Per le diverse classi di resistenza del legname strutturale, secondo le vecchie Norme Italiane (DM96 ecc.), quali sono i valori caratteristici da utilizzare nelle verifiche utilizzando legnami certificati ora? Questo mi è necessario per un vecchio progetto che viene ora riproposto a finanziamento ed attuazione.
anonimo: Per le diverse classi di resistenza del legname strutturale, secondo le vecchie Norme Italiane (DM96 ecc.), quali sono i valori caratteristici da utilizzare nelle verifiche utilizzando legnami certificati ora? Questo mi è necessario per un vecchio progetto che viene ora riproposto a finanziamento ed attuazione.
Risposta
Nella situazione normativa precedente all'emanazione delle Norme Tecniche per le Costruzioni non esisteva in Italia una norma ufficiale per il calcolo delle strutture in legno (il DM del 96 per esempio non trattava le strutture in legno).
Per tale ragione nella situazione normativa pregressa era permesso, da parte degli uffici del genio civile, l'utilizzo per i calcoli della norma tedesca DIN 1052:1988 (sul cui utilizzo si erano espressi favorevolmente anche gli organi ministeriali).
Tuttavia tale norma era basata sul metodo di calcolo alle tensioni ammissibili, per cui alle classi “di qualità” I e II di legno lamellare secondo la DIN 1052:1988 (in seguito, nell’aggiornamento della norma datato 1996, rinominate rispettivamente BS14 e BS 11), si devono associare a tabelle di tensioni ammissibili del materiale. Il valore di 11 MPa per la classe BS11 si riferisce quindi ad un valore di tensione ammissibile per la flessione, che non corrisponde quindi alla resistenza reale del materiale a flessione, ma si tratta invece di un valore ridotto per tenere conto di tutte le cause di aleatorietà (sia sul lato azioni che sul lato resistenze), in accordo con i principi della sicurezza strutturale. Adottando invece un approccio agli stati limite, si adottano, al posto dei valori ammissibili, i valori caratteristici di rottura: in tale caso per una lamellare di seconda classe secondo la vecchia normativa diventa un BS24 (per la DIN 1052:2008) oppure un GL24 (per l'Eurocodice 5). In ambedue i casi il valore caratteristico di rottura a flessione adottato è pari a 24 MPa. Questo non significa naturalmente che si utilizza una resistenza maggiore per il materiale, semplicemente si sta adottando un diverso metodo di calcolo: infatti nel metodo agli stati limite si introducono dei coefficienti amplificativi dei carichi per determinare le azioni di progetto, e dei coefficienti riduttivi di sicurezza per determinare le resistenze di progetto. Un confronto anche numerico tra i due metodi di calcolo (tensioni ammissibili-stati limite) è possibile trovarlo nel capitolo 2 del testo Hoepli "Strutture di legno" di Piazza, Tomasi, Modena.
Ing. Roberto Tomasi
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