Una copertura con doppio tavolato può essere considerata rigida?


anonimo: Nel progetto di una copertura in legno lamellare, ho optato per un assito in perline d'abete sp=35mm. Al fine di poter considerare la copertura rigida, sono necessari ulteriori elementi (doppio tavolato)?

09.07.2008 | Nr.: 854

Categoria: Progetto e verifica in zona sismica
Parole chiavi: tetto, sismica

Risposta

L’OPCM 3431 (ordinanza sismica) tratta il ruolo dei diaframmi orizzontali al punto 4.11.5 (indicazioni analoghe sono riportate nelle Norme tecniche delle costruzioni 2008):

“I solai potranno essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano, a condizione che le aperture presenti non ne riducano significativamente la rigidezza, se realizzati in cemento armato, oppure in latero-cemento con soletta in c.a. di almeno 40 mm di spessore, o in struttura mista con soletta in cemento armato di almeno 50 mm di spessore collegata da connettori a taglio opportunamente dimensionati agli elementi strutturali di solaio in acciaio o in legno. Nel caso di altre soluzioni costruttive l'ipotesi di infinita rigidezza dovrà essere valutata e giustificata dal progettista.”

L’ipotesi di infinita rigidezza della copertura nel caso di soluzioni costruttive quali controventatura mediante doppio tavolato, nastri d’acciaio, tavole di legno diagonali, pannelli a base di legno, ecc. deve quindi essere giustificata dal progettista. A tal proposito si ricordi che l’ipotesi di infinita rigidezza o meno degli impalcati dipende dal confronto della loro rigidezza con quella delle strutture in elevazione: in generale quindi la rigidezza nel piano dell’orizzontamento potrà essere considerata infinita o meno, a seconda della rigidezza delle strutture in elevazione cui l’orizzontamento stesso è collegato.

Almeno in linea di principio per giustificare tale ipotesi si deve procedere con una modellazione che tenga conto della deformabilità di piano per poi operare un confronto con gli spostamenti orizzontali ottenuti nel caso di solaio rigido. Dall’ EC8 (punto 4.3.1): “La membratura è considerata rigida, se, quando è modellata con la sua flessibilità reale nel piano, i suoi spostamenti orizzontali non superano in nessun punto quelli che risultano dall’ipotesi di membratura rigida per più del 10% degli spostamenti orizzontali assoluti corrispondenti nella situazione sismica di progetto.” Si ha quindi una definizione puramente teorica e poco operativa.

Di fatto quindi le norme permettono al progettista di utilizzare la definizione di solaio infinitamente rigido solo nei casi già citati o nel caso di impalcati lignei che rispettino le disposizioni costruttive date al punto 9.5.3 (solamente nel caso di strutture con elementi verticali sismoresistenti in legno però).

Qualora nella copertura non siano presenti aperture rilevanti, qualora si disponga un doppio tavolato incrociato (seguendo anche le indicazioni costruttive date nelle risposte collegate a domande simili, si veda in fondo alla pagina) e qualora si rispettino le indicazioni costruttive relative a cordoli e collegamenti con la copertura, in genere si può affermare che una copertura così realizzata, pur non presentando le caratteristiche di "infinita rigidezza" definite dalla normativa, presenta un notevole incremento di rigidezza rispetto alla soluzione del semplice tavolato, e quindi potrebbe essere adeguata a svolgere le funzioni richieste dal progetto (la valutazione in tal senso deve essere comunque fatta dal progettista). Si leggano anche le osservazioni riportate nelle numerose domande correlate.

 

 

 

Ing. Mauro Andreolli

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