Sto valutando l'utilizzo di pannelli x-lam per edifici residenziali a Roma, ma sono sorti alcuni dubbi. Una struttura in legno (normalmente associata a climi secchi e freddi) è l'ideale in un clima caldo e umido come quello di Roma nel periodo estivo?


anonimo: Sono un laureando alla facoltà di architettura di Roma e sto svolgendo un progetto di tesi su residenze universitarie a Roma. Sto valutando l'utilizzo di pannelli x-lam, ma sono sorti alcuni dubbi. Una struttura in legno (normalmente associata a climi secchi e freddi) è l'ideale in un clima caldo e umido come quello di Roma nel periodo estivo?

16.05.2011 | Nr.: 4482

Categoria: Generalità fisica tecnica
Parole chiavi: casa di legno, pannelli di tavole incrociate, fisica tecnica

Risposta

Il problema principale non è nell'umidità e neppure nel caldo in sé. Come certamente saprà dai suoi studi, i valori di sfasamento e di riduzione d'ampiezza delle moderne pareti a tavole incrociate, è davvero notevole. Anche la loro prestazione igrometrica può essere ottimizzata a piacere.

Il problema nasce da una mancanza effettiva di massa che faccia da volano termico. Da una parte si ha il vantaggio che una struttura leggera può essere più facilmente scaldata o raffrescata. Lo svantaggio è che l'eccessivo calore estivo, che entra principalmente dalle vetrate (può essere anche 10-50 volte maggiore di quello che attraversa le pareti), dev'essere in qualche maniera smaltito. Nelle costruzioni massicce, questa energia in eccesso viene “ammortizzata” ed “immagazzinata” dai pavimenti e dalle murature interne, in quelle in legno no. Per questo nei climi caldi, quando si costruisce un edificio in legno, si tende ad aumentare gli spessori e le masse (interne!), al fine di ripristinare quest'effetto volano, ad esempio: massetti più spessi, pavimentazioni in cotto, ecc...

 

Günther Gantioler

categoria: Fisica tecnica,