Vorrei sapere la differenza tra tarli e termiti. Inoltre vorrei sapere se anche dopo adeguato trattamento chimico sulle travi di legno precedentemente attaccate, le termiti possono riprendere la loro attività.


michele nociti, other (non assegnato): Vorrei sapere la differenza tra tarli e termiti. Inoltre vorrei sapere se anche dopo adeguato trattamento chimico sulle travi di legno precedentemente attaccate, le termiti possono riprendere la loro attività.

22.04.2009 | Nr.: 1722

Categoria: Durabilità
Parole chiavi: insetti, durabilità

Risposta

Con il nome "tarlo" si indicano molte specie di insetti lignivori che si sviluppano a spese del elgno di piante morte o in manufatti. Si tratta di coleotteri, un ordine che comprende migliaia di specie e anche quelle dannose per il legno sono molte e diverse. Si va dagli anobidi (tarli "veri") ai cerambicidi (p. e. il capricorno delle case), alcune specie raggiungono pochi millimetri di lunghezza e altre 3 o 4 cm, con gallerie e fori di sfarfallamento di diametro variabile da poco più di un millimetro a 6 millimetri o più. Ciò che accomuna queste specie è che tutte sono caratterizzate da una metamorfosi totale (uovo-larva-pupa-insetto perfetto) e i danni sono procurati dalla larva, che si nutre scavando gallerie nel legno. La loro presenza è segnalata dai fori di sfarfallamento e dai mucchietti di rasura in prossimità di questi. Gli adulti completano il ciclo vitale fuori dal legno, su cui, dopo l'accoppiamento, depongono le uova.

Le termiti appartengono all'ordine degli isotteri : In Italia sono presenti due specie, Kalotermes flavicollis Fabricius e Reticulitermes lucifugus Rossi. Ultimamente, causa trasporti internazionali, si è insediata anche Cryptotermes brevis, originaria della zona Indio-asiatica. E' stata localizzata solo in alcune in città italiane, specialmente al centro-sud.
La principale caratteristica di questi insetti è l'elaborata struttura sociale che li porta costiture colonie composte da migliaia di individui: questo, assieme al fatto che la loro attività (compresa la riproduzione) avviene sempre all'interno del legno le rende estremamente pericolose, dato che l'infestazione viene notata quando i danni sono giù ingenti. Le termiti non si sviluppano con una metamorfosi, ma attraverso un serie di mute, mentre invece è tipica la differenziazione fra individui sessuati (re e regina) e asessuati ("soldati" e "operai") e individui ("neogeni") che all'occorrenza possono trasformarsi in individui sessuati per sostituire la coppia reale. Gli individui sessuati sono inizialmente alati, ma una volta "fondata" la colonia ed iniziata la riproduzione, perdono le ali.
Agli effetti pratici possiamo distinguere tra termiti sotterrane e termiti del legno secco.
Le prime nidificano nel suolo e da qui attraverso tunnel o, se  necessario in veri e propri camminamenti coperti, raggiungono il materiale di cui si nutrono.
Contro un attacco di termiti in atto si agisce da una parte eliminando le cause di umidità che forniscono alle specie sotterranee le condizioni adatte a espandere la colonia, dall'altro, per tutte le specie, con fumigazioni.
Bisogna tenere presente che da una parte le specie sotterranee possono ancora trovare l'acqua nel suolo, dall'altra la disinfestazione dei manufatti attaccati non porta alla distruzione della colonia, dato che il nido è nel terreno.
Per queste specie la difesa preventiva consiste, oltre che nella citata eliminazione delle fonti di umidità nell'eliminazione di tutto ciò che può costituire una via di accesso o una fonte di alimento cellulosico (legna da ardere, vecchi mobili, libri e carte abbandonati nelle cantine ecc.).
Un metodo promettente è quello che prevede l'uso di ormoni inibitori della chitinizzazione: gli individui che ingeriscono esche contenenti questi prodotti non solo muoiono alla prima muta successiva all'ingestione, ma rigurgitando il cibo per gli altri membri della colonia trasmettono ad essi l'ormone stesso.
Il trattamento preventivo dei manufatti si basa sulla creazione di una barriera chimica e/o meccanica per isolarli completamente dal suolo, oltre che sull'uso di specie naturalmente resistenti (solo poche specie tropicali ad alta densità si sono dimostrate tali) o sul trattamento del legname con insetticidi di provata efficacia.
Tra le misure preventive contro le termiti sotterranee viene adottato anche il trattamento del terreno circostante le strutture con insetticidi.
Le termiti del legno secco, che installano la colonia nel materiale di cui si nutrono possono essere completamente eliminate da un manufatto coi processi citati in precedenza, ma gli alati possono insediarsi direttamente sul legno (se questo non è stato adeguatamente trattato), mentre le termiti sotterranee, contro cui sono concepite le misure di segregazione della struttura, nidificano nel suolo e l'eliminazione delle colonie è difficile, se non impossibile.
 
La possibilt?di una reinfestazione su un elemnto bonificato ?bassa, ma non nulla. I trattamenti preservanti hanno una profondit?limitata, quindi, se per una ragiona qualunque viene resa accessibile la parte del materiale non impregnata, l'elemnto ?nuovamente vulnerabile (non solo nei confronti delle termiti)

Ing. Massimo Del Senno

categoria: Tecnologia e prodotti,