Vorrei alcuni chiarimenti sulle modalità costruttive di elementi strutturali intelaiate.


Stefano Bedin, TV (Ingegnere): Sto valutando di eseguire un piccolo ampliamento a due piani (pianta circa 4x4 m, staccato con giunto sismico dall’edificio esistente) a struttura lignea secondo il sistema costruttivo “platform frame” con pannelli perimetrali in Osb.
1) I vani hanno altezza intera di 2,70 cm sotto travetto mentre i pannelli Osb posti in verticale hanno altezza di 240 cm; mi trovo quindi a dover aggiungere superiormente una porzione di pannello di circa 50 cm per arrivare al travetto-cordolo di piano. Affinché la parete abbia funzione controventante (con calcolo secondo EC5 par. 9.2.4.2) i pannelli OSB debbono essere necessariamente contornati da traversi e montanti? E quindi in questo caso si deve porre necessariamente un ordine di traversi intermedi ad altezza dei 240 cm tra il pannello intero e la porzione rimanente?
2) Analogamente per realizzare un piano rigido orizzontale di solaio o di copertura, utilizzando pannelli (multistrato o Osb) sopra all’orditura dei travetti, bisogna mettere dei listoni trasversali tra i travetti in corrispondenza ad ogni interruzione dei pannelli (EC5 par 10.8.1 e NTC par 7.7.5.3)?
(In caso di risposta affermativa alle domande 1 e 2 mi pare di vedere che la cosa sia abbastanza disattesa nei cantieri e comunque nelle norme dovrebbe essere maggiormente evidenziata)
3) Ho visto delle foto di pareti prefabbricate tipo a telaio dove il pannello esterno è sostituito da un tavolato singolo disposto a 45°. In tal caso da un punto di vista strutturale non mi pare si possa considerare come sistema Platform frame quanto come un telaio in qualche modo controventato (con coeff. q molto ridotto). Ci sono dei riferimenti per questo sistema costruttivo?.

19.10.2011 | Nr.: 6119

Categoria: Sistemi tecniche e dettagli costruttivi
Parole chiavi: platform frame, sistemi costruttivi

Risposta

La risposta alla prima e alla seconda parte della domanda è senza dubbio affermativa, nel senso che i bordi dei pannelli controventanti OSB devono sempre essere sostenuti da apposita travatura, eventualmente aggiuntiva rispetto al telaio di base che compone la struttura intelaiata della parete o del solaio. In mancanza di ciò il flusso di forze e di sollecitazioni è interrotto e la struttura portante non è più tale. Se e dove questo principio fosse disatteso, allora ci sarebbero delle manchevolezze progettuali e strutturali gravi da costatare. La normativa non prevede di indicare come si deve costruire una parete o un solaio intelaiati e non indica che la pannellatura deve garantire un flusso di forze corretto, come non indica che una trave in semplice appoggio di legno lamellare interrotta (cioè formata da due travi di lunghezza pari a metà della luce) non può essere considerata come tale.

Il tavolato a 45° permette di ottenere un rivestimento controventante, ma con caratteristiche di rigidezza e di resistenza inferiori a quanto non si ottenga con una pannellatura con OSB o con altri pannelli sottili. La definizione di "in qualche modo controventato" contenuta nella domanda calza molto bene. Non lo definiremmo un sistema con un coefficiente q ridotto, ma semplicemente un sistema con caratteristiche e prestazioni meccaniche ridotte, adatto per edifici di dimensioni limitate e per prestazioni tutt'al più normali. Che in questi casi la domanda di un coefficiente q al di sopra del minimo nemmeno debba essere posta, ci sembra evidente e logico.

Ing. Andrea Bernasconi

categoria: Statica e calcolo,