Come valutate la risposta al caldo, al freddo e all'isolamento acustico di una copertura in legno situata a Cagliari composta dalla seguente stratigrafia?
Andrea Piredda, CA (Ingegnere): Come valutate la risposta al caldo, al freddo e all'isolamento acustico di una copertura in legno situata a Cagliari composta dalla seguente stratigrafia:
- perline in castagno da 25mm
- barriera al vapore
- 2 pannelli in fibra di legno da 40mm ciascuno (incrociati)
- pannelli in sughero da 50 mm ad alta densità (o in alternativa in lana di legno mineralizzata con cemento portland)
- freno al vapore
- camera di ventilazione da 80mm (per la scarsa pendenza del tetto e per la scarsa esposizione al vento)
- tavolato in abete grezzo
- guaina ardesiata
- massetto in calce
- tegole ed embrici
Per un efficace sfasamento ma tenendo anche conto della traspirabilità del tetto è meglio il sughero o la lana di legno mineralizzata?
Quale influenza può avere sulle prestazioni termiche l'apertura di lucernai sul tetto?
02.07.2009 | Nr.: 1968
Categoria: Generalità fisica tecnica, Isolamento termico invernale, Raffrescamento estivoRisposta
Ci sono alcune piccole cose che non ci tornano, come ad esempio il primo telo, che viene indicato nella stratigrafia come una barriera vapore. Salvo casi davvero eccezionali, le barriere vapore non vengono mai utilizzate, e in questo caso è meglio un freno vapore con valore sd=2m.
Come coibentazione, è più conveniente il solo utilizzo della fibra di legno, che ha valori di trasmittanza più bassi, ed aumentarne lo spessore fino a 16 cm totali. Il sughero è sicuramente il materiale migliore rispetto alla fibra di legno mineralizzata. Utilizzi solo quello bianco (non quello nero), ed incollato con resine naturali. Riteniamo poi inutile aggiungere lo strato di massetto e guaine, lo può direttamente togliere dalla stratigrafia e sfruttare lo spazio così recuperato mettendo due pannelli di fibra di legno da 6 cm invece che da 4; la ventilazione va bene così com'è descritta, poi ovviamente vanno aggiunti listelli e tegole.
L'apertura di lucernai sul tetto è molto delicata e va valutata con attenzione in quanto è caratteristica a seconda dei casi in esame. Se l'infisso nel suo complesso è studiato e scelto con la dovuta attenzione (triplo vetro, telaio a taglio termico...), e messo in opera in maniera corretta, non va ad intaccare in maniera sostanziale isolamento della copertura. In compenso aggiunge degli apporti energetici di calore molto alti, specie in zone climatica soleggiate come quelle della Sardegna. Deve quindi essere valutato “l'impatto” del lucernaio nel suo complesso, (eventuali ombreggiamenti compresi) attraverso programmi di calcolo specifici.
Dal punto di vista di acustico invece, un lucernaio deve essere valutato come un apertura in una facciata, con tutti i problemi che ne derivano. Se montato male, può far perdere anche 10 decibel al potere fonoisolante del tetto.
Günther Gantiolercategoria: Fisica tecnica, categoria: Fisica tecnica, categoria: Fisica tecnica,