Nella progettazione di strutture in legno con controventi a croce di Sant'Andrea si devono rispettare i principi di progettazione inerenti ai controventi metallici?


Guido Bottanelli, BS (Ingegnere): Le norme tecniche 2008 (cfr. Par. 7.5.5) impongono per strutture in acciaio dissipative a controventi concentrici a X (croce di S. Andrea) la necessità che gli elementi di controvento debbano possedere un snellezza adimensionale ben definita.

In sostanza ciò si traduce nella NON impegabilità di controventi realizzati mediante tiranti circolari a comportamento monolatero (non resistenti a compressione): il classico tirante M 30.

Per strutture in legno come si affronta la questione:

1) Il comportamento monolatero dei controventi non è più implementabile, a meno di non attingere alle risorse di duttilità della struttura, mantenendosi perciò in campo elastico? O anche questa seconda ipotesi non regge?

2) Nell'ambito della progettazione in legno, il ragionamento esposto è direttamente mutuabile? E' necessario rispondere a pretese di duttilità dei collegamenti e quindi di snellezza dei controventi che escludano l'impiego di tiranti circolari non resistenti a compressione?

05.05.2010 | Nr.: 3288

Categoria: Progetto e verifica in zona sismica
Parole chiavi: sismica, particolare costruttivo

Risposta

Non c'è nessuna ragione per non rispettare i principi stabiliti dal capitolo 7.5 delle NTC 08 nel caso di controventi con croci di Sant'Andrea per una struttura di legno. Ci limitiamo a ricordare che l'azione sismica è caratterizzata da fenomeni oscillatori e ciclici, che possono portare all'inversione della direzione delle forze agenti sui controventi; appare quindi logico che non sia accettato come dissipativo il comportamento plastico di controventi con elementi monolateri resistenti a sola trazione.

Qualora si rinunciasse al comportamento dissipativo della struttura, valgono le regole e le condizioni per il calcolo simico in ambito elastico e non dissipativo, comprese le limitazioni legate alla costruzione di legno per questi casi. Non ci sono ragioni per non accettare controventi a comportamento monolatero, ma in tale caso si deve rinunciare al comportamento dissipativo (progettazione elastica della struttura, ivi compresi i controventi).

A nostro modo di vedere nell'ambito della progettazione di strutture di legno che preveda la dissipazione di energia in caso di sollecitazione sismica, e qualora si facesse uso di controventi con "croci di Sant'Andrea", devono essere rispettate sia le regole che permettono di conseguire duttilità nella struttura lignea stessa sia quelle che si impongono per realizzare controventi efficaci (siano essi in acciaio o in legno) per raggiungere il medesimo scopo. Si tratta cioè di garantire il corretto funzionamento dissipativo della struttura nel suo insieme, quindi sia della controventatura metallica sia degli elementi strutturali lignei, sempre tenendo presente i principi della gerarchia delle resistenze.

Ing. Andrea Bernasconi

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