In un tetto a padiglione con struttura lignea a capriate è possibile neutralizzare le spinte orizzontali trasmesse dai puntoni diagonali (privi di catene) senza trasferirle alle murature portanti?
anonimo: In un tetto a padiglione con struttura lignea a capriate è possibile neutralizzare le spinte orizzontali trasmesse dai puntoni diagonali (privi di catene) senza trasferirle alle murature portanti?
Risposta
In un tetto a padiglione i setti verticali a timpano, su cui poggiano gli elementi principali in un tetto a due falde, sono sostituiti dalla falde inclinate del tetto. Si deve osservare che la mancanza dei setti laterali a timpano impone la necessità di introdurre degli appoggi supplementari per la trave di colmo. Vengono in figura illustrate due soluzioni costruttive per realizzare gli appoggi: setti o pilastri intermedi; elementi di trave reticolare non rettilinee (capriate).
Le due soluzioni costruttive possono porre diversi problemi di definizione e di dimensionamento dei particolari di collegamento.
Nel caso della soluzione a pilastri il particolare si tratta di verificare l’appoggio della trave di colmo per compressione ortogonale alle fibre (con eventuale progettazione di sistemi di ritenuta e di ritegno torsionale).
La soluzione con capriata intermedia può offrire soluzioni interessanti perché permette di realizzare più appoggi per la trave di colmo, senza condizionare la compartimentazione degli spazi sotto la copertura. Nel caso della soluzione a capriata devono essere analizzati i nodi di intersezione di questo elemento strutturale con la trave di copertura e con il setto verticale, nonché i nodi interni all’elemento strutturale (nodo puntone-tirante, nodo puntone-puntone).
In entrambe le soluzione è da definire anche il particolare costruttivo di collegamento tra la trave di colmo e le travi diagonali che formano le falde a timpano inclinato. Si tratta in ogni caso di un giunto a tre vie, ovvero di un collegamento realizzato tra tre aste convergenti (la trave di colmo più i due diagonali).
La soluzione del nodo rigido a tre vie, per realizzare un tetto a padiglione non spingente, deve essere valutata con attenzione e se possibile sono da preferire le soluzioni già illustrate sopra. Infatti la realizzazione di un nodo rigido è, nelle strutture in legno, abbastanza problematica sia dal punto di vista progettuale che da punto di vista esecutivo. Inoltre anche con tale soluzione la spinta non viene eliminata completamente, quindi sono da prevedersi dispositivi idonei all’appoggio.
Ing. Roberto Tomasi
