Avrei alcune domande sulla tecnologia dei bungalow realizzati in legno
anonimo: Avrei alcune domande sulla tecnologia dei bungalow realizzati in legno:
1-che tipologia di legnami è meglio usare in una zona umida come la Val d'Ema (Firenze) località Ponte a Ema/Cascine del Riccio?
2-i bungalow sono sollevati da terra di 1 metro circa, a sostenerli ci sono dei pilastri inclinati, sempre in legno, qual'è il tipo di connessione migliore tra questi pilastri (a sezione circolare) e il solaio del piano terra? Posso sagomare i pilastri a bocca di pesce e poi inserirli in una trave in legno connessa con il solaio?
Risposta
Per garantire la durabilità del legno, occorre garantire che non entri in contatto diretto con l'acqua. I pilastri di legno mettono in contatto diretto la costruzione di legno con il terreno, permettendo all'acqua di raggiungere la costruzione per capillarità. Si tratta quindi di una costruzione per principio non molto corretta dal punto di vista della durabilità. Qualora si accettasse questa situazione, per esempio contando sul fatto che la distanza fra il terreno potrebbe essere sufficientemente grande, da poter impedire l'assorbimento di acqua da parte della costruzione, si dovrebbe optare per una specie legnosa estremamente resistente al degrado per i pali infissi nel terreno (castagno o robinia sono le specie di riferimento in questo caso). L'esecuzione in larice o douglasia della struttura dei bungalow, o della parte inferiore e a rischio di assorbimento di acqua per capillarità, potrebbe essere valutata. Con 1 metro di distanza dal terreno, e senza collegamenti diretti che permettano il passaggio diretto dell'acqua, il rischio di degrado è praticamente nullo, a patto di rispettare le regole di base della protezione costruttiva del legno; e questo è valido anche in caso di uso di legno di abete rosso.
La seconda parte della domanda richiede lo studio dettagliato della soluzione proposta. Ci limiteremo a constatare che la soluzione "bocca di pese" non rappresenta un collegamento di contatto particolarmente favorevole, in quanto le sollecitazioni che ne risultano favoriscono lo spacco del legno stesso. Si tratta di soluzioni che, forse, hanno trovato applicazione in alcuni casi particolari della carpenteria tradizionale, ma che richiedono per definizione un sovradimensionamento importante degli elementi di legno toccati da collegamenti di questo tipo.
Ing. Andrea Bernasconicategoria: Tecnologia e prodotti,