Vorrei avere una vostra valutazione sull'opportunità di eseguire un cordolo in ca. sagomato come appoggio delle travi secondarie in una copertura lignea.
Giuseppe Ivan Sprio, BO (Costruttore tetti/strutture in legno): Sono un geometra e spesso eseguo la direzione lavori di opere strutturali relativamente a fabbricati in muratura in zona sismica. Di sovente mi capita di confrontarmi con coperture in legno ed in latero cemento. E' prassi comune a volte considerare, a mio parere però non è sempre vero, il tetto c.d. a "capanna", (trave di colmo centrale con puntoni appoggiati su quest'ultima e sulle pareti laterali), quale tipologia costruttiva spingente rispetto le murature laterali. Ho letto alcune Vostre considerazioni e mi è parso di capire che nel caso in cui il cordolo perimetrale risulti essere sagomato in pendenza rispetto la falda, faccia preludere ad un schematizzazione di vincolo con effetti significativamente diversi tali da creare, in certi casi, una situazione di labilità dello schema statico ipotizzato. In una prima ipotesi qualora si intenda collegare il puntone, mediante vite meccanica al cordolo sottostante, il vincolo è un semplice appoggio con conseguente trasmissione dell'azione orizzontale, e quindi di spingenza, al sottostante pannello murario. In una seconda ipotesi in cui invece non si realizzi alcuna solidarizzazione del puntone al cordolo sottostante possono verificarsi condizioni di labilità. Dalla mia esperienza ho potuto constatare che il cordolo perimetrale sagomato e spesso utilizzato in quanto aiuta ed aggevola il montaggio delle travi di copertura. Vi chiedo pertanto se ho compreso bene le vostre considerazioni e nel caso in cui il cordolo sagomato non sia certo un buon sistema costruttivo quali siano le alternative atte ad evitare fenomeni di spingenza laterale.
15.06.2010 | Nr.: 3540
Categoria: Sistemi tecniche e dettagli costruttivi, Sistemi tecniche e dettagli costruttiviRisposta
Ci permettiamo di formulare in modo succinto la risposta e di rinviare alla documentazione sui corsi di promo_legno (www.promolegno.com, rubrica corsi) per approfondire il tema.
L'appoggio del puntone (in realtà stiamo parlando di falsi puntoni, in quanto rispondono allo schema della trave in semplice appoggio e non al sistema a tre cerniere del tetto a puntoni classico - e cioè senza trave di colmo) trasmette per pressione di contatto le forze all'elemento sottostante. Essendo le forze in questione praticamente sempre verticali (carichi propri e neve), la realizzazione tramite superficie di contatto inclinata porta alla scomposizione di questa forza (in realtà si tratta di una deviazione), fino ad avere una forza perpendicolare alla superficie di contatto. Ne risulta una forza parallela alla superficie di contatto che viene trasmessa dal falso puntone all'elemento sottostante tramite attrito o tramite i connettori meccanici eventualmente presenti. Di fatto un rapida verifica numerica permette di constatare che raramente questi connettori permettono di essere verificati sulla base della forza citata; resta solo l'attrito, che può facilmente portare a deformazioni e spostamenti della struttura della copertura, o alla modifica del sistema strutturale previsto dal progetto (appoggio di contatto orizzontale, in modo da ottenere reazioni di appoggio verticali, trasmesse per contatto), che possono essere interpretati come la presenza di forze "spingenti". Si tratta comunque di soluzioni "poco pulite" e sconsigliabili.
Ci sia permesso di aggiungere che una corretta realizzazione del tetto ad arcarecci (cioè con la trave di colmo e i falsi puntoni appoggiati sulla trave di colmo da una parte, e sul cordolo o su una parete perimetrale dall'altra) deve prevedere delle superfici di appoggio orizzontali; inoltre tutti gli elementi strutturali (travi di colmo e falsi puntoni) devono essere correttamente dimensionati e verificati sia per quanto concerne la loro resistenza (stato limite ultimo), sia per quanto concerne la loro rigidezza (stato di servizio / deformazioni). Solo in questo modo si ottiene una struttura corretta e a regola d'arte anche dal punto di vista strutturale.
Ing. Andrea Bernasconicategoria: Tecnologia e prodotti, categoria: Statica e calcolo,