufficiente contro gli attacchi fungini. Per quanto riguarda gli attacchi di insetti l’alburno dell’Abete rosso non è naturalmente durabile. Va comunque ricordato che la regolarità della superficie delle travi lamellari di Abete rosso non è favorevole all’ovodeposizione da parte del capricorno delle case, che in genere depone le uova in fessurazioni o cavità (anche se è possibile che le uova vengano deposte sulla superficie).

Ing. Massimo Del Senno

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