Vorrei sapere se ha distanza di quattro mesi è possibile avere manifestazioni di muffa su tutte le travi di un tetto in legno lamellare appena montato.
Elisa Pierboni, PG (Altro: impiegato): Nel mese di settembre 2010, mi è stato montato un tetto in legno lamellare con staffe metalliche speciali e tasselli meccanici. Il tetto in legno è solo interno il cornicione è diversamente costituito. Vorrei sapere se ha distanza di quattro mesi è possibile avere manifestazioni di muffa su tutte le travi, non le perline, e se è normale che uno dei travi rompitratta si sia incurvato. E' possibile verificare la stabilità strutturale e se il legno ha ricevuto i trattamenti antitarlo e antimuffa dichiarati?
Risposta
Le spore di molte specie di funghi unicellulari sempre presenti nell’atmosfera possono, in condizioni favorevoli di umidità e temperatura determinare su un supporto chimicamente adatto (contenente le sostanze nutritive necessarie al fungo) determinare lo sviluppo di muffe. Queste a differenza dei funghi “della carie” non determinano danni se non di tipo estetico o, in certi casi, il rilascio di spore in quantità tale da determinare in soggetti predisposti reazioni allergiche. La condizione per lo sviluppo delle muffe è un’umidità del materiale superiore al 20 %: dato che il fenomeno è limitato alla superficie le cause più frequenti sono fenomeni di condensa che se pure non compromettono l’umidità globale del manufatto rendono possibile lo sviluppo delle muffe in superficie, sviluppo accelerato da temperature superiori ai 20 °C. Questa situazione può verificarsi anche in ambienti chiusi non adeguatamente ventilati e anche in tempi brevi Per quel che riguarda l’insorgere delle muffe solo su una parte degli assortimenti legnosi presenti (in questo caso le travi) occorrerebbe conoscere le specie legnose utilizzate per i diversi assortimenti, che potrebbero, se diverse, essere diversamente suscettibili all’insediamento di muffe sia pure nelle stesse condizioni ambientali, o l’organizzazione nei locali delle travi rispetto alle perline che potrebbe determinare diverse condizioni di microclima, è infine possibile che un assortimento sia stato sottopoto a trattamenti preservanti e l’altro no o che siano stai effettuati trattamenti di diversa efficacia. Si tratta comunque di un problema non allarmante: un volta individuata ed eliminata la causa dell’eccesso di umidità basterà trattare le zone macchiate con un candeggiante opportuno, per esempio candeggina (una parte e quattro parti di acqua) per eliminare le macchie e le spore (evitando quindi anche i citati rischi di fenomeni allergici). Dopo il trattamento le superficie vanno asciugate con cura. Per quanto riguarda la deformazione di un elemento (il rompi tratta) si deve supporre che si tratti di un abbassamento sotto carico, ma, con le informazioni disponibili, è solo un’illazione. L’applicazione di trattamenti preservanti potrebbe essere accertata mediante la ricerca negli strati superficiali del manufatto degli eventuali principi attivi che dovevano essere utilizzati. La verifica della stabilità strutturale si effettua prima di tutto tramite la verifica di resistenza (che dovrebbe essere già stata effettuata in fase progettuale) e assicurandosi che il materiale impiegato per geometria (sezioni) e caratteristiche (classi di resistenza) sia conforme alle esigenze di progetto. Inoltre occorre verificare che i carichi esercizio sian effettivamente quelli di progetto.
Ing. Massimo Del Sennocategoria: Tecnologia e prodotti,