Quali sono le ragioni per i nuovi coefficienti di sicurezza per il legno nelle Norme Tecniche?


ANTONIO COLONNELLO, PN (Ingegnere): Nelle NT del 14.09.2005 i coefficienti di sicurezza erano già stati innalzati rispetto all'EC5, da 1.3 a 1.35. Ora, nella revisione delle NT approvata il 27.07.2007, si è passati a 1.45 per lamellare e 1.50 per massiccio.
Come mai questa variabilità ?

Marco Vedovato, TN (Ingegnere): Una questione che mi rode. Come mai lo Stato Italiano ha confermato i coefficienti di sicurezza del DM 2008 nonostante il ricorso dell'Austria? Che fine ha fatto tale ricorso? Sulla verifica di resistenza della sezione non mi turba eccessivamente che il gamma-m sia 1,45 o 1,50 sul legno lamellare o massicio. Il modulo di resistenza va col quadrato dell'altezza e di solito si fa presto a recuperare aumentando un po' la sezione. Quello che fa dannare di più nei miei conti è il gamma-m di 1,50 per i collegamenti! Qui secondo me è il vero punto critico. In ogni caso, c'è speranza che i gamma-m siano riconsiderati? I normatori del DM 2008 non potevano semplicemente rimandare alle raccomandazioni del CNR (praticamente un EC5 italiano) visto che erano stata sfornate di fresco?

29.12.2008 | Nr.: 259

Categoria: Normativa
Parole chiavi: calcolo, normativa

Risposta

La Sua domanda coglie nel segno la novità più evidente per le strutture di legno, contenuta nell’ultima versione delle Norme Tecniche, novità che ha colto di sorpresa gli osservatori più attenti e preparati, e che è stata maturata in una fase ormai avanzata del processo di revisione della norma. Si deve notare che queste modifiche non hanno riguardato solamente un aumento dei coefficienti di sicurezza del materiale, ma anche i coefficienti di modificazione kmod, che sono stati ridotti ad 1 nel caso di carichi istantanei, anche dove compare (in sede europea EN 1995-1-1) il valore 1,1.

Dal punto di vista formale la variazione dei coefficienti di sicurezza, rispetto ai valori concordati in sede europea (ricordiamo che il testo degli Eurocodici, versione EN, è stato formalmente votato anche dall'Italia), appare possibile a livello nazionale, stante il fatto che la Tabella 2.3 riporta i cosiddetti " Recommended partial factors" e che (in nota) è specificato che "The recommended partial factors for material properties are given in Table 2.3. Information on the National choice may be found in the National annex", ed inoltre che la scelta nazionale attuale viene giustificata con un "aumento della sicurezza".

Meno corretto, sempre dal punto di vista formale, appare la modifica dei valori di kmod, riportati in EN 1995-1-1 nella Tabella 3.1, a proposito dei quali non è espressamente dichiarata e lasciata alcuna libertà a eventuali scelte alternative in sede legislativa nazionale.

La variazione dei coefficienti di sicurezza è stata oggetto formale in sede europea di un ricorso in sede europea da parte di uno stato membro (Austria), a seguito del quale sono stati state inizialmente escluse le tabelle 4.4.III e 4.4.IV dalle norme tecniche DM 14/01/2008. Infatti tali tabelle citate riportavano i coefficienti di sicurezza dei materiali con valori più elevati di quelli proposti a livello europeo per i materiali a base di legno, ancora più elevati rispetto ai valori riportati nelle NTC 2005. Il Ministero delle Infrastrutture ha successivamente risposto alla Commissione europea e, trascorsi i termini senza che la Commissione europea abbia inoltrato nuove comunicazioni, il Ministero ha proceduto approvare il Decreto del 6 maggio 2008 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2008) di Integrazione al decreto 14 gennaio 2008, che approva le tabelle 4.4.III e 4.4.IV.

Dal punto di vista tecnico scientifico, le modifiche proposte ai valori dei coefficienti di sicurezza risultano non giustificate e molto peggiorative rispetto ai coefficienti di sicurezza proposti nella versione attuale dell'Eurocodice 5, e ormai definitivi in molti paesi (fra questi la Germania).

Si tenga presente che la "taratura" attuata per la scelta dei coefficienti di sicurezza è stato processo lungo e laborioso ed è stata anche fatta sulla base del principio di "comparison with existing practice", cosa che per il legno (a differenza di altri materiali) è risultata abbastanza semplice visto, tra l'altro, che gli elementi sono sempre considerati a comportamento elastico: non esistono quindi sostanziali differenze tra “vecchi” e “nuovi” metodi di verifica.

La qualità del materiale a base di legno presente in Italia non è diversa da quella di altri paesi europei che adottano questi coefficienti di sicurezza, in primo luogo perché una buona parte dei prodotti da costruzione a base di legno viene importato proprio da quei paesi (come la Germania, l’Austria e la Scandinavia), in secondo perchè anche in Italia sono richieste procedure di qualificazione delle aziende e dei prodotti codificate proprio dalle stesse Norme Tecniche, che vanno nella medesima direzione della marcatura CE dei prodotti (marcatura che diventerà obbligatoria da qui a breve per tutti i paesi europei). Sembra quindi abbastanza assurdo che il medesimo elemento "marcato (come da normativa) sia impiegato in modo "differente" semplicemente per una questione di "confini"!

L’asserzione che il cosiddetto "coefficiente di sicurezza" dei materiale a base di legno è inferiore a quello di altri materiali (come il cemento armato) non è, tra l'altro, corretta: in realtà, è bene sottolineare che, molto opportunamente, si tiene conto con un altro coefficiente di effetti quali la durata temporale dell’azione, l’umidità del materiale all’atto della posa e le sue variazioni in funzione delle condizioni di esercizio. Ciò fa sì che l'effettivo coefficiente che consente di passare dal valore caratteristico al valore di calcolo, per un dato parametro di resistenza, sia comunque molto elevato e ragionevolmente diversificato anche per tipologia di materiale. Per il legno massiccio tale parametro si attesta ad un valore massimo di 2,6 mentre per un pannello di fibre questo valore massimo arriva addirittura a 6,5.

Dal punto di vista della “qualità” e della “consapevolezza” della progettazione con strutture di legno in Italia (soprattutto nel settore delle grandi costruzioni in legno lamellare che potrebbero essere le più sensibili a queste modificazioni), questa vanta ormai da anni una maturità non inferiore a quella di altri paesi, con punte di eccellenza, e senza casi (anche isolati) di clamorosi insuccessi che recentemente hanno riguardato alcuni (cattivi) esempi di progettazione in paesi tradizionalmente all’avanguardia in questo settore: tutto ciò, vale la pena di ribadirlo, in assenza di specifica normativa nazionale sulle strutture di legno!

L'obiezione che è stata fatta su una presunta "non dimestichezza" di una larga base di progettisti italiani con il materiale legno male si accompagna, infine, con la giustificazione dell'aumento proposto per i valori dei coefficienti di sicurezza del materiale: non è certamente la variazione di un tale coefficiente di sicurezza che mette al riparo da errori progettuali, come chiaramente dimostrato da clamorosi recenti insuccessi che hanno coinvolto strutture realizzate con materiali diversi dal legno.

Sul piano del processo tecnico e decisionale che ha portato ai valori attualmente proposti per i coefficienti di sicurezza, si deve osservare che i cambiamenti evidenziati sono stati effettuati in una fase ormai avanzata delle modifiche del decreto, senza quindi possibilità di discussione e di confronto. Come può facilmente constatare dalla cronistoria dei fatti (peraltro ricavabile da vari siti web) e riportata in calce a questa risposta, in realtà i coefficienti di sicurezza presenti originariamente nel decreto D.M. 14 settembre 2005 erano stati corretti e riportati ai valori consigliati nell’Eurocodice 5 da una commissione in cui erano espresse anche le istanze dei tecnici, ricercatori, produttori e costruttori del settore: essi sono stati aumentati fino ai valori attuali solamente il 13 luglio 2007, dalla commissione Relatrice al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
 

Cronistoria delle modifiche alle Norme Tecniche delle Costruzioni

Può essere utile rivedere una cronistoria dei fatti, che tutti possono dedurre essendo basata sui documenti pubblicati nel sito della regione toscana al seguente link:

http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/classificazione/index_cdm.htm

Presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stata istituita con decreto del 2 marzo 2006, la Commissione consultiva di monitoraggio sulle Norme tecniche per le costruzioni (NTC), con il compito, durante i diciotto mesi di regime transitorio, di istruire tutte le osservazioni e le indicazioni che l'applicazione della nuova norma metterà in luce: da tale istruttoria, suddivisa in Gruppi di Lavoro a seconda dei vari capitoli, sono emerse prescrizioni normative aggiuntive o correttive al testo originale. Per esaminare correttamente i contenuti del testo normativo che riguardano il settore legno, l’associazione degli industriali e dei costruttori del legno da costruzione (Assolegno), ha istituito un gruppo di lavoro formato composto da membri dell’associazione e tecnici del settore, i quali hanno provveduto a redigere un documento di osservazioni ai punti critici delle NTC. Assolegno ha poi indirizzato alla Commissione di Monitoraggio i propri commenti ed ha incaricato il prof. Maurizio Piazza di rappresentare a Roma gli interessi delle aziende associate. I documenti definitivi redatti dalla Commissione di Monitoraggio e resi pubblici con ultimo aggioramento 14 dicembre 2006, sono reperibili all’interno del link citato. Per la parte legno è stato redatto un documento, a cura di Maurizio Piazza, Luca Sanpaolesi e Paolo Zanon, scariabile al seguente link:

www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/class_materiale/comm_mon/prop_rev_legno_141206.pdf

In tale documento si può notare come i coefficienti di sicurezza siano stati assunti pari a quelli consigliati dall’Eurocodice 5.

Nelle successive modifiche delle NTC non sono stati apportate variazioni a questi valori di sicurezza.

7.05.2007 - Si pubblica la Bozza Norme Tecniche per le Costruzioni aggiornate al 24 aprile 2007 redatta dalla Commissione per la riscrittura delle Norme istituita presso il Ministero delle Infrastrutture (Libro Rosso)

25 maggio 2007 - Il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nomina, con nota del 10.05.2007, la Commissione Relatrice per riferire ad una prossima adunanza del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in merito al nuovo testo delle Norme Tecniche per le Costruzioni.

www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/class_materiale/nota_presconsllpp_100507.pdf

Analoga commissione relatrice era stata nominata per gli annessi tecnici degli Eurocodici da parte del gruppo di Lavoro incaricato, riattivato nell'ottobre 2006 dal Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/class_materiale/nota_presconsllpp_050407.pdf

16.07.2007 - Si pubblica Bozza Norme Tecniche per le Costruzioni aggiornate al 13 luglio 2007 presentata dalla Commissione Relatrice al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nella seduta del 13 luglio. In tale versione compaiono per la prima volta le citate variazioni dei coefficienti di sicurezza per le strutture di legno. Il testo è quello che verrà esaminato dal Consiglio Superiore LL.PP. in seduta plenaria per l'approvazione e il successivo invio al Ministro On. Di Pietro. Il testo delle norme tecniche dovrà essere trasmesso alle Regioni, agli Enti Locali ed agli altri Ministeri per la valutazione e approvazione in sede di Conferenza dei Presidenti e successivamente in Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali.
 

31.07.2007 - Il testo delle Norme Tecniche per le Costruzioni è andato al voto dell'assemblea del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nella seduta del 27 luglio 2007, senza modifiche rispetto alla bozza del 13 luglio scorso.

 

 

 

Ing. Roberto Tomasi
Prof. Ing. Maurizio Piazza

categoria: Statica e calcolo,