E' possibile classificare, in accordo con il quadro normativo nazionale, il legno di castagno che presenta un contenuto di acqua maggiore del 20%?


anonimo: In qualità di DTP, sto qualificando presso il STC del Cons. Sup. Dei LL.PP. una segheria che produce di travi di castagno nazionale come produttore di legno strutturale ai sensi del D.M. 14.01.08. La norma UNI 11035 mi impone di classificare solo travi con umidità < 20%, cosa praticamente impossibile (se non dopo essicazione in forno). Considerato che la categoria prevista dalla norma per il castagno strutturale è unica (S) e che i principali difetti tali da far scartare le travi (nodi, cipollatura, deviazione della fibratura, carie) sono già riscontrabili nel prodotto fresco, posso classificare comunque la trave non stagionata, in analogia con quanto previsto dalla EN 14081 per la marcatura CE, dichiarando che la classificazione è avvenuta su prodotto fresco? (eventualmente dichiarando sotto la mia responsabilità che una volta in opera le caratteristiche strutturali dell’elemento non subiranno modificazioni significative). Mi sembra un controsenso che la EN 14081 lo consenta e la norma nazionale no.

14.09.2010 | Nr.: 3629

Categoria: Generalità marcatura e certificazione
Parole chiavi: certificazione, classificazione

Risposta

In merito alla questione posta di seguito trova le seguenti precisazioni:

1. La norma uni11035-1/- 2 (“Legno strutturale - Classificazione a vista dei legnami secondo la resistenza meccanica”) e' stata revisionata recentemente dal Gruppo Legno Strutturale del UNI. Inoltre gli stessi documenti normativi sono stati posti in linea con le prescrizioni del’allegato A della UNI EN 14081-1 (Strutture di legno - Legno strutturale con sezione rettangolare classificato secondo la resistenza - Parte 1: Requisiti generali).

 

2. Nella attuale versione della UNI 11035-1/ -2 (che per precisione si sottolinea riferirsi a segati aventi sezione rettangolare) si prevede la possibilità di classificare a vista secondo la resistenza legname avente un contenuto di umidità maggiore del 20%. Per completezza si riporta quanto definito nel campo di applicazione degli stessi documenti normativi sopra menzionati: "La presente norma si applica a legno massiccio di qualsiasi dimensione e umidità….”

 

3. Quindi anche nella UNI 11035-1/ -2 (come per esempio avviene per quanto riguarda la DIN 4074-1) si ammette la possibilità di classificare il legno allo stato fresco, specificando però che, in seguito alla stagionatura, si debbono controllare anche le caratteristiche non rilevate in precedenza.

 

A titolo informativo, si riporta quanto indicato all’interno della Circolare Esplicativa del 2.2.2009 relativamente le modalità di classificazione a vista secondo la resistenza del legname a sezione irregolare (Uso Fiume, Uso Trieste….). Per il castagno infatti risultano essere gli assortimenti di maggior interesse :

 

“Legno con sezioni irregolari: In assenza di specifiche prescrizioni, per quanto riguarda la classificazione del materiale, si potrà fare riferimento a quanto previsto per gli elementi a sezione rettangolare, senza considerare le prescrizioni sugli smussi e sulla variazione della sezione trasversale, purché nel calcolo si tenga conto dell’effettiva geometria delle sezioni trasversali”

 

Quindi sia il legname Uso Fiume sia Uso Trieste, causa ampiezza dello smusso (che supera le tolleranze previste dalla UNI EN 14081-1) attualmente deve essere qualificato secondo le procedure previste dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiori dei Lavori Pubblici.

 

Infine si precisa che, ai fini della qualificazione ministeriale, ad ogni stabilimento deve corrispondere una figura di Direttore Tecnico di Produzione e che quest’ultimo non può assumere lo stesso incarico per più unità produttive.

Marco Luchetti

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