Come intervenire per migliorare la coibentazione di un tetto esistente?


anonimo: Ho acquistato recentemente una porzione di fabbricato ubicato sull'Appennino Toscoemiliano a circa 1000 mt di altitudine (zona climatica E) costituita da una parte più vecchia (circa 30 mq) ed una più recente (circa 30mq). La copertura, a due falde inclinate di circa 20°, è costituita da travi portanti di castagno in buono stato di conservazione con soprastante assito di tavolame di circa due-tre cm di spessore, da sostituire per il 50%, coperte direttamente da tegole marsigliesi. I locali sottostanti sono controsoffittati in muratura nella parte più recente ed in legno, di scarsa qualità e non recuperabile, nella parte più vecchia. Mi sono riproposto di eseguire i seguenti interventi, dovendo mantenere la planarità del tetto adiacente, per i quali chiedo il vostro parere:
- inserzione di una guaina impermeabile traspirante tra l'assito e le tegole;
- coibentazione con pannelli in fibra di legno a bassa densita di 10 cm di spessore del soffitto in muratura;
- coibentazione dell'intradosso delle travi principali con fibra di legno di analoghe caratteristiche della precedente, supportata da perline di 2 cm in modo da lasciare a vista parte delle travature principali medesime.

12.05.2010 | Nr.: 3326

Categoria: Isolamento termico invernale, Raffrescamento estivo, Ventilazione
Parole chiavi: ventilazione, valutazione pacchetto tetto, coibentazione

Risposta

Le proponiamo quella che secondo noi è la soluzione migliore, che permetta di rispettare le quote esterne, che garantisca un tetto fatto a regola d'arte, che giustifichi la spesa, e che abbia le migliori prestazioni compatibili con gli spazi e le esigenze di mantenere il materiale esistente. Dovrà però rinunciare alle travi a vista, (o farsene montare alcune “finte” dalla sua carpenteria di fiducia ma solo per motivi estetici)

 

  • rimuovere ogni parte del pacchetto tetto esistente, lasciando solo la struttura portante delle travi.

  • Fissare un telo freno vapore con SD = 2,5 metri alle travi, sul lato inferiore

  • Chiudere (sempre da sotto) con il perlinato che più le piace.

  • Riempire ora tutto lo spazio rimasto disponibile tra le travi con della fibra di legno ad alta densità (130 kg/mc) fino ad arrivare allo spessore delle travi.

  • Ricoprire il tutto con altri materassini rigidi fibra di legno, arrivando al massimo spessore possibile, l'ideale sarebbe avere un complessivo di 16 centimetri di materiale isolante.

  • Stendere un secondo telo traspirante/freno vapore, con sd = 0,5 m

  • listelli di ventilazione e portategole, 5 centimetri in totale

  • Tegole

Un'alternativa che permetta di avere comunque le travi a vista, ma non consente però di mantenere la volumetria esterna è la seguente:

 

  • rimuovere tutto l'esistente fino a lasciare solo le travi

  • applicare alle travi (ai lati), una listellatura di sostegno per le perline.

  • Incassare le perline tra le travi, da sotto, fissandole perciò alla listellatura appena descritta.

  • Posare al di sopra di quanto descritto fino ad ora, il telo freno fapore, facendo bene attenzione a seguire il profilo di travi, listello, perline.

  • Incassare tra le travi uno spessore di fibra di legno pari allo spessore rimanente delle travi, in questo modo tutti gli spazi e spessori saranno riempiti e, visto da sopra, il tetto costruito fino ad ora avrà un'aspetto “liscio”

  • aggiungere pannelli in fibra di legno, in modo da averre uno spessore di coibente pari a 16 cm in totale

  • Stendere un secondo telo traspirante/freno vapore, con sd = 0,5 m

  • listelli di ventilazione e portategole, 5 centimetri in totale

  • Tegole

Günther Gantioler

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