Le travi della mansarda sono attaccate dagli insetti. Come comportarsi?
chiara zanni, RE (Commerciante/agente legno): Ho una mansarda con soffitto a travi in legno. Improvvisamente ho trovato mucchietti di legno e materiale nero grigio e ho notato grandi quantita' di quello che sembrano formiche alate insediate all'interno dei travi in alcuni punti, spesso vicino ai lucernari. Come posso risolvere questo problema ed evitare che si verifichi di nuovo?
Risposta
Per dare una risposta almeno approssimativa, occorrerebbe conoscere la specie legnosa (almeno sapere se si tratta di conifera o latifoglia) e la specie dell’organismo eventualmente responsabile dell’attacco. A quest’ultimo scopo, se sono disponibili esemplari (quelle che sembrano “formiche alate”) occorre farli esaminare da un esperto che possa identificarli con precisione; in caso contrario informazioni utili possono essere ottenute dall’esame della forma e delle dimensioni dei fori di sfarfallameno e dalla forma degli elementi della rosura (il materiale dei “mucchietti”).
Sono molte le specie di insetti lignivori che si sviluppano a spese del legno di piante morte o in manufatti.
Nella maggior parte dei casi si tratta di coleotteri, un ordine che comprende migliaia di specie e anche quelle dannose per il legno sono molte e diverse. Si va dagli anobidi (tarli “veri”) ai cerambicidi (p.e. il capricorno delle case), alcune specie raggiungono pochi millimetri di lunghezza e altre 3 o 4 cm, con gallerie e fori di sfarfallamento di diametro variabile da poco più di un millimetro a 6 millimetri o più. Ciò che accomuna queste specie è che tutte sono caratterizzate da una metamorfosi totale (uovo – larva – pupa – insetto perfetto) e i danni sono procurati dalla larva, che si nutre scavando gallerie nel legno. La loro presenza è segnalata dai fori di sfarfallamento e dai mucchietti di rosura in prossimità di questi. Gli adulti completano il ciclo vitale fuori dal legno, su cui, dopo l’accoppiamento, depongono le uova.
La presenza di individui “che sembrano formiche alate” potrebbe non aver nulla a che vedere con l’attacco, ma la descrizione non consente né di identificare né di escludere alcuna specie, quindi anche in questo caso si impone l’identificazione da parte di un esperto, dato che mentre la massima probabilità è che si tratti di insetti che nulla hanno a che vedere col problema segnalato, esiste sempre una sia pur remota possibilità che si tratti di termiti.
Le termiti che costituiscono un grave pericolo, appartengono all’ordine degli isotteri. In Italia sono presenti due specie, Kalotermes flavicollis Fabricius e Reticulitermes lucifugus Rossi. Ultimamente, si è insediata a causa delle importazioni dall’estero,in alcune in città italiane, specialmente al centro-sud anche Cryptotermes brevis, originaria della zona Indio-asiatica.
Agli effetti pratici possiamo distinguere tra termiti sotterrane e termiti del legno secco. Le prime nidificano nel suolo e da qui attraverso tunnel o, se necessario in veri e propri camminamenti coperti, raggiungono il materiale di cui si nutrono. Contro un attacco di termiti in atto si agisce da una parte eliminando le cause di umidità che forniscono alle specie sotterranee le condizioni adatte a espandere la colonia, dall’altro, per tutte le specie, con fumigazioni. Bisogna tenere presente che da una parte le specie sotterranee possono ancora trovare l’acqua nel suolo, dall’altra la disinfestazione dei manufatti attaccati non porta alla distruzione della colonia, dato che il nido è nel terreno. Per queste specie la difesa preventiva consiste, oltre che nella citata eliminazione delle fonti di umidità nell’eliminazione di tutto ciò che può costituire una fonte di alimento o una via di accesso (mediante la creazione di una barriera chimica e/o meccanica tra i manufatti e il suolo, il trattamento del terreno circostante le strutture con insetticidi, e/o nel trattamento del legname con insetticidi di provata efficacia)
In casi come quello segnalato bisogna prima di tutto, oltre ad identificare la specie presente, determinare l’entità dell’eventuale danno per intervenire eventuali pregiudizi alla statica del manufatto. Va ricordato che l’eradicazione dell’organismo responsabile dell’eventuale attacco si può ottenere solo attraverso procedimenti (p.e. fumigazione) tecnicamente complessi ed onerosi, da affidare comunque a strutture specializzate. La prevenzione di successivi attacchi può essere ottenuta (vista l’impossibilità di impregnare sotto pressione il materiale già in opera) con un trattamento superficiale (pistola o pennello) con insetticidi adeguati, ma anche in questo caso è bene affidare la scelta e l’esecuzione del trattamento a strutture specializzate.
Ing. Massimo Del Senno