Per il rispetto della regolarità in pianta, quali sono le caratteristiche costruttive che devo adottare per la realizzazione del solaio di copertura affinche lo si possa considerare infinitamente rigido.
giuseppe antonio donatiello, AV (Ingegnere): Sto eseguendo la verifica di un fabbricato in muratura su tre livelli.
Vorrei eseguire il solaio di copertura, a doppia falda e privo del solaio di sottotetto, in legno. Per il rispetto della regolarità in pianta, quali sono le caratteristiche costruttive che devo adottare per la realizzazione del solaio di copertura affinche lo si possa considerare infinitamente rigido e rispettare la regolarità in pianta.
Risposta
Sul tema della infinita rigidezza nel piano dei diaframmi orizzontali le NTC 2008 trattano esplicitamente i casi in cui è lecito fare questa assunzione nel punto “7.2.6 CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E AZIONE SISMICA”:
“ Gli orizzontamenti possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano, a condizione che siano realizzati in cemento armato, oppure in latero-cemento con soletta in c.a. di almeno 40 mm di spessore, o in struttura mista con soletta in cemento armato di almeno 50 mm di spessore collegata da connettori a taglio opportunamente dimensionati agli elementi strutturali in acciaio o in legno e purché le aperture presenti non ne riducano significativamente la rigidezza.”
La realizzazione di una cappa collaborante in c.a. a livello di copertura (struttura composta legno-calcestruzzo) consente quindi di soddisfare l'ipotesi rigidezza infinita (in accordo con la norma), ma sicuramente aggravando il carico di copertura e le masse sismiche agenti sulle pareti in muratura.
L’ipotesi di infinita rigidezza del diaframma nel caso di altre soluzioni costruttive più leggere (controventatura mediante doppio tavolato, nastri d’acciaio, tavole di legno diagonali, pannelli a base di legno, ecc.) deve invece essere giustificata dal progettista. A questo proposito indicazioni sono presenti nella Circolare 2 febbraio 2009, di chiarimento delle NTC 2008, dove relativamente al punto 7.2.6 si riporta che:
"C7.2.6 CRITERI DI MODELLAZIONE DELLA STRUTTURA E AZIONE SISMICA
Gli orizzontamenti devono essere dotati di opportuna rigidezza e resistenza nel piano e collegati in maniera efficace alle membrature verticali che li sostengono perché possano assolvere la funzione di diaframma rigido ai fini della ripartizione delle forze orizzontali tra le membrature verticali stesse. Particolare attenzione va posta quando abbiano forma molto allungata o comunque non compatta: in quest’ultimo caso, occorre valutare se le aperture presenti, soprattutto se localizzate in prossimità dei principali elementi resistenti verticali, non ne riducano significativamente la rigidezza. Essi possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano se, modellandone la deformabilità nel piano, i loro spostamenti orizzontali massimi in condizioni sismiche non superano per più del 10% quelli calcolati con l’assunzione di piano rigido. Tale condizione può ritenersi generalmente soddisfatta nei casi specificati nelle NTC (v. § 7.2.6), salvo porre particolare attenzione quando essi siano sostenuti da elementi strutturali verticali (per es. pareti) di notevole rigidezza e resistenza."
Ing. Roberto Tomasi
categoria: Progetto e verifica in zona sismica,