Come faccio a capire se un solaio necessita di essere controventato? Se scegliessi di usare un doppio tavolato incrociato come faccio a capire se è sufficiente?
anonimo: Come faccio a capire se un solaio necessita di essere controventato? Se scegliessi di usare un doppio tavolato incrociato come faccio a capire se è sufficiente?
anonimo: C'è un numero minimo di chiodi da utilizzare per per la chiodatura di un doppio tavolato all'orditura secondaria (travetti)? se si dove posso trovare il riferimento normativo?
Risposta
La necessità o meno di un controvento deve essere definita nell'ambito della concezione strutturale dell'edificio. Qualora un solaio non fungesse da lastra, o da diaframma orizzontale, nella struttura portante dell'edificio, allora non sarebbe necessario controventarlo. Aggiungiamo che spesso la lastra orizzontale del solaio funge da elemento di stabilizzazione per la travatura principale del solaio.
Il doppio tavolato incrociato funge da controvento quando permette la realizzazione di una struttura a traliccio, dove i due strati di tavole rappresentano le diagonali (o i montanti e le diagonali) della struttura a traliccio, mentre gli elementi della struttura portante principale devono poter assumere la funzione dei correnti del traliccio. I collegamenti dei singoli elementi fra loro, cioè i nodi del traliccio, sono di regola realizzati tramite la chiodatura delle tavole alla struttura principale. Il punto debole del sistema della controventatura è lo scorrimento (cioè la deformabilità) delle connessioni chiodate, che esigono una notevole deformazione di tutto il sistema perché questo possa fungere da sistema strutturale.
L'effetto controventante di un sistema di tavolato doppio e incrociato può essere confermato sia teoricamente, sia sperimentalmente. Le grosse deformazioni ad esso legate ne fanno una soluzione poco consigliabile nel caso di costruzioni nuove, visto che l'uso di pannelli sottili al posto del tavolato permette di ottenere risultati decisamente migliori. Niente impedisce, comunque, di valutare l'efficacia della controventatura formata da un doppio tavolato incrociato sulla base di un modello numerico, che dovrà necessariamente tener in debito conto le deformabilità delle connessioni chiodate fra i singoli elementi. Si potrà in questo modo valutare la deformazione della controventatura e valutare in modo numerico l'efficacia della medesima sull'insieme della struttura.
Una risposta univoca alla domanda posta non esiste. L'efficacia del controvento dipende, infatti, direttamente sia dai parametri della struttura che deve essere controventata e stabilizzata (dimensione, grandezza delle forze in gioco, deformabilità o rigidezza assoluta e relativa di ogni singolo componente della struttura, …), sia dai parametri che definiscono la rigidezza dei controventi. Una risposta univoca può essere data soltanto con un'analisi molto accurata del caso specifico che si vuole considerare. Da parte nostra consigliamo di rinunciare a realizzare controventi di strutture nuove facendo uso di sistemi a base di strati di tavole chiodati fra loro. Nell'ambito del ripristino di strutture esistenti, o di interventi su di esse, occorre procedere ad un'analisi molto accurata della situazione.
Ing. Andrea Bernasconi