Vorrei sapere come si può tenere conto dell'influenza dei nodi e dell'inclinazione della fibratura sulle caratteristiche meccaniche del legno, in particolare sulla resistenza a flessione. Esistono coefficienti correttivi? Quali sono e dove posso trovarli?


anonimo: Vorrei sapere come si può tenere conto dell'influenza dei nodi e dell'inclinazione della fibratura sulle caratteristiche meccaniche del legno, in particolare sulla resistenza a flessione. Esistono coefficienti correttivi? Quali sono e dove posso trovarli?

25.02.2010 | Nr.: 3101

Categoria: Classificazione e proprietà meccaniche
Parole chiavi: classificazione

Risposta

Le proprietà meccaniche del legno in dimensioni d’uso, sono da mettere in relazione sia con le proprietà intrinseche del legno netto, sia con la presenza di “difetti” che possono essere presenti all’interno dell’elemento ligneo, e che possono peggiorare le proprietà
meccaniche del materiale. In realtà trattasi di singolarità morfologiche generalmente
corrispondenti ad esigenze funzionali della pianta, che però determinano nel legno situazioni tecnologicamente indesiderabili che quindi l’utilizzatore definisce “difetti”. Per esempio i nodi sono porzioni di rami incluse all’interno della pianta durante il processo di accrescimento e pertanto, sebbene svantaggiosi dal punto di vista tecnologico, la loro presenza all’interno della pianta è fisiologica. Qualsiasi sia il tipo di nodo presente (nodo sano, nodo cadente) deve essere considerato non collaborante con il legno dell’elemento strutturale e la sua presenza assimilabile, a vantaggio di sicurezza, a quella di un foro delle stesse dimensioni.

Poiché nella schematizzazione del materiale si assume che la direzione longitudinale dell’elemento strutturale sia parallela alla direzione della fibratura, la presenza di fibratura deviata è da considerarsi un difetto. In questo caso, l’interruzione delle fibre intercettate dalle superfici laterali dell’elemento gioca un ruolo importante nella diminuzione della sua resistenza soprattutto a trazione e flessione.

Esistono dei metodi per correlare le caratteristiche macroscopiche misurate con le caratteristiche meccaniche degli elementi strutturali, e su questi metodi si basa effettivamente la classificazione a vista dei segati adottata dalle norme. Le principali caratteristiche prese in considerazione da una norma di classificazione a vista (per esempio la UNI 11035 per il legno di provenienza italiana) sono evidentemente conseguenti a quanto sopra detto. Essenzialmente, sono da prendere in considerazione:

– l’ampiezza media degli anelli di accrescimento (correlata alla massa volumica del
legno, quindi anche alle sue caratteristiche meccaniche);
– la massa volumica;
– la tipologia, posizione, frequenza e dimensione dei difetti (i nodi, misurati tramite
il rapporto tra l’area da essi occupata nella sezione trasversale più difettosa e quella
della sezione stessa; le deviazioni di fibratura ecc.).

Ing. Roberto Tomasi

categoria: Tecnologia e prodotti,