Quali criteri si devono eseguire per consolidare edifici esistenti in muratura?


Giovanni Terranova, CS (Architetto): Dovendo procedere al recupero della parte superiore di un fabbricato ottocentesco (3° e 4° livello) realizzato con muratura portante in pietrame e malta di calce (ubicato in zona sismica di seconda categoria S=9), non potendo agire sulle porzioni inferiori (1° e 2° livello) perché appartenenti ad altro proprietario, gradirei avere suggerimenti tecnici in merito ai seguenti interventi:
a) necessità di realizzare cordoli perimetrali in c.a. in corrispondenza dei nuovi solai;
b) delucidazioni sul metodo più idoneo a realizzare un’opportuna connessione tra le travi portanti dei nuovi solai lignei e i cordoli perimetrali in c.a. realizzati all’interno dei muri portanti del fabbricato;

04.01.2008 | Nr.: 466

Categoria: Sistemi tecniche e dettagli costruttivi
Parole chiavi: sistemi costruttivi, riabilitazione recupero

Risposta

Il tipo di intervento da Lei prospettato è un intervento di riabilitazione strutturale, nel senso che Lei sta intervenendo su una struttura esistente per recuperare l’integrità statica e funzionale di alcuni suoi elementi costruttivi oppure del complesso della costruzione. Dato che opera in zona sismica, l’intervento strutturale deve garantire alcuni livelli di sicurezza adeguati in funzione del “livello” di intervento. In questo caso la normativa italiana, anche nei decreti e nelle ordinanza precedenti all’emanazione del testo unico D.M. 14/9/05 (vedi Ordinanza del Presidente del consiglio 3431/05 e D.M. 9.1.96 per le costruzioni in zona sismica) ha sempre previsto due livelli di intervento: miglioramento sismico e adeguamento sismico. Nella nuova versione del testo unico inoltre si è inserito anche un terzo livello di intervento di riparazione o intervento locale. Stia quindi attento a valutare in quale caso ricade il suo intervento perché questo comporta diversi livelli di analisi strutturale. A tal proposito faccia riferimento a quanto detto nei documenti normativi citati e a risposte a domande simili già pubblicate (link in fondo alla pagina).

Per quanto riguarda le tecniche per collegare travi lignee a cordoli in C.A. si rimanda a domande già pubblicate. In edifici esistenti la realizzazione di cordoli perimetrali in C.A. ai piani, realizzati in breccia va evitata.

A tal proposito si rimanda alle indicazioni contenute nell’allegato 11.E CRITERI PER GLI INTERVENTI DI CONSOLIDAMENTO DI EDIFICI IN MURATURA dell’Ordinanza del Presidente del consiglio 3431/05.

 

CORDOLI IN SOMMITA’

“Cordoli in sommità alla muratura possono costituire una soluzione efficace per collegare le pareti, in una zona dove la muratura è meno coesa a causa del limitato livello di compressione, e per migliorare l’interazione con la copertura; va invece evitata l’esecuzione di cordolature ai livelli intermedi, eseguite nello spessore della parete (specie se di muratura in pietrame), dati gli effetti negativi che le aperture in breccia producono nella distribuzione delle sollecitazioni sui paramenti. Questi possono essere realizzati nei seguenti modi:

 

- in muratura armata, consentendo di realizzare il collegamento attraverso una tecnica volta alla massima conservazione delle caratteristiche murarie esistenti. Essi, infatti, devono essere realizzati con una muratura a tutto spessore e di buone caratteristiche; in genere la soluzione più naturale è l’uso di una muratura in mattoni pieni. All’interno deve essere alloggiata un’armatura metallica, resa aderente alla muratura del cordolo tramite conglomerato, ad esempio malta cementizia. La realizzazione di collegamenti tra cordolo e muratura, eseguita tramite perfori armati disposti con andamento inclinato, se necessaria risulta efficace solo in presenza di muratura di buona qualità. Negli altri casi è opportuno eseguire un consolidamento della muratura nella parte sommitale della parete ed affidarsi all’aderenza ed al contributo dell’attrito.

 

- in acciaio, rappresentando una valida alternativa per la loro leggerezza e la limitata invasività. Essi possono essere eseguiti attraverso una leggera struttura reticolare, in elementi angolari e piatti metallici, o tramite piatti o profili sui due paramenti, collegati tra loro tramite barre passanti; in entrambi i casi è possibile realizzare un accettabile collegamento alla muratura senza la necessità di ricorrere a perfori armati. In presenza di muratura di scarsa qualità, l’intervento deve essere accompagnato da un’opera di bonifica della fascia di muratura interessata. I cordoli metallici si prestano particolarmente bene al collegamento degli elementi lignei della copertura e contribuiscono all’eliminazione delle eventuali spinte.

 

- in c.a., solo se di altezza limitata, per evitare eccessivi appesantimenti ed irrigidimenti, che si sono dimostrati dannosi in quanto producono elevate sollecitazioni tangenziali tra cordolo e muratura, con conseguenti scorrimenti e disgregazione di quest’ultima. In particolare, tali effetti si sono manifestati nei casi in cui anche la struttura di copertura era stata irrigidita ed appesantita. Nel caso di cordolo in c.a. è in genere opportuno un consolidamento della muratura in prossimità dello stesso, in quanto comunque è diversa la rigidezza dei due elementi. Il collegamento tra cordolo e muratura può essere migliorato tramite perfori armati, alle condizioni già illustrate in precedenza.

 

CONNESSIONI A LIVELLO DEI SOLAI DI PIANO

 

L’efficace connessione dei solai di piano e delle coperture alle murature è necessaria per evitare lo sfilamento delle travi, con conseguente crollo del solaio, e può permettere ai solai di svolgere un’azione di distribuzione delle forze orizzontali e di contenimento delle pareti. I collegamenti possono essere effettuati in posizioni puntuali, eseguiti ad esempio in carotaggi all’interno delle pareti, e allo stesso tempo non devono produrre un disturbo eccessivo ed il danneggiamento della muratura. Nel caso di solai intermedi, le teste di travi lignee possono essere ancorate alla muratura tramite elementi, metallici o in altro materiale resistente a trazione, ancorati sul paramento opposto.

 

Devono essere evitati cordoli inseriti nello spessore della muratura ai livelli intermedi, mentre possono risultare utili cordoli in acciaio, realizzati con piatti o profili sui due paramenti, collegati tra loro tramite barre passanti. Essi forniscono una certa rigidezza flessionale fuori dal piano della parete e ostacolano lo sviluppo di meccanismi di rottura delle fasce sopra porta e sotto finestra (meccanismo tirante-puntone).

Ing. Mauro Andreolli

categoria: Statica e calcolo,