Quali specie legnose non trattate sono più adatte per un riverstimento esterno di un edificio?


simone corradini, CB (Geometra): Stiamo pensando di applicare un rivestimento esterno in legno per la nostra casa in costruzione. L'edificio si trova in centro Italia a circa 2 km dal mare in linea d'aria. Ci interesserebbe sapere quali legni, senza alcun tipo di trattamento impregnante, si adattano meglio all'uso descritto, quali sono le loro caratteristiche e quali sono i rivenditori in zona Abruzzo e Molise. Siamo consapevoli che nel tempo la parete cambierà colore ma non è un problema.

03.05.2010 | Nr.: 3324

Categoria: Specie legnose
Parole chiavi: specie legnosa

Risposta

Premesso che in commercio esistono anche pannelli prefiniti per i rivestimenti esterni, probabilmente al richiedente interessano di più semilavorati, quali perline, scandole ecc. Questi assortimenti sono ricavati da varie specie, conifere e latifoglie, europee o esotiche.

Per questa destinazione la specie indigena per eccellenza è il Larice: sono offerti anche semilavorati in pino o abete, ma volendo evitare il ricorso a trattamenti queste ultime specie sembrano meno indicate. Fra le latifoglie le varie querce sono raccomandabili per effetto estetico e durabilità, ma presentano due inconvenienti: si possono macchiare se il tannino che contengono viene a contatto con soluzioni di composti del ferro (p. e. per dilavamento di ossidi da telai) e sono costosi. Fra le specie nazionali anche il castagno ha caratteristiche interessanti, sempre tenendo presente il rischio di macchie causate dal tannino. Fra le specie non autoctone si prestano alcune conifere nord americane (soprattutto i vari “Cedars”, ma anche la Duglasia), e molte latifoglie tropicali (Teack, specie del genere Shorea ecc.) In particolare le ultime, commerciate come “Bangkirai”, presentano interessanti caratteristiche di resistenza anche alle termiti e, soprattutto, non risultano essere minacciate (non sono riportate nelle appendici CITES).

Ing. Massimo Del Senno